Scandalo escort, una è rimasta incinta dopo il sesso con un calciatore: “Ho appena fatto il test”. La ricerca di “ragazze furbe” e dei palloncini di gas
C’è anche un figlio illegittimo di un noto calciatore di Serie A nella storia tutta milanese del giro di escort e di clienti facoltosi, perlopiù campioni di fama internazionale. A raccontarlo una delle ragazze che si faceva pagare per prestazioni sessuali: “Volevo chiederti una cosa, quando è che era venuto omissis a far serata. Ma poi l’ho scoperto. Ho appena fatto il test e sono incinta da più di tre settimane. Quindi è di omissis”. L’ordinanza di 16 pagine eseguita dalla Procura di Milano a carico di sei persone accusate di aver gestito negli anni un giro di prostituzione parte dalle dichiarazioni di una ragazza che ha lavorato per Deborah Ronchi ed Emanuele Buttini, considerati “i promotori e i dominus del sodalizio”, con la Ronchi titolare della società Ma.De. a Cinisello Balsamo.
La ragazza spiegherà che nella sede della società “era presente una discoteca abusiva in cui – anche nel periodo del lockdown – venivano organizzati quasi tutti i giorni eventi mondani con servizio di escort, solo meno frequenti in estate, in quanto in quella stagione la coppia operava per lo più a Mykonos, in Grecia”. Inoltre “aveva aggiunto che nel corso di dette serate, le giovani donne che lavoravano per la coppia (e che erano anche domiciliate in loco) venivano invitate ad avere rapporti sessuali a pagamento con gli ospiti, selezionati soprattutto fra i calciatori professionisti” e che “Ronchi e Buttini trattenevano poi almeno il 50% dell’importo pagato, consegnando alla ragazza il resto”.
L’organizzazione, secondo l’accusa, contava anche sui procacciatori di ragazze e sulla fornitura di gas esilarante da usare durante le serate, molto apprezzato dai calciatori perché non tracciabile durante i controlli anti–doping. Tanto che una ragazza chiamando uno degli arrestati dice: “Amo ci servono i palloncini. Siamo al Duca, al Me Milan”. Tra i procacciatori c’è Alessio Salomone (indagato) che intercettato a Fabio Barbera, altro indagato, spiega: “Perché le spagnole e le greche vorrei farle venire con me”. Barbera: “Pensiamo chi acchiappa e chi lavora per noi. Servono altre due o tre sveglie però, qualcuna di furba che acchiappa calciatori”. E ancora: “Scusa, la sera al Just, 8 donne ci sono, dovevamo almeno riempirla eh, siamo anche un po’ a corto di donne in serata, cerchiamo di tirare 6 o 7 donne”.
Il giro è lucroso grazie soprattutto ai pagamenti effettuati dai calciatori sui vari conti, italiani ed esteri, degli indagati. La cifra sequestrata di 1,2 milioni è costituita al 90% dai pagamenti dei calciatori. I loro nomi nell’ordinanza del gip risultano omissati. Per quel che risulta si tratta di giocatori di Serie A, non solo delle squadre milanesi, ma anche di quelle che nel capoluogo lombardo venivano a giocare in trasferta. Sono decine infatti le telefonate intercettate tra gli indagati e i clienti facoltosi. Tanto che il gip annota: “L’analisi dei tabulati ha confermato l’esistenza di stretti rapporti fra le persone citate, la frequentazione della residenza di Cinisello Balsamo della coppia Ronchi-Buttini, la frequentazione di locali in voga nel territorio milanese o a Mykonos, i contatti con il mondo del calcio”.
Gli stessi Barbera e Salomone in una telefonata fanno la conta dei soldi da recuperare dai vari calciatori: “Ascoltami, devo capire un attimo quanti soldi devo recuperare, tra sabato e domenica (…). Allora 1000 da omissis (…), 3280 da omissis”. In una conversazione, durante la quale si sta organizzando un evento in un noto locale di Milano, Deborah Ronchi “ribadisce che spesso hanno ospiti alcuni calciatori e che hanno una loro base a Cinisello Balsamo”. Del resto, si legge sempre nell’ordinanza del giudice, “le indagini hanno consentito di individuare una nutrita serie di ristoranti e locali della movida milanese presso cui il sodalizio è solito prenotare tavoli o organizzare cene per i propri clienti, fornendo a richiesta anche l’accompagnamento femminile”.
Il gruppo poteva contare su oltre cento ragazze, mentre a fronte di pagamenti nell’ordine delle migliaia di euro da parte dei calciatori, le ragazze prendevano per prestazione dai 70 ai 100 euro. Il giro, gestito da Deborah Ronchi, è vorticoso come spiega la stessa titolare della Ma.De: “Ci sono praticamente già oggi due ragazze che arrivano e stanno invece nell’altra stanza quella doppia e poi domani arrivano quattro ragazze che stanno tutte nella camere quella con i letti a castello, poi loro stanno solo una notte, vanno via e la domenica ne arrivano altre quattro”.
Tutte a disposizione, non solo per i calciatori ma anche per almeno un pilota di Formula Uno. Questa la richiesta: “C’è un mio amico pilota di Formula Uno, che viene qua a Milano stasera, vuole una tipa da s…. a pagamento tu la riesci a trovare una?”. Ma ci sono anche i giocatori di hockey a Milano per le Olimpiadi invernali. Ne parlano due ragazze: “Mi hanno dato anche la busta perché ho fatto fare il tavolo a quelli lì di hockey (…). Se eravamo cattive ci facevamo pagare anche per sco**re però non l’abbiamo fatto”.
Le prestazioni sessuali emergono chiaramente dalle telefonate tra le ragazze. C’è quella che riguarda la gravidanza indesiderata, e c’è quella sul calciatore generoso: “Forse viene anche il nero, quello con cui ho fatto la videochiamata che mi sono trombata l’altra volta, vabbé lui bene perché almeno guadagno qualcosa se viene, e anche su omissis vorrei guadagnare qualcosa”. E ancora: “Questo fine settimana ho s… tre volte con tre diversi, vado a fare la escort”. Insomma in questa storia c’è tutto: i locali, le donne, il denaro. Tranne i nomi dei calciatori di fama internazionale che hanno sborsato centinaia di migliaia di euro.
La foto in evidenza è un’immagine generica d’archivio