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Dal 2027 arrivano gli operatori scolastici, avranno compiti simili ai collaboratori (gli ex bidelli) ma guadagneranno di più

Tra vecchio e nuovo cambiano i criteri d’accesso: il primo può entrare nel mondo dell’istruzione con un diploma di qualifica triennale di un istituto professionale mentre l’operatore scolastico dovrà avere un attestato di qualifica professionale di operatore dei servizi sociali e una certificazione internazionale di alfabetizzazione digitale o un diploma di qualifica triennale rilasciato da un istituto professionale.
Dal 2027 arrivano gli operatori scolastici, avranno compiti simili ai collaboratori (gli ex bidelli) ma guadagneranno di più
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Dal 2027/2028 entrerà in scena una nuova figura nel mondo della scuola: quella dell’operatore scolastico. Inizialmente l’introduzione di questa professionalità era prevista per l’anno scolastico 2026/2027, ma il decreto 19 del 19 febbraio scorso, convertito in legge solo nei giorni scorsi ha stabilito lo slittamento. Un ritardo che è ben visto dalle scuole che non erano certo pronte ad accogliere questa novità.

Ma quale sarà la differenza tra il collaboratore scolastico (l’ex bidello) e l’operatore? Intanto i criteri d’accesso: il primo può entrare nel mondo dell’istruzione con un diploma di qualifica triennale di un istituto professionale mentre l’operatore scolastico dovrà avere un attestato di qualifica professionale di operatore dei servizi sociali e una certificazione internazionale di alfabetizzazione digitale o un diploma di qualifica triennale rilasciato da un istituto professionale. Una differenza sostanziale.

Non cambieranno molto, tuttavia, i compiti loro assegnati. Come gli ex bidelli dovranno accogliere e sorvegliare gli alunni nei periodi immediatamente antecedenti e successivi all’orario delle attività didattiche, nel cambio dell’ora o nell’uscita dalla classe per l’utilizzo dei servizi e durante la ricreazione; occuparsi della pulizia dei locali, degli spazi scolastici, degli arredi e delle pertinenze; vigilare sui bambini durante il pasto nelle mense scolastiche e, nelle scuole dell’infanzia e primaria, nell’uso dei servizi e nella cura dell’igiene personale; fare custodia e sorveglianza generica sui locali scolastici e collaborare con i docenti.

Oltre a questo avranno prestazioni aggiuntive nei confronti degli alunni con disabilità e forniranno supporto ai servizi amministrativi e tecnici. La differenza sta in poche parole citate nella legge. Se i collaboratori scolastici oggi devono fornire “ausilio materiale non specialistico ad alunni con disabilità nell’accesso a scuola, all’interno e all’uscita e nell’uso dei servizi igienici e nella cura dell’igiene personale”, gli altri, invece, dovranno garantire “un’attività qualificata non specialistica di assistenza e di monitoraggio delle esigenze igienico sanitarie” dei disabili.

Cambia anche lo stipendio: l’operatore guadagnerà al primo gradone 398,33 euro lordi in più annui mentre al termine dell’attività lavorativa arriverà a prendere 406,35 lordi in più all’anno. Secondo quanto specificato dal contratto nazionale, i collaboratori scolastici che volessero diventare operatori lo possono fare se hanno i seguenti requisiti: un attestato di qualifica professionale richiesto per l’accesso dall’esterno – e almeno cinque anni di esperienza maturata nella loro area oppure un diploma di scuola secondaria di primo grado ed almeno dieci anni di esperienza maturata nel proprio ambito lavorativo.

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