“La calvizie a 14 anni? Fu un trauma che minò la mia autostima”. Marcello Macchia, nome d’arte Maccio Capatonda – evidentemente scelto non a caso -, racconta del suo “calvario” cominciato in piena adolescenza, quando iniziò a perdere i capelli per poi ritrovarsi nove anni dopo completamente calvo. Lo fa in una lunga intervista al Corriere della Sera, punteggiata da confidenze e ironia, parlando del rapporto conflittuale tra i suoi genitori, del ping-pong come arma antistress e del primo incontro con Elisabetta Canalis.
Il trauma della calvizie
Maccio Capatonda se lo ricorda bene quando, intorno ai 14 anni, iniziò a perdere i capelli. “Quella è una stagione importante di crescita, un momento delicato, provai inutilmente a farmeli ricrescere con strani intrugli, farmaci e pillole”, rivela. In piena adolescenza, deve fare i conti con una trasformazione del suo corpo che un po’ alla volta divenne radicale. Ecco perché “ho faticato molto a cambiare i no delle ragazze nei miei confronti in un sì. Fu un trauma che minò la mia autostima. Poi divenne un punto di forza”. Proprio durante l’adolescenza i suoi genitori gli regalarono una telecamera e così nacquero i suoi primi sketch: “Giravo film horror per Chieti”, ricorda. L’amore per il cinema invece scoppiò a sette anni, guardando Ritorno al futuro: “In quel film ho proiettato il desiderio che mio padre e mia madre si amassero. Marty, il personaggio di Michael J. Fox, torna indietro nel tempo per far amare i genitori che si detestano”.