Il dominio mai visto di Sinner: ora può “completare il tennis” prima dei 25 anni
“È di gran lunga il migliore del mondo al momento. Non c’è chance per quasi nessuno di noi”. Cosa c’è di meglio delle parole del suo avversario, per descrivere che cos’è oggi Jannik Sinner? Nella finale di Madrid, Alexander Zverev è sceso in campo convinto di aver già perso. È forse l’atteggiamento peggiore e il punteggio lo dimostra – 6-1, 6-2 in meno di un’ora – ma quando a fine partita dice che oggi nessun avversario è in grado di battere Sinner, dice una verità già ribadita anche da Arthur Fils dopo la semifinale. L’unico sarebbe Carlos Alcaraz, ora fermato dall’infortunio al polso, ma già nettamente battuto dall’azzurro nella finale di Montecarlo. I due record stabiliti oggi sul centrale della Caja Magica – i 5 Masters 1000 consecutivi vinti, i primi 4 della stagione tutti in bacheca – sono primati minori, quasi insignificanti. Ma difficilmente nel tennis rivedremo un dominio di tale portata, forse mai più.
Sinner è diventato oggi il primo giocatore di sempre a vincere in serie Parigi indoor (fine 2025), Indian Wells, Miami, Montecarlo e ora Madrid. L’impresa gli vale lo sfondamento dei 14mila punti nel ranking (da lunedì saranno 14.350): è il numero 1 al mondo per distacco. In questa stagione, dopo le due sconfitte agli Australian Open e a Doha, l’altoatesino ha infilato 22 vittorie consecutive in 55 giorni, in cui ha perso solamente due set. Sono dati da cannibale, paragonabili solamente a quelli di Tadej Pogacar nel ciclismo.
Sinner ha raggiunto ormai quella dimensione. E tirare fuori l’assenza di Alcaraz per spiegare questo dominio è fuori luogo. Da quando un anno fa è rientrato dopo la sospensione, ha perso solamente 7 partite. Due nettamente proprio contro lo spagnolo (Roma e Us Open), un’altra sempre contro Alcaraz dopo tre match point non sfruttati (la famigerata finale del Roland Garros), due per ritiro (Cincinnati e Shanghai) e le ultime due nel 2026 (contro Djokovic in Australia e contro Mensik a Doha) nonostante abbia vinto più punti dell’avversario. In altre parole, nell’ultimo anno Sinner ha sbagliato due partite. In tutte le altre, al netto di problemi fisici, se non ha vinto è comunque arrivato a un passo dal riuscirci.
A 24 anni, otto mesi e 17 giorni, l’altoatesino sta mettendo in mostra la sua miglior versione di sempre. “Dietro c’è molto lavoro e dedizione e impegno ogni giorno”, ha detto Sinner prima di ricevere il trofeo di Madrid. Da anni, ha continuato a migliorare settimana dopo settimana. Fino a diventare praticamente ingiocabile per tutti, tranne Alcaraz. Perché ormai quasi tutti i tennisti giocano come Sinner, ma nessuno riesce a farlo bene come Sinner. Servizio e risposta sono tra i migliori colpi del circuito, da fondo campo la sua velocità di palla non ha eguali, nel frattempo sono arrivate perfino le palle corte e qualche discesa a rete. In più, c’è la gestione tattica e mentale del match: nessuno è in grado di compiere le scelte giuste dentro ogni scambio con la costanza di Sinner.
I risultati ne sono la naturale conseguenza. Oggi l’italiano ha alzato al cielo il 28esimo titolo Atp in carriera (due in più di Alcaraz). Ormai ha vinto tutti i Masters 1000 tranne uno: gli Internazionali di Roma. Il grande appuntamento è al Foro Italico, che per Sinner comincerà tra meno di una settimana. Ecco, oggi l’unico avversario veramente temibile è la stanchezza. Ma la sua egemonia è ormai a un passo dal traguardo: all’orizzonte ci sono Roma e poi Parigi. Se dovesse riuscire a completare questo incredibile filotto, vincerebbe anche gli unici due titoli importanti che mancano nella sua bacheca. Il grande obiettivo di Sinner è a un passo: completare il gioco del tennis a meno di 25 anni, vincendo tutto quello che di importante c’è da vincere. Così la sua impresa diventerebbe leggendaria.