Televisione

“Tenerlo significherebbe spendere 14 milioni”: il Teatro delle Vittorie sarà venduto, nessun dietrofront dalla Rai dopo gli appelli di Fiorello e Arbore

Le parole dell'amministratore delegato Giampaolo Rossi in un'intervista al Sole 24 Ore

di Giuseppe Candela
“Tenerlo significherebbe spendere 14 milioni”: il Teatro delle Vittorie sarà venduto, nessun dietrofront dalla Rai dopo gli appelli di Fiorello e Arbore

“Il piano immobiliare è parte integrante del piano industriale e serve non per dismettere immobili, ma per costruire il futuro della Rai. Che ha un patrimonio immobiliare da 750mila mq su tutto il territorio nazionale. L’età media è 40 anni. In termini di sostenibilità economica, ma anche di complessità gestionale rischia di non essere più coerente. A regime il Piano porterà risparmi per oltre 10 milioni l’anno”, dichiara Giampaolo Rossi in un’intervista al Sole 24 Ore. Nessun dietrofront, nessun rallentamento sulle scelte, nessuna valutazione aggiuntiva. Il “Teatro delle Vittorie”, luogo simbolo del servizio pubblico e degli show evento, sarà venduto.

Non sono bastati gli appelli, tra gli altri, di Renzo Arbore e Rosario Fiorello. Nei giorni scorsi lo showman siciliano, con il sodale Biggio, si era recato davanti al teatro affiggendo cartelli con scritto “Questo teatro non si dovrebbe vendere”, aveva lanciato un appello ai colleghi e alle istituzioni. “Ho trovato il dibattito in parte surreale. Dal Teatro delle Vittorie al teatrino della retorica il confine è stato molto labile. Nessuno nega il valore affettivo e storico del luogo. Ma è un teatro degli anni Quaranta, dentro un condominio, acquistato negli anni Sessanta e trasformato in studio televisivo. Non risponde più agli standard produttivi. Tenerlo – spiega Giampaolo Rossi – significherebbe spendere 14 milioni: sette per ristrutturarlo e sette per la mancata vendita”.

Il ministro della Cultura Giuli aveva mostrato aperture rispondendo a Fiorello: “Faremo tutto il possibile. Ora conteremo i pochi ‘piccioli’ a disposizione del Ministero e parleremo con la Rai. Se riusciremo, potremmo realizzare un grande Teatro Sinfonico, con Beatrice Venezi alla direzione”. Lo showman aveva così replicato: “A noi piacerebbe anche un teatro per il varietà, intitolato a Pippo Baudo“. “Benissimo. Se il ministero della Cultura o altri enti vorranno acquisirlo, la Rai metterà a disposizione materiali, scenografie, teche. Ma non si può chiedere alla Rai di diventare digital media company e insieme incatenarla a una dimensione museale“, conclude l’amministratore delegato della Rai.

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