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“Gesù mi ha dato la grazia, non ce la facevo più”: arrestato per tentato omicidio il figlio della tiktoker Rita De Crescenzo, lei reagisce così

Sette le misure cautelari eseguite dalla Polizia per una sparatoria avvenuta nel giugno 2025 e un successivo accoltellamento per il controllo del territorio. Durante i blitz sequestrato anche un chilo di marijuana

di Redazione FqMagazine
“Gesù mi ha dato la grazia, non ce la facevo più”: arrestato per tentato omicidio il figlio della tiktoker Rita De Crescenzo, lei reagisce così

Un regolamento di conti a colpi di arma da fuoco tra i vicoli di Napoli, scaturito dalla volontà di affermare l’egemonia criminale sul territorio. In questo scenario si inserisce l’arresto di Francesco Pio Bianco, figlio della nota tiktoker napoletana Rita De Crescenzo, finito in manette insieme ad altre sei persone al termine di un’operazione condotta dalla Squadra Mobile. A dare per prima la notizia, anticipando i canali ufficiali, è stata proprio la madre, che attraverso un video pubblicato sui social ha commentato l’arresto del figlio.

Le dichiarazioni di Rita De Crescenzo

La donna ha scelto di rendere pubblica la vicenda con un messaggio diretto ai suoi follower, dissociandosi dalle azioni del giovane. “Non sapevo più cosa fare con mio figlio Francesco ma è venuto il giorno: stamattina alle 5 lo hanno arrestato. Lo Stato fa sempre il suo dovere“, ha esordito la tiktoker nel video. “Sono una mamma disperata, ma sapevo che doveva succedere. Era tutto pronto con i miei avvocati e le forze dell’ordine”, ha proseguito De Crescenzo, ricostruendo il suo stato d’animo. “Non ce la facevo più, non dormivo più la notte: mi sono sempre dissociata da tutto quello che faceva mio figlio. Ogni mamma spera di poter recuperare un figlio. Gesù mi ha dato la grazia e lo hanno arrestato. Sono per la legalità. Chi sbaglia paga e la legge ha fatto il suo corso”.

La sparatoria del 2025 e il metodo mafioso

L’operazione della Polizia di Stato, eseguita su delega della Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) di Napoli e della Procura per i minorenni, ha portato all’applicazione di misure cautelari in carcere per sette indagati. I reati contestati, a vario titolo, sono tentato omicidio, porto e detenzione di armi da fuoco, tutti aggravati dal metodo mafioso. I fatti al centro dell’indagine risalgono al 26 giugno 2025. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, in via Rosario a Portamedina si verificò un violento scontro armato tra due gruppi rivali. Gli indagati, a bordo di diversi scooter, esplosero numerosi colpi di pistola contro un giovane che li stava inseguendo, a sua volta armato e a bordo di un motociclo. Il giudice per le indagini preliminari ha riconosciuto pesanti aggravanti: aver agito in numero di cinque o più persone, essersi avvalsi di minorenni (tre degli indagati non avevano ancora compiuto 18 anni all’epoca dei fatti) e aver utilizzato modalità operative tipiche della camorra.

L’accoltellamento per ritorsione e l’arresto della vittima

La faida non si è conclusa con la sparatoria estiva. Tra gli arrestati di oggi figura infatti anche il giovane che il 26 giugno 2025 era stato bersaglio dei colpi di pistola. La presunta vittima deve ora rispondere di detenzione e porto illegale di arma da fuoco e di lesioni personali aggravate. Gli inquirenti hanno accertato che il 16 febbraio 2026, in vico Montesanto, questo stesso giovane avrebbe accoltellato alla coscia sinistra proprio Francesco Pio Bianco. Un’aggressione mirata, compiuta per ritorsione, poiché la vittima riteneva il figlio della tiktoker l’autore materiale del tentato omicidio subìto l’estate precedente. Una sequenza di eventi che, secondo le indagini, si inquadra in una chiara dinamica di regolamento di conti per il controllo criminale della zona.

I blitz e il sequestro di droga

L’esecuzione delle misure cautelari ha richiesto un massiccio dispiegamento di forze dell’ordine. L’operazione ha visto il coinvolgimento dei Commissariati San Ferdinando, Montecalvario e Dante, supportati dal Reparto Prevenzione Crimine Campania, dalle unità cinofile antidroga dell’Ufficio Prevenzione Generale, oltre all’impiego di un drone e di un’unità eliportata. Durante i controlli, le forze dell’ordine hanno effettuato diverse perquisizioni domiciliari. In uno degli appartamenti, i poliziotti hanno rinvenuto e sequestrato una grossa busta contenente circa un chilo di marijuana, gran parte della quale già suddivisa in bustine monodose pronte per lo spaccio, insieme a materiale per il confezionamento. La droga è stata sequestrata a carico di uno degli indagati, bloccato dagli agenti proprio mentre tentava di disfarsene all’arrivo della Polizia.

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