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L’aeroporto di Malpensa resta intitolato a Berlusconi, il Tar respinge i ricorsi del comune di Milano e di quelli del Varesotto

I giudici amministrativi hanno dichiarato una parte delle richieste inammissibili e respinto le restanti. Gioisce il centrodestra: "Ricorsi dall'evidente impronta politica e ideologica"
L’aeroporto di Malpensa resta intitolato a Berlusconi, il Tar respinge i ricorsi del comune di Milano e di quelli del Varesotto
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L’aeroporto di Milano Malpensa potrà restare, per ora, intitolato a Silvio Berlusconi. La prima sezione del Tar Lombardia, presidente Antonio Vinciguerra, ha respinto i ricorsi presentati dal Comune di Milano e dai Comuni di Cardano al Campo, Somma Lombardo e Samarate (Varese) contro l’intitolazione dello scalo all’ex leader di Forza Italia.

I Comuni avevano provato a impugnare l’ordinanza dell’11 luglio 2024, con cui, dopo un iter iniziato nel 2023 con un ordine del giorno del Consiglio regionale lombardo e proseguito alla presidenza del Consiglio e al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, il dirigente dell’Enac competente per la Direzione territoriale di Milano Malpensa, aveva disposto l’intitolazione dello scalo “alla memoria del Presidente Silvio Berlusconi”.

La notizia aveva indignato e alcuni comuni, tra cui Milano, avevano presentato ricorso al tribunale amministrativo regionale. Secondo i giudici amministrativi però il ricorso è infondato in quanto “non può essere riconosciuta in capo ai Comuni limitrofi ricorrenti alcuna competenza in ordine all’intitolazione dello scalo aeroportuale di Malpensa in forza dell’invocato potere di toponomastica“. L’infrastruttura infatti “appartiene allo Stato” e ha quindi una funzione “ontologicamente ‘extralocale'”. Per quanto riguarda in particolare il Comune di Milano, i giudici della prima sezione del Tar Lombardia sottolineano che “manca un collegamento diretto tra il territorio del Comune di Milano e l’efficacia spaziale del provvedimento”. L’aeroporto di Malpensa, spiegano infatti i giudici, “non insiste nel territorio del Comune di Milano né tantomeno nel territorio della provincia di Milano, dal momento che l’infrastruttura è posta interamente nel territorio della provincia di Varese”. Da qui l’inammissibilità dell’impugnativa del Comune di Milano.

Il tribunale quindi, riporta il Corriere della Sera, ha respinto nel merito una parte delle richieste e dichiarate inammissibili le restanti.

“Esprimo grande soddisfazione per la sentenza che sancisce l’assoluta correttezza dell’iter amministrativo seguito da tutte le istituzioni coinvolte, avviato su impulso del Consiglio Regionale della Lombardia che, poco dopo la scomparsa di Berlusconi, aveva approvato un ordine del giorno per chiedere l’intitolazione di Malpensa, impegnando il presidente Fontana ad attivarsi in tal senso, come poi effettivamente avvenuto” commenta il consigliere regionale lombardo di FdI Marco Bestetti, che al Pirellone aveva chiesto e ottenuto la costituzione in giudizio della Regione Lombardia per difendere l’intitolazione di Malpensa a Berlusconi. Secondo Bestetti i ricorsi avevano “un’evidente impronta politica ed ideologica assolutamente inaccettabile”.

Gioisce anche la senatrice Michaela Biancofiore, presidente del gruppo Civici d’Italia, Nm, Udc, Maie, parlando di un “dispositivo che speriamo possa mettere la parola fine su una querelle di basso livello creata ad arte da odiatori di professione, ossessionati dall’idea che a un loro nemico, non avversario politico, seppur tra gli italiani più noti al mondo, possa essere intitolato un hub aeroportuale di livello internazionale”.

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