Cena-trappola, la chef a domicilio era una ladra. Spaghetti “drogati” e 10mila euro rubati: due arresti
Si era presentata come chef Francesca, promettendo una cena speciale a base di spaghetti allo scoglio. Un invito accattivante, nato sul web e accettato da un pensionato di 68 anni di Venaria Reale (Torino), ignaro di quello che sarebbe accaduto di lì a poche ore. Quella che doveva essere una serata conviviale si è trasformata invece in una trappola studiata nei dettagli. La donna, 49 anni, aveva insistito per cucinare direttamente a casa dell’uomo. “Vengo io da te”, avrebbe detto, garantendo un piatto “che non hai mai assaggiato prima”. Ma proprio quella cena è diventata il mezzo per mettere a segno il colpo. A far scattare l’allarme – come riporta La Stampa – è stato il figlio del pensionato, preoccupato per l’improvviso silenzio del padre. Quando è entrato nell’abitazione, lo ha trovato disteso sul letto, confuso e in stato di torpore. Una condizione anomala, accompagnata da segni evidenti di rovistamento in casa. Da lì la chiamata ai carabinieri, che hanno subito ipotizzato un’intossicazione.
I sospetti hanno trovato conferma nelle analisi: nella pasta rimasta nella pentola e nel sangue dell’uomo sono state rilevate benzodiazepine, uno psicofarmaco capace di provocare sonnolenza e perdita di lucidità. Approfittando di quello stato, la donna avrebbe agito indisturbata, portando via denaro e oggetti di valore. Quando il 68enne si è ripreso, il bilancio era pesante: spariti orologio, documenti, carte di credito e circa 10mila euro in contanti che custodiva in casa. Ma nel frattempo i carabinieri erano già sulle tracce della ladra e truffatrice.
Determinanti sono state le immagini delle telecamere di sorveglianza, che hanno immortalato la donna mentre si allontanava dall’abitazione con passo sicuro, per poi salire sull’auto guidata dal compagno, ritenuto complice. Non solo: subito dopo la cena, erano già stati effettuati alcuni pagamenti con le carte rubate. Il quadro si è completato con il blitz degli investigatori nell’abitazione della coppia. Qui sono stati trovati 8mila euro in contanti, farmaci psicotropi – acquistati dal compagno, come documentato da un filmato – oltre all’orologio e alle carte della vittima. Recuperati anche diversi telefoni intestati a prestanome, probabilmente utilizzati per evitare di essere rintracciati.
A rendere ancora più paradossale la vicenda, il fatto che la donna avesse presentato richiesta per il riconoscimento di un’invalidità permanente, dichiarando di essere costretta su una sedia a rotelle. Una versione smentita proprio dalle immagini, che la mostrano mentre cammina senza difficoltà. Ora gli inquirenti cercano di capire se quello di Venaria sia un episodio isolato o solo uno dei colpi messi a segno dalla coppia, che potrebbe aver agito con lo stesso schema anche in altri casi. Una cena, un incontro online e poi il raggiro: un copione che, se confermato, potrebbe nascondere una serie di truffe ancora da scoprire.