C’è una data cerchiata in rosso sui calendari degli appassionati di moda e cinema: il 29 aprile. A vent’anni di distanza dalla pellicola che ha consacrato il cinismo di Miranda Priestly e le peripezie di Andy Sachs a manifesto di un’intera generazione, arriva nelle sale italiane Il Diavolo veste Prada 2. Il mondo editoriale è cambiato, la carta stampata è in crisi sotto i colpi della rivoluzione digitale, ma il glamour resta intatto. Anzi, si fa più vicino a noi.
Se il primo capitolo si divideva tra i grattacieli di New York e gli scorci di Parigi, questo attesissimo sequel sposta prepotentemente il suo baricentro in Italia. Nello specifico, tra le luci della Settimana della Moda di Milano e l’eleganza senza tempo del Lago di Como. Chi scrive ha già visto la pellicola in anteprima, ma – senza svelare troppo – anche dalle immagini del trailer ufficiale è già possibile tracciare una mappa emozionante ed esclusiva delle location nostrane scelte dallo scenografo Jess Gonchor. Un viaggio tra storia, lusso e set blindatissimi, senza spoilerare i colpi di scena della trama.
Nel cuore di Milano: dalla Galleria a Brera
L’omaggio a Milano parte dai suoi luoghi più iconici. Nel trailer si scorge un’inconfondibile Meryl Streep (Miranda Priestly) camminare altera e solitaria in una spettacolare e deserta Galleria Vittorio Emanuele II, il “Salotto di Milano” ottocentesco per eccellenza. La frenesia delle sfilate, invece, esplode nel cortile dell’Accademia di Belle Arti di Brera. La troupe ha scelto questo tempio dell’arte (scartando l’ipotesi iniziale di Piazza del Duomo) per garantire la massima privacy a un cast hollywoodiano di primo livello e per celare fino all’ultimo un misterioso e chiacchieratissimo cameo.
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Il legame con l’arte milanese si spinge oltre: il set tocca il sagrato della Basilica di Santa Maria delle Grazie (sito Unesco dal 1980) e ricrea la magia del Rinascimento. Per ragioni di tutela del capolavoro originale, il Cenacolo Vinciano è stato fedelmente ricostruito in studio da un’equipe di eccellenza, replicando a grandezza naturale (circa i tre quarti dell’originale) la sala dell’Ultima Cena. Tra gli interni storici spicca anche Palazzo Clerici, dimora patrizia del Settecento, dove il fasto della moda si fonde con gli affreschi illusionistici di Giambattista Tiepolo e il suo imponente “Carro del sole”.