Le parole hanno un peso, e possono costare anche molto care. Una 50enne residente in Trentino si è vista recapitare una richiesta stragiudiziale di risarcimento danni per diffamazione pari a 2.500 euro per aver insultato sui social un ex concorrente del “Grande Fratello”, Lorenzo Spolverato. La vicenda viene raccontata dal “Corriere del Trentino”, che riferisce come la donna abbia commentato un video pubblicato dalla pagina “Gossipposo” con protagonista Lorenzo Spolverato intento a prendere in giro una concorrente con “gestacci” alle spalle. “Uno schi**o, ma proprio schi**so, il trionfo della stupidità”, la frase con cui la trentina, nel marzo 2025, aveva bollato la scena ripresa dalle telecamere della casa più spiata d’Italia.
La richiesta di risarcimento
Quello che la 50enne non poteva immaginare era che avrebbe ricevuto una lettera da uno studio legale di Pescara, che spiegava di agire per conto di Spolverato, tra i protagonisti dell’edizione 2024/2025 del reality di Canale 5. “Sono ravvisabili gli estremi di una condotta diffamatoria gratuitamente lesiva e mai giustificata nei confronti del sig. Spolverato, la durezza delle affermazioni non può essere tollerata, specie su una piattaforma social di risonanza” le parole degli avvocati, che hanno sottolineato come il commento della donna fosse rimasto online “per più di 256 giorni consecutivi” collezionando qualcosa come 1100 like. Per questi motivi lo studio legale ha richiesto un risarcimento di 2500 euro per il danno subìto da Lorenzo Spolverato oltre alle scuse formali e la rimozione di quelle parole considerate offensive.
La posizione della difesa
La 50enne trentina a quel punto ha deciso di rivolgersi all’avvocata Anais Tonel, che ha evidenziato come la condotta della propria assistita rientri “nel confine del legittimo diritto di critica dello spettatore” sia nei confronti della trasmissione che del personaggio pubblico. La fonte aggiunge che, in seguito a uno scambio di lettere tra i rispettivi studi legali, la vicenda non si è arricchita di ulteriori sviluppi, “visto che nessuna delle parti decide di avviare un vero e proprio procedimento legale”. Quanto avvenuto, comunque, non sarebbe così inusuale. Secondo Tonel, studi e agenzie sarebbero soliti cercare sui social commenti offensivi e insulti ai danni di personaggi noti, per poi chiedere il risarcimento agli autori per conto dei diretti interessati. “Quando succede è importante non farsi intimorire e rivolgersi a un legale” fa sapere l’avvocata. “Alcuni pagano non appena ricevono la lettera, ma tali azioni non sono sempre fondate”.