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Ucciso a colpi di pistola a Foggia il personal trainer Annibale Carta: era vicino casa con il cane

L'uomo, incensurato, oltre a essere un esperto di fitness era anche attivo nella parrocchia del posto. Esclusa la pista della criminalità resta da capire se ci sia stato o meno un diverbio sfociato nel delitto tra la vittima e l'omicida
Ucciso a colpi di pistola a Foggia il personal trainer Annibale Carta: era vicino casa con il cane
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Ucciso alle spalle con quattro colpi di pistola mentre passeggiava con il cane vicino alla sua abitazione. È accaduto ieri sera a Foggia, in via Caracciolo, dove ha perso la vita Annibale Carta, personal trainer di 42 anni, incensurato. Non sono ancora state chiarite le cause del delitto che agli inquirenti sembrerebbe essere pianificato e premeditato. Secondo le indagini dei carabinieri, l’autore dell’omicidio avrebbe sparato a distanza ravvicinata perché vicino al corpo sono stati trovati sia quattro bossoli che il caricatore della pistola di piccolo calibro. Il killer, col volto travisato, si sarebbe dileguato in sella a una bicicletta.

Il dubbio è la natura stessa dell’omicidio. Annibale, chiamato “Dinò”, non aveva precedenti penali, era sposato con due figlie, una di pochi mesi e l’altra di 12 anni. “Una bravissima persona, sposato con figli piccoli – hanno detto all’Ansa alcuni vicini di casa – una persona tranquilla. Non ci siamo accorti di nulla. Abbiamo soltanto sentito alcuni colpi ma non abbiamo capito subito cosa fosse accaduto. Davvero una cosa terribile”.

Il 42enne, oltre a essere un esperto di fitness, frequentava anche la parrocchia come ha raccontato il parroco Don Giulio: “Dino era molto attivo in parrocchia, già da alcuni anni. Serviva messa come ministrante ed era sempre disponibile e attento per tutto. Amato e stimato, insieme a sua moglie Sara e le sue figlie. La comunità ha sentito forte lo strappo questa notte e ora non può che stringersi intorno alla sua famiglia nella preghiera e nell’affetto”. Esclusa la pista della criminalità resta da capire se ci sia stato o meno un diverbio sfociato nel delitto tra la vittima e l’omicida. Sono quindi focalizzate in particolare sulla vita privata e sull’attività lavorativa le indagini dei carabinieri sull’omicidio. La zona intanto del capoluogo intanto, semicentrale e poco distante dallo stadio Zaccheria, è stata setacciata dai carabinieri alla ricerca di telecamere di sorveglianza che possano aver ripreso dettagli fondamentali.

La sindaca di Foggia, Maria Aida Episcopo, ha espresso dolore e indignazione per l’omicidio sottolineando come la città lo ricordasse unanimemente come una persona stimata. Nel suo intervento ha denunciato la “logica aberrante” alla base del delitto e una cultura che svaluta la vita umana, ribadendo l’impegno della comunità nel rifiutare ogni forma di violenza e la fiducia nel lavoro degli inquirenti. Ha inoltre rivolto vicinanza alla famiglia, in particolare alla moglie e alle due figlie della vittima: “Al momento, non entriamo nel merito delle dinamiche che hanno portato a questo crimine, ma possiamo dire che di Dino, in città, si parla un gran bene, ovunque e senza riserve”.

Sulla stessa linea Daniela Marcone, vicepresidente di Libera contro le mafie, che ha invitato ad attendere gli sviluppi investigativi senza alimentare ipotesi, concentrando l’attenzione sul dolore dei familiari e ricordando il sorriso della vittima. Il ricordo di Carta emerge anche dal mondo sportivo: l’Asd Virtus Calcio Foggia lo ha descritto come un professionista competente e una persona disponibile e generosa, capace di lasciare un segno profondo in bambini, adulti e famiglie, esprimendo cordoglio e vicinanza ai suoi cari.

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