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“Mio figlio era un violento”, la confessione del padre del 21enne Andrea Sciorilli, ucciso con un’ascia nel garage di casa

Secondo quanto riferito dal padre agli inquirenti, la lite sarebbe esplosa in casa per una divergenza su un’opportunità lavorativa: il giovane avrebbe rifiutato un percorso professionale a Piacenza
“Mio figlio era un violento”, la confessione del padre del 21enne Andrea Sciorilli, ucciso con un’ascia nel garage di casa
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Mio figlio era un violento”. È da queste parole, pronunciate nella notte davanti ai carabinieri durante le dichiarazioni spontanee, che prende forma la ricostruzione del delitto avvenuto a Vasto, in provincia di Chieti, dove Andrea Sciorilli, 21 anni, è stato ucciso dal padre Antonio Sciorilli, 52 anni, dirigente della Asl2 Lanciano-Vasto-Chieti. L’uomo, fermato e interrogato per ore nella caserma dei carabinieri di Vasto, ha poi confessato l’omicidio. Il corpo del giovane era stato trovato poco prima nel garage del condominio di famiglia, colpito da più fendenti inferti con un’ascia. Due colpi alla testa e uno al torace, quest’ultimo ritenuto fatale. L’arma è stata successivamente recuperata dagli investigatori nello stesso seminterrato.

Secondo quanto riferito dal padre agli inquirenti, la lite sarebbe esplosa in casa per una divergenza su un’opportunità lavorativa: il giovane avrebbe rifiutato un percorso professionale a Piacenza, scelta che avrebbe innescato un confronto sempre più acceso. Una discussione degenerata, ha raccontato l’uomo, fino a trasformarsi in uno scontro fisico. La ricostruzione investigativa, tuttavia, indica un contesto familiare già segnato da attriti. Nel 2024 il giovane era stato denunciato per presunti episodi di maltrattamenti in famiglia, denuncia poi ritirata. Elementi che gli inquirenti stanno valutando per delineare il quadro complessivo dei rapporti tra padre e figlio.

Il delittoè avvenuto nella tarda mattinata, all’interno dell’abitazione dove i due si trovavano soli. La madre del ragazzo era assente. Dopo l’aggressione, secondo quanto ricostruito, il padre avrebbe trascinato il corpo verso il garage, utilizzando anche l’ascensore condominiale. È proprio lì che un testimone avrebbe notato movimenti sospetti e allertato le forze dell’ordine. Quando i carabinieri sono intervenuti, hanno trovato Antonio Sciorilli in stato confusionale e il figlio ormai privo di vita. Le prime verifiche della Scientifica hanno evidenziato tracce ematiche sia nell’appartamento sia nelle aree comuni dello stabile, confermando il tragitto seguito dopo l’aggressione. Il padre è stato sottoposto a lungo interrogatorio. Assistito dall’avvocato Massimiliano Baccalà, inizialmente avrebbe fornito una versione confusa dei fatti, per poi ammettere le proprie responsabilità. Le sue dichiarazioni, tuttavia, sono ora al vaglio degli investigatori, che stanno verificando la dinamica precisa dell’omicidio e la coerenza del racconto con gli elementi raccolti sulla scena.

Secondo la ricostruzione dei carabinieri del Reparto operativo di Chieti e della Compagnia di Vasto, la lite sarebbe degenerata rapidamente dopo una prima discussione in casa. In una fase successiva, il giovane sarebbe stato colpito nel garage, dove è stato ritrovato senza vita. Determinante per le indagini è stata anche la testimonianza di un residente del condominio, che avrebbe visto il padre vicino al corpo del figlio e dato immediatamente l’allarme. Poco dopo, i militari hanno raggiunto lo stabile trovando la scena del delitto e procedendo al fermo dell’uomo. La madre della vittima, rientrata poco dopo i fatti, è stata colta da un malore alla vista del corpo del figlio. La Procura di Vasto ha disposto il trasferimento della salma all’obitorio di Chieti, dove sarà eseguita l’autopsia per chiarire con precisione la sequenza dei colpi e la dinamica dell’aggressione. Il padre è stato trasferito in carcere, in attesa degli sviluppi giudiziari. Gli inquirenti non escludono ulteriori approfondimenti sul movente e sul contesto familiare, mentre resta centrale la verifica delle dichiarazioni rese dall’uomo, che ha riportato al centro della scena investigativa una vicenda segnata da tensioni domestiche sfociate in un omicidio.

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