Cinema

“Doppiaggio da denuncia”: il Diavolo Veste Prada 2 sbanca il botteghino ma delude gli appassionati delle voci. Cosa è cambiato e perché “suona” diverso

Critiche al doppiaggio del sequel dell'iconica pellicola del 2006. Gli spettatori si chiedono cosa sia cambiato e la risposta stupisce

di Martina Milone
“Doppiaggio da denuncia”: il Diavolo Veste Prada 2 sbanca il botteghino ma delude gli appassionati delle voci. Cosa è cambiato e perché “suona” diverso

“Serve una denuncia per il direttore del doppiaggio“. “Hanno cambiato voce“. “Doppiaggio fuori sincrono da cani”. Il Diavolo Veste Prada 2, sequel dell’iconico film del 2006, ha già conquistato il box office italiano con un incasso di 14 milioni e 1.7 milioni di spettatori nel primo weekend di programmazione nelle sale cinematografiche, ma non il cuore degli appassionati del doppiaggio all’italiana, eccellenza artistica riconosciuta al livello mondiale fin dagli anni ’30.

Non c’è bisogno di essere dei puristi per capire che qualcosa non va, basta ascoltare i commenti degli spettatori nelle sale durante l’intervallo che si chiedono confusi cosa sia cambiato nel doppiaggio, o nei doppiatori dei personaggi principali, in 20 anni, cioè dal 2006 a oggi.

La risposta potrà sembrare incredibile a chi ha già visto il film: esattamente niente. I quattro personaggi principali, Miranda Priestly, interpretata da Meryl Streep, Andy Sachs, interpretata da Anne Hathaway, Emily Charlton, messa in scena da Emily Blunt, e l’immancabile Nigel Kipling, interpretato da Stanley Tucci, sono stati doppiati dagli stessi professionisti del 2006. Semplicemente, ça va sans dire, così come gli attori, anche i doppiatori sono invecchiati di 20 anni e vale lo stesso per le loro voci.

Così Maria Pia Di Meo, con i suoi 86 anni, ha continuato a dar voce all’austera Miranda, direttrice di Runway, Connie Bismuto, 51 anni, ha interpretato il cambio caratteriale, più deciso e maturo, della protagonista Andy che ritrova dopo 20 anni gli incubi della gavetta, Francesca Manicone, 49 anni, ha dato voce a Emily Blunt e al suo personaggio Emily, e, Gabriele Lavia, anche lui ormai ultra 80enne, ha doppiato il fedelissimo di Miranda, Nigel Kipling, magistralmente reso sullo schermo da Stanley Tucci. Proprio Tucci, in realtà, nel primo trailer in italiano uscito qualche mese fa, aveva una voce diversa, quella di Franco Mannella, sicuramente più fresca. Ma evidentemente si è poi deciso di tornare al doppiatore originale, l’attore e regista Lavia.

Insomma nessuno stravolgimento radicale nel doppiaggio, ma solo una inevitabile leggera modifica delle voci, che però evidentemente ha suonato strano ai tanti che magari, per prepararsi al sequel, avevano appena rivisto l’omonima pellicola del 2006.

Ad accompagnare gli storici doppiatori, tante altre voci ormai famose nel panorama del doppiaggio italiano che hanno interpretato nuovi personaggi. Come Giuppy Izzo, che ha dato voce alla filantropa milionaria Sasha Barnes, o Benedetta Degli Innocenti, che ha doppiato Lady Gaga, presente nei panni di sé stessa in una scena del film.

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