Sabalenka alza la voce sui premi Slam e minaccia il boicottaggio: “Senza di noi non c’è spettacolo”
“Penso che a un certo punto boicotteremo. Credo che sia l’unico modo per lottare per i nostri diritti. Senza di noi non c’è spettacolo”. Così la tennista bielorussa Aryna Sabalenka, numero uno al mondo, ha risposto alla questione riguardante la distribuzione dei ricavi dei tornei dello Slam, oggetto di discussione nella lettera che l’élite del tennis ha inviato ieri per lamentarsi della questione. Il caso è tornato d’attualità dopo l’annuncio dei premi per l’edizione 2026 del torneo parigino: un aumento del 9,5% rispetto all’anno precedente considerato però troppo limitato rispetto alla crescita globale dei ricavi del torneo, stimata intorno al 14% annuo.
“Vediamo fin dove possiamo arrivare e se ci vorrà un boicottaggio da parte delle giocatrici. Ma penso che a un certo punto si arriverà a questo”, ha spiegato Aryna Sabalenka senza giri di parole. Il nodo centrale resta la quota dei ricavi destinata agli atleti, ritenuta troppo bassa. Nei tornei dei circuiti ATP e WTA, circa il 22% degli introiti viene redistribuito ai giocatori, mentre negli Slam la percentuale si attesta tra il 13% e il 15%, una differenza che molti considerano ormai difficile da giustificare. Non si tratta di una protesta “nuova”: già nel 2025 i principali tennisti avevano avviato un dialogo con gli organizzatori dei quattro Major, chiedendo non solo un aumento dei compensi ma anche maggiori tutele sul piano del welfare, tra cui pensioni, assicurazioni contro gli infortuni e congedi di maternità.
“Credo che oggigiorno noi ragazze possiamo facilmente unirci e protestare perché alcune cose mi sembrano davvero ingiuste nei confronti delle giocatrici. Penso che a un certo punto si arriverà a questo. Mi sembra che lo spettacolo sia a carico nostro. Ho la sensazione che senza di noi non ci sarebbe il torneo e non ci sarebbe questo spettacolo. Credo che meritiamo assolutamente una percentuale maggiore“, ha concluso la numero uno al mondo.
A lei si è unita anche Jasmine Paolini: “Sicuramente è un tema che gira nello spogliatoio, credo che noi stiamo lottando perché ci sia una disposizione migliore e più corretta per i giocatori, anche rispetto alle pensioni e alla maternità. Queste sono cose che la Wta e l’Atp stanno facendo, ma non le stanno facendo i tornei del Grande Slam. Stiamo lottando per questo, la cosa positiva è che siamo tutti uniti. Gli Slam stanno alzando i montepremi, ma non in percentuale rispetto a quanto crescono i ricavi. Boicottaggio? Se siamo tutti d’accordo e siamo tutti uniti, e in questo momento lo siamo, penso che si possa arrivare a ciò”.