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Natuzzi, accordo raggiunto per cigs al 62% e 6 milioni di incentivi. I sindacati: “Primo tassello ma non chiude la vertenza”

L'azienda potrà ricorrere alla cigs per un massimo di 1.755 dipendenti. L'accordo è stato firmato dal gruppo, il Mimit, le regioni Puglia e Basilicata e le sei sigle sindacali coinvolte. Il ministro Urso: "Un primo passo nella giusta direzione”. Al via il 27 maggio il tavolo di confronto permanente
Natuzzi, accordo raggiunto per cigs al 62% e 6 milioni di incentivi. I sindacati: “Primo tassello ma non chiude la vertenza”
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Dopo più di cinque ore di discussioni, alla fine l’accordo con il gruppo Natuzzi è stato raggiunto. Durante una riunione al ministero del Lavoro, ministero delle Imprese e del Made in Italy, regioni Puglia e Basilicata, rappresentanti di Confindustria e sindacati di categoria (FenealUil, Filca Cisl, Fillea Cgil, Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs) hanno siglato un’intesa sulla cassa integrazione straordinaria per le lavoratrici e i lavoratori del leader nella produzione di salotti e divani. L’azienda di Santeramo in Colle (Bari), come rende noto la Regione Puglia, potrà ricorrere alla cigs per un massimo di 1.755 dipendenti nelle unità produttive in Puglia e Basilicata, con il limite di utilizzo al 62%: inizialmente era stato richiesto l’80%. Si aggiungono anche 6 milioni di euro, messi a disposizione dall’azienda, per favorire l’esodo incentivato che sarà erogato dal primo gennaio al 30 settembre 2027 per le uscite volontarie entro fine 2026. Le modalità per definire i lavoratori interessati saranno discusse il 20 maggio nella sede barese della società.

Natuzzi, che è anche quotata a Wall Street, è in difficoltà da diverso tempo e il taglio degli organici rientra nelle azioni per contrastare la crisi. La multinazionale ha chiuso i conti del 2025 con una perdita di 30,6 milioni, il doppio dell’anno prima (15,4 milioni). L’intesa, che la Regione Puglia definisce come importante per “il futuro industriale dell’azienda e sulla salvaguardia occupazionale”, garantisce maggiore tutela ai lavoratori, attendendo la definizione del nuovo piano di rilancio industriale. Per Natuzzi invece l’intesa è utile per guadagnare tempo e liquidità per poi discutere le strategie a lungo raggio nel tavolo permanente che è stato confermato il 27 maggio al Mimit, dove, tra le altre cose, si discuterà dell’iter di ingresso di Invitalia, quindi lo Stato, nel capitale sociale, come riporta il Sole24Ore.

Le sei sigle sindacali coinvolte, in una nota congiunta, hanno salutato con favore l’accordo che “rappresenta un primo tassello in una vertenza difficile, che riguarda il presente e il futuro industriale del Gruppo Natuzzi”. Della stessa opinione anche il ministro Adolfo Urso, che ha parlato di “un primo passo nella giusta direzione”. “L’accordo, tuttavia, non chiude la vertenza – prosegue la nota sindacale -. Serve ora proseguire il confronto al Mimit per ottenere risposte chiare e verificabili sul futuro industriale del Gruppo Natuzzi. Confronto dal quale ci aspettiamo risposte chiare sul progetto industriale. I lavoratori hanno già pagato un prezzo altissimo”.

“Si tratta di un risultato importante per diversi motivi – ha detto l’assessore regionale allo Sviluppo economico e al Lavoro, Eugenio Di Sciascio – perché consente innanzitutto di mettere in sicurezza i lavoratori in una fase ancora delicata della vertenza e, allo stesso tempo, crea le condizioni per riaprire concretamente il confronto sul futuro produttivo e occupazionale del gruppo”. L’assessore ha proseguito rivendicando gli strumenti messi a disposizione, tra cui ” percorsi di riqualificazione professionale per i lavoratori in cassa integrazione, misure di sostegno al reddito attraverso indennità di frequenza e il nuovo sportello del Centro per l’Impiego attivato da Arpal Puglia a Santeramo in Colle, pensato proprio per rafforzare le attività di orientamento, ricollocazione e supporto ai lavoratori coinvolti”.

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