“Ma una roba terrificante”. È così tranchant, non usa mezzi termini Paolo Crepet. Lo psichiatra, in una intervista a MowMag, ha detto la sua sul dibattito che si è scatenato in questi giorni sulla “licenza poetica” di Delia, ex finalista di X Factor 2025, che sul palco del Concertone del Primo Maggio ha sostituito, mentre cantava “Bella Ciao”, la parola “partigiano” con “essere umano”.
“Come si è permessa? Questa non è una cover. – ha continuato – Questa è una canzone che in quel contesto lì, a maggior ragione, non andava toccata. È come cantare ‘Nessun dorma’ e intonare ‘All’alba perderemo’. Ma che si vergogni. Mi chiedo: ma chi fa la scaletta, non lo sapeva? Il problema è che tutti quelli davanti non sanno niente, gli va bene, non gliene frega niente. Perché poi ovviamente tutto è dato in pasto a chi se ne frega di ‘Bella ciao'”.
E ancora: “Ma quanto può durare questa polemica? Tu pensi di diventare una grande artista perché hai fatto questa furbata? Questo è un popolo di ignoranti spaventosi, un popolo abituato a nutrirsi di banalità. Quindi gli dai la banalità e gli va bene. Ma quando la polemica finisce, poi che succede?”.
Il quadro tracciato da Crepet è desolante: “Tutti vogliono la mediocrità, anche le case discografiche. Un tempo c’erano i talent scout, ora si parla di mediocrity scout. Come si fa a chiamare talent una cosa che non è talento? Il talento è coraggio, provocazione, Paganini, Bob Dylan. Se devo ritenere un talento chi sostituisce “essere umano” con “partigiano” vuol dire che non ho capito niente di talenti”.