“Io faccio tante gaffe e quindi mi hanno consigliato argomenti da non affrontare e parole da non dire. Anche se c’è n’è una che non posso non dire perché ha ricevuto 14 candidature e sto parlando del film La grazia di Paolo Sorrentino. C’è qualcuno che suggerisce che quell’indagine giornalistica l’hai fatta tu per far parlare del tuo film, ma so che non è vero”. Con questa battuta di Claudio Bisio il caso del provvedimento di clemenza per Nicole Minetti finisce anche al tradizionale incontro del Quirinale tra il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e i candidati al premio David di Donatello. Lo storico conduttore di Zelig – che conquistò anche l’Oscar essendo tra i protagonisti di Mediterraneo di Gabriele Salvatores – ha aperto così il suo monologo con una battuta rivolta a Sorrentino. “Dirò questo titolo sottovoce così…”. E in effetti ogni volta che ha citato le candidature della Grazia lo ha fatto sottovoce.
In molti si aspettavano un monologo sulla crisi del cinema, sul taglio ai fondi destinati al settore o sui criteri con cui vengono assegnati i contributi selettivi, ma Bisio è chiaro: “Prometto che non dirò niente di tutto questo”. L’attore e conduttore arriva al Quirinale con una “piccola proposta semplice e concreta” che “a detta di molti renderebbe il nostro cinema perfetto”, ovvero accorciare i film di 10 minuti: “Quando si finisce di montare un film, prima che esca nelle sale ci sono delle proiezioni per i produttori e i distributori. Alla fine, c’è sempre ansia e silenzio assordante. Ma prima e poi c’è sempre qualcuno che dice ‘certo che con 10 minuti in meno sarebbe stato perfetto'”, racconta Bisio, che conclude: “Facciamo una legge su questo così nessuno potrà più dire ‘se durasse 10 minuti di meno…'”.