“Tutto il mondo diventerà Gaza se non si ferma il genocidio”. Successo per il film “The Sea” a Roma e in oltre 130 sale con Albanese, Oliva, Innocenzi, Porpiglia (Msf) e Mantovani dalla Flotilla – Video
Oltre 15mila persone in più di 130 sale, in tutta Italia, per la proiezione-evento, realizzata con la media partnership del Fatto Quotidiano, per il film “The Sea”, candidato agli Oscar 2026 e diretto dal regista israeliano Shai Carmeli-Pollak (leggi l’intervista sul Fatto quotidiano), presentato al Cinema4Fontane di Roma.
A condurre la serata in sala è stata la vicedirettrice del Fatto Quotidiano, Maddalena Oliva, che ha moderato il dibattito con diversi ospiti, tra cui Francesca Albanese, Relatrice speciale dell’Onu per la Palestina, assieme all’inviata di Report Giulia Innocenzi, nelle vesti di distributrice con la sua Pueblo Unido, che con Mescalito film ha portato il pluripremiato film in Italia.
“È un film girato tra i territori occupati della Cisgiordania e in Israele. Seguiamo attraverso lo sguardo di Khaled, un bambino palestinese di Ramallah, il suo desiderio, la sua voglia, il suo sogno di arrivare al mare. Riusciamo a vedere, a comprendere che cosa vuole dire essere non solo un bambino, ma un palestinese che vive nella West Bank: vuol dire ritrovarsi di fatto in una prigione a cielo aperto, dove il controllo delle persone da parte del governo israeliano, dell’esercito israeliano, viene attuato attraverso il controllo dei movimenti, con i checkpoint, i blocchi, i muri, l’incarcerazione di massa. Se Khaled, anziché essere nato a Ramallah, fosse stato un bambino di Jenin o di Tulkarem, probabilmente sarebbe stato ucciso anche dall’esercito israeliano. Perché in Cisgiordania, nei Territori occupati, dal 7 ottobre 2023 a oggi, sono stati uccisi più di 1000 palestinesi”, ha ricordato Oliva. E ancora: “Questo film ci aiuta a tenere la luce accesa su quanto sta succedendo in Palestina oggi, sulle violazioni del diritto internazionale, la legge del più forte che sta attuando Israele, non solo sul territorio, ma anche nell’acqua e nel mare, come ha dimostrato quanto avvenuto con Flotilla”.
“Se non si ferma quanto sta avvenendo a Gaza, allora tutto il mondo rischia di diventare Gaza”. A denunciarlo è Alessandro Mantovani, giornalista del Fatto Quotidiano, in video collegamento proprio dalla Flotilla.
“Questo film ha riscontrato un successo nell’opinione pubblica israeliana, ha avuto un afflusso di pubblico all’estero, ma praticamente non ha distribuzione. È un film particolarmente pericoloso per la narrativa del governo israeliano perché è un film universale. È proprio per l’attacco del governo israeliano che ho deciso, insieme a Mescalito, di distribuire questo film perché non potevo credere che un film pluripremiato, rappresentante di Israele agli Oscar, invece venisse attaccato proprio dal suo governo. Oltre ad averlo bollato come ‘vergognoso’, è stato definito come uno schiaffo in faccia agli ‘eroici’ soldati israeliani. Allora mi sono detta che qualcuno questo film avrebbe dovuto portarlo in Italia”, ha sottolineato Innocenzi.
L’appello, rilanciato in sala, è stato quello per la liberazione immediata dei due attivisti della Global Sumud Flotilla, Thiago Avila e Saif Abukeshek, ancora detenuti in Israele dopo essere stati rapiti dalla Marina israeliana. “Stiamo ripartendo, pensate che 40 dei 181 che sono finiti sulla nave prigione di Israele, sono decisi a imbarcarsi di nuovo”, ha sottolineato Mantovani. Mentre Francesca Nardi, tra le attiviste rientrate in Italia dopo l’abbordaggio di Israele, ha raccontato la sua detenzione: “La mia è stata una delle ultime imbarcazioni che è stata intercettata, abbiamo raggiunto questa nave prigione, abbiamo trascorso lì 30 ore, abbiamo dovuto rassegnarci al fatto che Thiago, Saif e anche altri compagni fossero stati messi in isolamento. Eravamo consapevoli del fatto che loro non sarebbero più venuti con noi. La priorità assoluta ora è la loro liberazione. Quello che ci è capitato succede a più di 9mila detenuti palestinesi, anche minorenni. Il nostro corpo diventa uno strumento per continuare a fare luce su quello che invece continua tutti i giorni a succedere in Palestina, ma adesso anche in Iran, in Libano, in tutta la regione. E, come dimostra quest’ultimo intercetto, evidentemente Israele non ha più limiti neanche in Europa”.
E a ricordare cosa il governo israeliano stia continuando a fare a Gaza e in West Bank è stato Enzo Porpiglia di Medici Senza Frontiere, per anni capo missione per la Palestina.
Alla fine della proiezione, è intervenuta in videocollegamento anche Francesca Albanese, relatrice speciale Onu per la Palestina e i territori occupati: “Il premier spagnolo Pedro Sanchez ha scritto alla massima rappresentante dell’Unione Europea per chiederle di attivarsi per rimuovere le sanzioni contro di me e contro i giudici della Corte Penale Internazionale, perché è una vergogna. In Italia mi sento comunque sempre avvolta dall’affetto delle persone, però fa male il fatto che di fronte all’aggressione che ho subito da parte degli Stati Uniti, lo Stato italiano mi abbia lasciato da sola”.
Da Sabina Guzzanti a Gabriele Muccino, passando per il presidente dell’Ordine dei giornalisti Carlo Bartoli, fino a Vauro, Natangelo, Francesca Fornario, Laura Morante, Giulia Michelini, e Michele Santoro, tante sono state le personalità dello spettacolo, della cultura, della politica e del giornalismo che hanno partecipato alla serata-evento. “Con questi nostri gesti spero arrivi un messaggio chiaro al governo israeliano. Tra non molto ci saranno anche le elezioni, speriamo davvero che sia possibile un cambiamento e sia possibile soprattutto per il rispetto dei diritti umani, della popolazione palestinese, degli attivisti non violenti e di chiunque si batta per la libertà”, ha concluso Innocenzi.