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Ultimo aggiornamento: 17:39

Landini: “Non è il tempo di investire in armi ma in salute e sicurezza. Per il governo il lavoro esiste solo il 1° maggio, si fermassero”

Il segretario generale della Cgil illustra i testi presentati in Cassazione e chiede "investimenti, a partire della manovra"
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“Chiediamo di rimettere al centro il valore della sanità pubblica come diritto universale. Per fare questo bisogna aumentare la spesa pubblica, aumentare le assunzioni, ridurre le liste di attesa, potenziare i servizi sul territorio, aumentare anche gli stipendi. E per fare questo chiediamo che già dalla legge di bilancio si vada in questa direzione”. Così il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, presentando le proposte di legge di iniziativa popolare su sanità e appalti che il sindacalista punta a presentare “nel mese di settembre” prima che “venga predisposta la legge di bilancio”. “Questo – continua – significa non investire in armi oggi, significa investire in salute, in sicurezza, informazione, in stato sociale. E significa anche andare a prendere i soldi dove sono con una vera riforma fiscale che aumenti la tassazione su profitti, rendite finanziari e immobiliari”.

Per quanto riguarda la proposta di legge sugli appalti, Landini ha ricordato che “negli ultimi 25 anni” sono state fatte “leggi balorde che hanno peggiorato il quadro e che rendono possibile oggi, soprattutto nel settore privato, una logica di subappalto senza precedenti”. “Le persone che lavorano in appalto devono avere gli stessi diritti e le stesse tutele di tutti gli altri lavoratori – spiega – Si tratta di cambiare le leggi balorde che sono state fatte e cambiare questa situazione”.

Landini ha parlato di “responsabilità politica” e di “soldi da andare a prendere che ci sono” per “fare investimenti per il Paese”.

Rispetto al ‘decreto 1 maggio’ che il governo meloni sta preparando, Landini, osserva che “il governo si ricorda dei lavoratori il primo 1, poi li tartassa tutto l’anno. Non so cosa il governo intende fare” sul decreto lavoro. “Sarebbe meglio che si fermassero perché i disastri che hanno combinato sono già abbastanza”.

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