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“Non ho mai letto un libro. Ho una forma di dislessia che non aiuta. Ogni tanto leggo poesie e ‘rubo’ dalla gente, gli anziani sono libri umani”: Biagio Antonacci racconta la sua “You&Me”

Dalla casa di Bertinoro al palco di San Siro: il cantautore si racconta al Corriere tra nuovo singolo, carriera e confessioni intime, dalla dislessia al rapporto con la lettura

di Redazione FqMagazine
“Non ho mai letto un libro. Ho una forma di dislessia che non aiuta. Ogni tanto leggo poesie e ‘rubo’ dalla gente, gli anziani sono libri umani”: Biagio Antonacci racconta la sua “You&Me”

L’idea del suo nuovo brano, “You&Me” gli è venuta “una mattina in auto: io e Paola stavamo portando a scuola nostro figlio Carlo. La guerra soffiava in radio, la sentivo sulla pelle, c’era talmente tanta tensione che abbiamo rinviato una vacanza…”. Paola è la sua compagna Paola Cardinale e lui è Biagio Antonacci che al Corriere ha raccontato il suo singolo, con alcune riflessioni dritte: “Io sono fortunato, ma vedo i miei amici, gente del ceto medio, che faticano. Oggi quasi ci si pente del voler creare un nucleo, dell’aver messo in moto un’operazione sociale di questo tipo. Fra Tinder e le tentazioni dei social ci si sente fuori moda…”.

No, lui non è iscritto a Tinder e usa la parola “nucleo” perché “è un termine più contemporaneo. La parola famiglia oggi è riduttiva, a volte escludente. Penso alle coppie arcobaleno oppure a quei nuclei che si creano fra chi vive insieme per dividere le spese”. Nell’intervista si parla anche del video, girato “nella mia casa di Bertinoro. Ho voluto mostrare quello che vivo ogni giorno. Questo sono io, senza Ai o effetti speciali” e quando gli viene chiesto che libro sia quello che mostra, Antonacci risponde con franchezza: “Dico la verità: è finto. Non ho mai letto un libro. Ho una forma di dislessia che non aiuta: mi perdo dopo poche righe e un dottore specializzato in disturbi cognitivi mi ha detto che potrebbe essere proprio quella la causa. Ogni tanto leggo poesie, amo Giorgio Caproni. So che tanti colleghi si ispirano a dei romanzi per le loro canzoni, io rubo dalla gente, gli anziani sono libri umani”.

L’occasione è anche quella giusta per ripercorrere la sua carriera, a partire da Liberatemi, anno 1992: “La mia ultima chance. Ero al terzo disco e pensavo di non potercela fare a vivere di questo: fosse andata male sarei tornato a fare il geometra“. Il resto è storia. Non manca la domanda su una nota polemica, anno 2007, che riguardò un suo concerto a San Siro con le polemiche per i molti biglietti regalati: “Però io arrivavo a quel concerto dopo anni di successi enormi e 20 concerti al Forum. Me lo meritavo. Oggi tutto va più veloce e questi ragazzi sono parte di un sistema che corre più veloce di quanto non riesca a svilupparsi il loro talento. Poi certo, ho visto cose esagerate a San Siro, ma non voglio fare nomi”.

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