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“Matteo è arrivato quando avevo 52 anni, mi sono ritrovato a fare il padre senza avere mai conosciuto il mio. Cerco di fare il possibile… Il futuro? Magari una rubrica sulla pesca a Linea Blu”: Carlo Conti si racconta

Ha scritto un libro, A Pesca con il Babbo, manuale di complicità tra padre e figlio, e al Corriere ha parlato del rapporto col figlio Matteo, di come sia complicato essere genitore ma anche, ironicamente, di un futuro lavorativo...

di Redazione FqMagazine
“Matteo è arrivato quando avevo 52 anni, mi sono ritrovato a fare il padre senza avere mai conosciuto il mio. Cerco di fare il possibile… Il futuro? Magari una rubrica sulla pesca a Linea Blu”: Carlo Conti si racconta

Si chiama A Pesca con il Babbo, manuale di complicità tra padre e figlio e lo ha scritto Carlo Conti. Un libro sulla pesca perché, spiega il conduttore al Corriere, è uno sport che “somiglia alla mia vita. Sono uno che sa aspettare. Che non rincorre mai. Che dà tempo al tempo”. E Conti racconta a proposito di avere rifiutato alcune edizioni precedenti di Sanremo, perché “non ero pronto”.

Il legame padre figlio è al centro del libro e sul suo Matteo il conduttore racconta: “È arrivato quando io avevo cinquantadue anni. Mi sono ritrovato a fare il padre senza aver mai conosciuto il mio. Non ho potuto attingere a un modello preciso, cerco di fare il possibile, anche se ogni giorno mi chiedo se sto facendo la cosa giusta”. Il babbo di Carlo Conti è morto quando lui aveva 18 mesi, e sua madre “ha incarnato entrambi i genitori”. Per questo “babbo”, alla toscana, è una parola cara al conduttore: “Non ho mai potuto pronunciarla. Sarà per questo che oggi la pronuncio spesso, la voglio nei titoli dei miei libri”.

Non mancano gli aneddoti, per esempio un personaggio complicato da gestire sul palco: “Direi Gino Paoli, ma solo in apparenza. Quando si presentava sentivi il peso del suo personaggio, un gigante della musica, ma poi, parlando, metteva tutti a proprio agio”. E a proposito di Ornella Vanoni, legata a Gino Paoli e tutti e due scomparsi da poco, Conti racconta: “Una volta ospitai Virginia Raffaele che fece l’imitazione di Ornella. Nella sua versione, Vanoni raccontava di aver fatto l’amore con Paoli sul deltaplano e follie simili. Il giorno dopo squilla il telefono. Era Ornella: io temevo che si fosse arrabbiata, ma lei, serena, mi disse: ‘Per la precisione, sul deltaplano non lo abbiamo fatto mai'”.

Di ‘prime volte’, Conti ricorda il primo incontro con Pippo Baudo: “Quando ci incontrammo per la prima volta lo vidi in mutande (…). Lo incontrai negli studi Rai, io ero molto acerbo, lui un mito. Mi abbracciò e poi disse ‘Mi devo cambiare, scusami.’ E si mise in mutande”. E sul futuro? Cosa potrebbe condurre? “Una rubrica di pesca all’interno di Linea Blu. Cara Donatella Bianchi, sei avvisata”.

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