C’è una versione patinata dell’amore social e poi c’è quella che inciampa nella realtà: telefonate insistenti, gelosie improvvise, proposte di matrimonio lanciate quasi per sfida. Giulia De Lellis sceglie la seconda, e nel salotto confidenziale del podcast di Diletta Leotta, Mamma Dilettante, mette in fila senza filtri gravidanza, convivenza e vita con Tony Effe. Con tanto di confessione che suona più come un’ammissione che come una battuta: “Ero gelosa, lo chiamavo anche 20 volte”.
Dal primo incontro “per fatalità” al matrimonio di Cecilia Rodriguez e Ignazio Moser alla nascita della piccola Priscilla il passo è stato breve: “Nicolò dall’inizio alla fine mi è sempre stato vicino durante il parto e dopo. Non mi immagino più una vita senza di lui: un figlio ti lega con un legame viscerale, e noi siamo due genitori presenti”, dice De Lellis, rivendicando una quotidianità condivisa che passa anche dai dettagli più banali. “Lui è ossessionato dal passare l’aspirapolvere, è molto metodico. Non devi stravolgere le sue cose”. Se la cava peggio, invece, con il cambio pannolini: “No a quello ci penso io, non so come ma Tony non ha ancora capito quale sia il davanti e il dietro”. Quindi Giulia De Lellis racconta della gravidanza: “Non mi manca il pancione ed essere incinta. L’ho accusata fisicamente, è stata tosta perché non ero abituata ad essere così stanca. Tony è stato un angelo, io piangevo per ogni cosa, poi me ne rendevo conto e mi scusavo”.
E poi c’è quella gelosia che, a sentirla raccontare, sembra quasi un corpo estraneo: “Non sono una persona gelosa, siamo una coppia molto sana e non ci chiamiamo a tutte le ore, ma in gravidanza gli facevo delle scenate vere e proprie. Dovevo sentirlo sempre, lo chiamavo anche 20 volte per sapere dove fosse. La mattina lui non è un chiacchierone e nemmeno io, è sempre stato così. In gravidanza però mi ero fissata che volevo svegliarmi parlando con qualcuno e soffrivo questa cosa. Avevo le mie fisse e i miei capricci”.
Il desiderio del secondo figlio
“Noi l’abbiamo deciso dopo neanche un anno che stavamo insieme. Sarà stato per una serie di cose che combaciavano, ma è avvenuto in fretta, ce lo siamo detti, poi quando siamo andati a convivere abbiamo iniziato a provarci ed è arrivata una bimba che desideravamo da morire – racconta ancora De Lellis a Leotta -. Siamo due genitori molto presenti, che passano tanto tempo con la bimba, ci piace. Non avendo le famiglie vicine, cerchiamo di dividerci le responsabilità e gli impegni”. Quindi la confidenza: “Lui vuole un altro figlio maschio, lo vorrebbe subito, ma sta capendo che forse è meglio aspettare un attimino”. Alla domanda su cosa le manchi della vita prima della maternità, risponde: “Avere una figlia per me è un sogno, l’unica cosa che ogni tanto mi manca è quella spensieratezza di essere solo io. Poi se ho momenti liberi, io desidero stare sempre con lei…”.
Una relazione nata quasi per caso
Una relazione nata quasi per caso e cresciuta in fretta: “Mi sono trasferita a Milano e ci siamo ritrovati vicini di casa. Ci siamo incontrati al matrimonio di Ignazio e Cecilia e da lì è iniziata una frequentazione piuttosto lunga, perché lui era spesso lontano per il tour”. Poi la convivenza, la casa, la decisione di avere un figlio: “Dopo neanche un anno che stavamo insieme, sono rimasta incinta di Priscilla, l’abbiamo cercata. Siamo due genitori molto presenti, ci piace passare del tempo insieme. Un giorno ci sposeremo. Adesso non ho questa esigenza, ne posso fare a meno tranquillamente. Ci avevo pensato a fare un 2 in uno, magari vestita anche di bianco. Gli chiesi ‘come chiamiamo il nostro tavolo?’, lui mi rispose ‘Chiamalo gli sposi, così ti togli questo questo pensiero’, ma non mi basta”. Fino alla proposta più spiazzante, quasi cinematografica: “Ci ha provato a dirmi: ‘Andiamo a Las Vegas e sposiamoci’. Gli ho detto: ‘Se poi facciamo anche una piccola celebrazione in Italia e convalidiamo la documentazione, lo valuto’. Per lui però è la cerimonia in Italia il problema, i parenti. Io lo valuto sul serio, ma deve essere convalidato in Italia”.