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Vittime del terrorismo, Mattarella depone una corona di fiori in via Caetani. Meloni: “Ricordare per difendere democrazia”

Cerimonia al Senato per il Giorno dedicato alle vittime del terrorismo. Le dichiarazioni di Meloni e Schlein
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Una corona d’alloro in via Caetani, di fronte alla lapide che ricorda il luogo dove fu ritrovato il cadavere di Aldo Moro, il 9 maggio del 1978. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha inaugurato stamattina il Giorno della memoria dedicato alle vittime del terrorismo. Ricorrenza fissata proprio nella data in cui il corpo del leader della Democrazia cristiana fu rinvenuto nella Renault 4 rossa. Presenti, accanto al Capo dello Stato, il presidente del Senato, Ignazio La Russa, quello della Camera, Lorenzo Fontana, della Corte Costituzionale, Giovanni Amoroso; il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi e il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri.

Mattarella si è poi spostato in Senato per la cerimonia, aperta dall’Inno d’Italia cantato da un coro di ragazzi, in piedi agli scranni centrali dell’emiciclo. “Ritroviamo oggi il nostro comune sentimento di commozione e cordoglio verso le tante vite spezzate dal terrorismo – ha detto La Russa – furono rappresentanti delle istituzioni, politici, magistrati, militari, forze dell’ordine, pubblici funzionari, e poi anche docenti, giornalisti, studenti: tutti bersagli scelti per il valore civile, per il loro impegno di legalità, verità e giustizia o più semplicemente perché portatori di un’idea, di quel pensiero libero che il fanatismo e l’odio avrebbero voluto ridurre al silenzio attraverso la violenza”. Il presidente del Senato ha aggiunto che “l’Italia non dimentica, perché la memoria non è solo un album del dolore, ma è anche uno scudo. È lo scudo più prezioso a presidio di quei diritti e di quelle libertà che sono il cuore della nostra democrazia”.

In Senato hanno preso la parola anche i parenti di alcune vittime. Tra gli altri, Susanna Occorsio, che ha ricordato il padre, il giudice Vittorio, ucciso negli anni di piombo; Massimo Coco che ha reso omaggio alla memoria del padre Francesco, procuratore generale della Corte d’Appello di Genova, assassinato dalle Brigate Rosse insieme agli agenti della scorta Giovanni Saponara e Antioco Deiana, ricordati dai nipoti Gina Dinella e Pierpaolo Deiana; e ancora: Alberto Capolungo, figlio di Pietro, carabiniere in pensione vittima della banda della Uno bianca; Stefania Collavin che ha ricordato il marito Christian Rossi, ucciso a Dacca in un attacco terroristico nel 2016.

Su X ha scritto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni: “Il 9 maggio si celebra il Giorno della Memoria dedicato alle vittime del terrorismo. In questa data, nel 1978, veniva ritrovato il corpo di Aldo Moro, assassinato dalle Brigate Tosse. Lo stesso giorno in cui perdeva la vita per mano mafiosa Peppino Impastato, dopo le sue denunce contro Cosa Nostra. E nel 2021 Rosario Livatino, magistrato ucciso dalla Stidda, veniva proclamato beato”. Meloni ha concluso che “oggi il nostro pensiero va a loro e a tutte le vittime di ogni forma di terrorismo. Non dimenticare è un dovere: per onorare chi ha sacrificato la vita per la libertà, per rispetto della nostra storia e per difendere ogni giorno la democrazia”. “Ricordare Aldo Moro significa ricordare quanto può essere feroce l’attacco alla democrazia quando si alimentano odio, fanatismo e violenza politica” ha scritto in una nota Elly Schlein, segretaria del Pd. “Aldo Moro continua a essere un esempio di impegno e difesa della democrazia, di senso delle istituzioni e politica intesa come spirito di servizio al bene comune. La sua eredità continua a parlare all’Italia di oggi e ci richiama a una responsabilità precisa: difendere il valore delle istituzioni, del confronto democratico e della libertà contro ogni cultura dell’intimidazione e della sopraffazione, contro ogni forma di terrorismo e violenza politica. La memoria non è mai neutra né rituale. È una scelta civile e politica”.

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