Il caso Garlasco incolla allo schermo il pubblico televisivo. Venerdì 8 maggio quasi il 20% della platea ha seguito su Rai2 e Rete 4 gli ultimi aggiornamenti. Intercettazioni ambientali, soliloqui e presunti colpi di scena hanno riacceso, ormai da qualche tempo, l’attenzione mediatica sulla morte di Chiara Poggi, la ragazza uccisa il 13 agosto del 2007 nella sua abitazione. Per la sua uccisione si trova in carcere il fidanzato Alberto Stasi, condannato in via definitiva, mentre dalle nuove indagini l’unico indagato è Andrea Sempio, amico del fratello della vittima.
“Ore 14 di Sera”, ideato e condotto da Milo Infante, ha segnato il suo record stagionale con 1.193.000 spettatori e il 9,6%. Numeri che gli hanno permesso di superare, a sorpresa, il competitor “Quarto Grado”, condotto da Gianluigi Nuzzi, visto da 1.129.000 spettatori con il 9% di share. Una vittoria inattesa per Infante perché il suo programma, nato nel daytime su Rai2, è sbarcato in prima serata con costi ridotti solo da pochi mesi.
La puntata in onda ieri sera è stata collocata in palinsesto in extremis e annunciata al pubblico solo giovedì sera, giorno in cui “Ore 14” occupa il prime time di Rai2, con un raddoppio favorito dagli ultimi colpi di scena del caso Garlasco. Già l’appuntamento di giovedì aveva ottenuto ottimi ascolti (1.170.000 spettatori con l’8,8% di share) e la messa in onda al venerdì, con quasi il 20% di share sulla cronaca nera, ha frenato le reti ammiraglie della tv generalista (“Grande Fratello Vip” al 16,2% vs “MilleenaCover Sanremo” al 13,4%). Da settimane tutti i programmi che si occupano di cronaca nera segnano ascolti in crescita cavalcando, in molti casi in modo discutibile secondo gli esperti, i risvolti del caso Garlasco.
Ieri sera a “Quarto Grado” è arrivato il primo commento di Andrea Sempio sulla possibilità di un eventuale arresto per il delitto di Chiara Poggi: “Spero che ciò non accada perché io, questo fatto atroce, non l’ho commesso. È ovvio che il pensiero di tutti è che Chiara possa avere verità e giustizia. Ad iniziare dai suoi parenti che ancora, dopo 20 anni, non vedono la parola fine relativamente all’aspetto giudiziario. A tutti loro va la mia vicinanza”.