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Nuovo incidente sul lavoro all’Ilva (nelle mani dello Stato). I sindacati: “L’azienda non ci ha neanche avvisati”

Un operaio di una ditta in appalto è rimasto ferito durante lavori all'interno dell'altoforno 2: è ricoverato. La denuncia dei sindacati: "Saputo per vie informali"
Nuovo incidente sul lavoro all’Ilva (nelle mani dello Stato). I sindacati: “L’azienda non ci ha neanche avvisati”
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Un operaio ferito e zero informazioni ai rappresentanti dei lavoratori, nonostante l’azienda sia in amministrazione straordinaria, cioè formalmente nelle mani dello Stato. L’ultimo incidente sul lavoro all’interno dell’Ilva di Taranto ha provocato le proteste dei sindacati per il silenzio della struttura dirigenziale dopo il ferimento di un dipendente di una ditta in appalto, nella notte tra martedì e mercoledì.

La vittima dell’infortunio sul lavoro è un operaio di 46 anni, dipendente della Semat, in servizio nel reparto manutenzione degli altiforni. Stando alle prime ricostruzioni, durante le operazioni nell’area del campo di colata dell’Afo2, il lavoratore sarebbe stato colpito con forza alla coscia da una catena.

Soccorso immediatamente, è stato trasportato prima presso l’infermeria interna al sito industriale e successivamente all’ospedale Santissima Annunziata, dove è ricoverato per ulteriori controlli. Le sue condizioni, secondo quanto emerso, non destano preoccupazione. Dell’episodio è stato informato anche lo Spesal, che avvierà le verifiche di competenza.

Per ore, invece, nulla è stato comunicato ai sindacati. Così mercoledì mattina Fim, Fiom, Uilm e Usb hanno diffuso una nota congiunta per protestare – e minacciare altre iniziative – contro l’atteggiamento di Acciaierie d’Italia, in amministrazione straordinaria e quindi guidata da tre commissari scelti dal governo. I sindacati hanno espresso “forti preoccupazioni e indignazione” per l’incidente, del quale hanno “appreso in maniera informale e non attraverso i canali aziendali”.

I sindacati definiscono “inaccettabile” che “un evento di tale gravità non sia stato tempestivamente comunicato alle organizzazioni sindacali e alle sigle sindacali, in palese violazione dei principi di trasparenza e degli obblighi in materia di salute e sicurezza sul lavoro”.

Da qui la richiesta ad Acciaierie d’Italia di essere convocati “con urgenza” per “avere dettagli sull’accaduto comprensiva della dinamica dell’infortunio”. In assenza “di un riscontro concreto e tempestivo”, le organizzazioni sindacali si riservano “di intraprendere tutte le azioni necessarie a tutela dei lavoratori, nelle sedi opportune”.

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