Il mondo FQ

Non è la Mercedes, è Antonelli: a Miami la prova che ora è lui il pilota da battere

Per inquadrare bene la prova di forza del pilota bolognese bisogna guardare ai risultati del compagno di squadra, George Russell. Ora gli manca un ultimo step: la partenza
Non è la Mercedes, è Antonelli: a Miami la prova che ora è lui il pilota da battere
Icona dei commenti Commenti

Non perde tempo, Kimi. Nella sua giovanissima carriera non l’ha mai fatto. Ha vinto tutte le categorie giovanili al primo anno, a 18 anni su una Mercedes e, dopo un anno di apprendimento, ha dichiarato l’obiettivo: “Vincere il mondiale”. Antonelli è giovane ma già centrantissimo, non parla a caso e non si nasconde, sa di avere la macchina migliore e di poter competere ma il weekend perfetto (o quasi, lo direbbe anche lui) di Miami non è merito del suo mezzo ma tutta “roba” sua. Perché con gli aggiornamenti portati McLaren si è rifatta sotto in maniera concreta, lo dimostrano pole e vittoria Sprint di Norris e il doppio podio di domenica. Per inquadrare bene la prova di forza di Antonelli bisogna guardare il compagno di squadra. George Russell ha rimediato una quarta posizione, grazie ai testacoda di Leclerc e Verstappen, ma non è mai stato veloce in Florida. Sesto in qualifica Sprint, quarto nella gara veloce approfittando della penalità proprio ad Antonelli, quinto in qualifica al sabato.

Mercedes non era chiaramente la miglior vettura a Miami e la differenza Antonelli l’ha fatta, eccome. Non macchina, ma pilota. Perché il 19enne bolognese venerdì ha messo la sua monoposto in seconda posizione e sabato in pole, rifilando quattro decimi al compagno più esperto e grande favorito al titolo alla vigilia della stagione. Analizzando gli on board del giro lanciato si vede la forza con cui Antonelli sterza e fa girare la sua Mercedes, cosa che Russell non è riuscito a fare. L’inglese ha provato a rifugiarsi nel recente passato alla ricerca di una parziale scusa: “Non è una delle mie piste preferite”. Magari alludendo anche anche allo scorso anno quando proprio in Florida Antonelli ha scritto per la prima volta il suo nome in prima posizione, prendendosi la pole della Sprint (e un buon terzo posto in qualifica).

Fatto sta che dopo quattro gare la classifica recita un cento (e lode) accanto al nome di Antonelli. Eguagliato il record di Rosberg nel 2016 dopo quattro round (ma allora non c’erano le Sprint), e Russell è venti punti indietro. Se in Cina e in Giappone la componente fortuna ha aiutato Kimi, negli Stati Uniti è stata solo abilità, precisione, bravura. Non si parla di punteggio, ma proprio di questo: ora Antonelli è davvero l’uomo da battere in questa stagione.

In Canada anche per Mercedes arriveranno i primi aggiornamenti sostanziosi. Necessari, fondamentali per rispondere ai balzi in avanti della McLaren, se in Formula 1 ci si ferma anche solo un attimo, gli altri arrivano e ti salutano. Antonelli non è mai stato schiacciato dalla pressione, altrimenti non sarebbe il più giovane leader della storia del mondiale di F1. L’ha sofferta l’anno scorso nei momenti difficili, ma è lì che ha imparato. Nella curva verticale di apprendimento ora deve fare un ultimo step: la partenza. In quattro gare e due sprint, allo scatto, Antonelli ha perso 21 posizioni (ma poi vinto tre gare). Toto Wolff, team principal Mercedes, sabato l’ha scagionato: “Non ha sbagliato lui, il problema è stato nostro”.

Proprio il capo della scuderia non vuole pressioni per il suo ragazzo d’oro: “Basta con i paragoni”. Ma sono i numeri, la cronaca, a metterlo lì con i più grandi per le prime volte. Solo Schumacher e Senna avevano ottenuto le loro prime tre pole position consecutivamente. Nessuno aveva ottenuto le prime tre vittorie consecutive dalla pole position. Dal 2000 nessuno ha più vinto tre gare consecutivamente perdendo la prima posizione al via. Numeri, dati, tanti, che vanno sempre contestualizzati. E Antonelli lo fa con la sua guida. Ecco perché l’ora è l’uomo da battere.

Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico La Redazione