Cinema

Mille star di Hollywood firmano contro la fusione Warner e Paramount che si tradurrà in “meno opportunità nella produzione, costi più alti e meno scelta per il pubblico”

Da Bryan Cranston a Jane Fonda: i big del cinema temono meno opportunità per i creatori e meno scelta per il pubblico

di Redazione FqMagazine
Mille star di Hollywood firmano contro la fusione Warner e Paramount che si tradurrà in “meno opportunità nella produzione, costi più alti e meno scelta per il pubblico”

Il mondo del cinema si mobilita contro una delle più grandi fusioni tra colossi industriali. Più di 1.000 star di Hollywood hanno firmato una lettera contro la fusione fra i due colossi Warner Bros e Paramount, lo riporta il New York Times. A loro avviso l’unione si tradurrà in “meno opportunità per i creatori, meno posti nella produzione, costi più alti e meno scelta per il pubblico. L’integrità, l’indipendenza e la diversità del nostro settore sarebbero gravemente compromesse”.

La lettera, diffusa da un consorzio di gruppi tra cui il Democracy Defenders Fund di Norm Eisen e il Committee for the First Amendment di Jane Fonda, annovera tra i firmatari nomi di spicco come attori del calibro di Bryan Cranston, Glenn Close, Ben Stiller, Don Cheadle, Jason Bateman e Ted Danson, registi come JJ Abrams, Denis Villeneuve e Yorgos Lanthimos, produttori come Ted Hope e Mark Duplass, e personalità poliedriche come Lin-Manuel Miranda e David Chase.

“Questa transazione consoliderebbe ulteriormente un panorama mediatico già concentrato, riducendo la concorrenza in un momento in cui le nostre industrie – e il pubblico a cui ci rivolgiamo – meno se lo possono permettere”, si legge nella lettera.

“Il risultato sarà una riduzione delle opportunità per i creatori, un minor numero di posti di lavoro nell’intero ecosistema produttivo, costi più elevati e una minore scelta per il pubblico negli Stati Uniti e nel resto del mondo. Ancora più allarmante, questa fusione ridurrebbe il numero delle principali case di produzione cinematografica statunitensi a sole quattro -. si legge ancora nella lettera – Siamo profondamente preoccupati dalle manifestazioni di sostegno a questa fusione, che privilegiano gli interessi di un piccolo gruppo di potenti soggetti interessati rispetto al bene pubblico”.

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