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Messaggi minatori alla compagna di Luca Spada, la denuncia della donna: “Minacce a mio figlio di un anno”

La ragazza, madre di un bambino di appena un anno, ha deciso di affidarsi a un legale per tutelarsi dagli atti persecutori. Oggi l'interrogatorio in carcere per il 27enne accusato dell'omicidio di un'anziana e sospettato della morte di altri cinque
Messaggi minatori alla compagna di Luca Spada, la denuncia della donna: “Minacce a mio figlio di un anno”
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Un’escalation di messaggi minatori alla compagna di Luca Spadail 27enne autista e operatore della Croce Rossa arrestato sabato con l’accusa di omicidio volontario aggravato – arrivati dopo le intercettazioni all’uomo che hanno messo in luce non solo il piacere che provava nell’uccidere gli anziani in ambulanza ma anche il disprezzo per le sue vittime. “Farò la stessa cosa che avete fatto voi a tuo figlio“: è questo il tenore di uno dei tanti messaggi ricevuti dalla donna, 22 anni. Per tutelarsi la giovane ha deciso di affidarsi a un legale, l’avvocato Daniele Mezzacapo: “La compagna del signor Spada – ha detto il legale – del tutto estranea alla vicenda giudiziaria, è stata fatta oggetto di una grave escalation di atti intimidatori, consistiti in messaggi minatori e telefonate presso la propria attività lavorativa, con minacce esplicite rivolte sia alla sua persona, sia al figlio minore, di appena un anno d’età”. Una situazione “intollerabile sotto il profilo umano” come l’ha definita l’avvocato Mezzacapo. Secondo il legale queste minacce sono rilevanti anche sul piano giuridico perché “appaiono idonee a integrare, a seconda dei casi, fattispecie penalmente rilevanti, tra cui minaccia, molestia, diffamazione e, ove ne ricorrano i presupposti, atti persecutori”.

Da inizio marzo, quando è uscita la notizia dell’indagine Spada ha risposto alle domande dei giornalisti, è intervenuto in varie trasmissioni televisive. “Sono pienamente innocente”. Oggi
il 27enne di Meldola, ex autista soccorritore della Croce Rossa, si troverà di fronte alla giudice per le indagini preliminari del tribunale di Forlì Ilaria Rosati, che ne ha disposto la custodia in carcere per l’omicidio volontario aggravato della 85enne Deanna Mambelli, morta il 25 novembre dopo essere stata trasportata in ambulanza. E dovrà decidere se rispondere alle domande, in questa delicata fase dell’inchiesta della Procura che gli imputa le morti di altri cinque pazienti, o se avvalersi della facoltà di non farlo, come suo diritto. Il suo difensore, Marco Martines, che lo assiste insieme all’avvocato Gloria Parigi, non si è sbilanciato sul punto.

Spada è in carcere da sabato mattina, quando i carabinieri lo hanno raggiunto per notificargli la misura. Il provvedimento riguarda, appunto, solo l’omicidio di Mambelli, in ipotesi di accusa uccisa con un’insufflazione d’aria attraverso un catetere venoso, mentre lui si trovava da solo con la donna nel vano posteriore dell’ambulanza. Azione che ha provocato un’embolia gassosa che può essere stata fatta con una siringa da venti millilitri in meno di un minuto, come spiegato dalle consulenti tecniche, medico legale e anestesiste, nominate dalla Procura forlivese.

Per gli altri cinque anziani morti nel corso del 2025 e tutti a bordo delle ambulanze mentre l’indagato era in servizio, ci sono solo ipotesi, ma non è stato possibile eseguire le autopsie e le tracce dell’embolia svaniscono in poco tempo. Si tratta di Mirella Montanari, 77 anni, morta il 24 febbraio, Francesco Mario Scavone, 69enne, deceduto l’8 luglio, Edoarda Gasperini, 98, il 26 luglio, Vincenzo Pesci, 81, 12 settembre e Vittorio Benini, 84enne, morto il 13 ottobre. Se è vero che il movente non è stato individuato, gli inquirenti, a rinforzo della tesi di accusa, hanno fatto fare un’analisi ad un esperto di statistica. I risultati, ha spiegato il comandante provinciale dei carabinieri di Forlì Gianluigi Di Pilato hanno fatto emergere “un unicum”, cioè un abnorme numero di morti in coincidenza dei turni in ambulanza del 27enne.

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