Barbara D’Urso porta Mediaset in tribunale. Una causa che arriva dopo una procedura di mediazione fallita. Lo scrive La Stampa, che anticipa anche alcuni dei contenuti del contenzioso. L’ex volto del Biscione attenderebbe ancora delle scuse per un post social del marzo 2023, pubblicato su X dal profilo “Qui Mediaset” e ritenuto offensivo. Un post che, secondo quanto sostenuto dall’azienda all’epoca, sarebbe stato conseguenza di un hackeraggio.
Ma non sarebbe questo l’unico punto alla base dell’azione legale intentata da D’Urso: in ballo, sempre secondo La Stampa, ci sarebbero anche il mancato corrispettivo dei diritti d’autore per programmi firmati come autrice in 16 anni di lavoro e il format di sua proprietà, Live-Non è la D’Urso. Sempre stando a quanto riportato dal quotidiano, un altro fronte riguarderebbe il presunto obbligo, per Barbara D’Urso, di sottoporre preventivamente l’elenco degli ospiti delle sue trasmissioni alle produzioni di Maria De Filippi e Silvia Toffanin.
Nell’articolo firmato da Maria Corbi, De Filippi e Toffanin vengono descritte come figure particolarmente ascoltate da Pier Silvio Berlusconi (“consulenti fidate e vere antagoniste della D’Urso”). Ricostruzioni che, al momento, restano tutte da dimostrare, in particolare sul fronte di presunti attriti o condizionamenti nella scelta degli ospiti e Fascino (società di produzione che fa capo a Maria De Filippi, ndr) fa sapere che nessuna lista sugli ospiti da invitare o meno in altre trasmissioni, comprese quelle di D’Urso, è mai stata fatta o vidimata né dalla società di produzione, né tantomeno da Maria De Filippi. Così anche fonti vicine a Verissimo sottolineano come, da parte del programma e della conduttrice Silvia Toffanin, non sia mai esistita alcuna indicazione o filtro preventivo sui nomi degli ospiti da coinvolgere o escludere da alcuna trasmissione, comprese quelle dell’ex volto di Pomeriggio 5.
Sempre secondo La Stampa, il mancato affidamento di un programma all’ex conduttrice sarebbe stato letto da alcuni retroscenisti come il riflesso di una precisa volontà aziendale. Insomma, una vicenda che, qualora fosse confermata nei termini raccontati, aprirebbe un nuovo fronte di alta tensione televisiva.
La replica Mediaset
E a stretto giro è arrivata la replica Mediaset: “L’Azienda respinge ogni addebito mosso dalla signora d’Urso. L’azione legale contiene una ricostruzione dei fatti strumentale e non corrispondente alla realtà. Le pretese risarcitorie della conduttrice sono del tutto infondate. Mediaset ha sempre agito nel rispetto degli obblighi assunti e in conformità con la propria linea editoriale, pertanto è fiduciosa sull’esito positivo della controversia”, le parole dell’avvocato Andrea Di Porto.
Mediaset: “Ricostruzione che non corrisponde alla realtà dei fatti”
Ma c’è di più. Fonti vicine a Cologno Monzese fanno sapere che la ricostruzione alla base dell’iniziativa legale di Barbara D’Urso contro Mediaset “non corrisponde alla realtà dei fatti”. Poi: “In fase di rinnovo del contratto, nel 2023 – sottolineano le fonti – è stata proposta a D’Urso la prosecuzione di Pomeriggio 5. Il rinnovo non si è concretizzato a fronte della pretesa da parte di D’Urso della conduzione di due prime serate, non ritenute compatibili con le esigenze di palinsesto”. Inoltre, si fa notare ancora, “l’allontanamento della conduttrice non ha niente a che fare con il cambio della linea editoriale” di Mediaset. Per quanto riguarda il fronte compensi, “Barbara D’Urso solo grazie ai contratti ha raggiunto una cifra vicina ai 35 milioni di euro per i suoi anni di collaborazione con Mediaset, ai quali sono da aggiungere gli introiti ricevuti dagli investitori pubblicitari, che non sono quantificabili”, precisano le fonti. Peraltro, si ricorda, “nel 2003 Pier Silvio Berlusconi e l’azienda affidarono a Barbara D’Urso la conduzione del Grande Fratello, programma di punta della rete, offrendole la possibilità di tornare in onda in un momento in cui era ferma da anni”.