Il comico Massimo Bagnato è stato arrestato il 27 aprile con l’accusa di stalking nei confronti dell’ex compagna. L’attore è stato fermato in zona Balduina a Roma lunedì sera, fa sapere Il Messaggero, dopo che la donna si è rivolta alle forze dell’ordine perché Bagnato voleva insistentemente parlare con lei, nonostante la sua contrarietà, aspettandola sotto casa.
All’arrivo dei carabinieri Bagnato “stava dando in escandescenze, inveiva e scalciava”, da qui la decisone di ammanettarlo e decretare lo stato di fermo. Martedì mattina nel processo per direttissima, con l’accusa di stalking, è stato convalidato il suo fermo ed è stato disposto un divieto di avvicinamento nei confronti della donna. Una decisione resa necessaria dai precedenti, non sarebbe stata la prima volta che l’attore, da quando la loro relazione si era conclusa, andava sotto casa per cercare un confronto.
“Guarda cosa mi hai fatto, guarda cosa mi hai combinato“, avrebbe urlato Bagnato verso la compagna al momento dell’arresto, riferisce il quotidiano romano. Il comico, classe 1972, è noto al grande pubblico per le numerose apparizioni televisive, da “Zelig” a “Quelli che il calcio” e, più recentemente, nel programma “Lol“.
La relazione era durata dieci anni, con una rottura arrivata a inizio aprile. Bagnato non si sarebbe accontentato delle spiegazioni ottenute e avrebbe continuato a contattarla sia su Whatsapp, nonostante fosse stato bloccato, sia di persona. “La vittima ha infatti sporto una querela molto dettagliata nella quale ha ripercorso i diversi episodi nei quali l’attore l’avrebbe avvicinata dopo che la stessa aveva deciso di porre fine alla relazione sentimentale. Comportamenti che le avrebbero procurato ansia e timore, facendole cambiare alcune delle sue abitudini di vita”, spiega Il Messaggero.
L’attore, difeso dall’avvocato Claudio Berardi, si è difeso ammettendo di averla aspettata sotto casa o fuori dalla palestra ma con educazione e solo per chiedere spiegazioni. L’accusa ha chiesto anche la custodia cautelare in carcere ma il giudice “non ha ritenuto che ci fossero gli estremi, dato che non ci sono mai stati episodi di concreta violenza o minaccia. Ha invece disposto un divieto di avvicinamento dai luoghi frequentati dalla vittima”.