I soldi pubblici ai data center in Ohio: il sistema Wexner-Epstein
Riassunto della puntata precedente: i data center e le infrastrutture AI delle Big Tech (Amazon, Meta, Google e Microsoft) si trovano in Ohio grazie all’attività imprenditoriale promossa dall’uomo più ricco dello Stato, Leslie Wexner, e dal suo ex gestore finanziario e factotum, Jeffrey Epstein. Le partnership da loro create con enti pubblici controllano le istituzioni locali; in alcuni casi, come a New Albany, sostituendole.
Dopo aver trasformato la piccola New Albany in una partnership pubblico-privata sotto il suo controllo, Wexner ha esteso la sua attività a Columbus, capitale dello stato dell’Ohio, fondando la Columbus Partnership, una “organizzazione senza scopo di lucro” che di fatto dirige lo sviluppo economico della regione con la partnership pubblico-privata One Columbus (la finanziano J.P. Morgan, Honda, AT&T, Bank of America, Amazon e L Brands, la holding di Wexner). One Columbus, collaborando con le amministrazioni locali, può offrire alle aziende incentivi finanziati con denaro pubblico; le aziende si trasferiscono a New Albany acquistando terreni e immobili commerciali dalla New Albany Company di Wexner.
La Columbus Partnership di Wexner è partner di JobsOhio, un’organizzazione privata che ha sostituito nel 2011 il Dipartimento per lo Sviluppo dell’Ohio. JobsOhio riceve fondi da una risorsa pubblica: la tassa statale sugli alcolici. JobsOhio pagò 1,4 miliardi di dollari il leasing sui diritti di quella tassa: ne incassò altrettanti in appena 4 anni. E il leasing scadrà nel 2053: che bazza! “Questi fondi, che altrimenti sarebbero andati al settore pubblico, sono stati teoricamente utilizzati per lo sviluppo economico. Tuttavia, JobsOhio non è stata in grado di fornire dati a supporto delle sue affermazioni sulla creazione di posti di lavoro”, scrivono Goodwin e Webb, autori dell’inchiesta. “Inoltre, essendo una società privata, JobsOhio non è obbligata a rendere pubblici i dettagli su come spende i fondi derivanti dalla tassa sugli alcolici”. JobsOhio, insomma, convoglia denaro pubblico, senza alcuna trasparenza, nelle mani delle aziende che operano in Ohio.
Il gruppo ProgressOhio intentò una causa sostenendo che JobsOhio violava disposizioni statali (il governo non può favorire una singola società); ma la Corte Suprema dell’Ohio la respinse, affermando che i ricorrenti non avevano dimostrato un danno personale. Il giudice Bill O’Neill dissentì indignato: “Centinaia di milioni di dollari di fondi pubblici vengono convogliati in un buco nero per essere distribuiti senza controllo pubblico, e la Corte Suprema dell’Ohio si rifiuta di esaminare il caso. Questa è un’abdicazione al nostro dovere di difensori della Costituzione”. JobsOhio fu creata con una legge firmata dal governatore dell’Ohio, John Kasich; per avviare JobsOhio, Kasich scelse l’investitore Mark Kvamme, ex di Sequoia Capital, che aveva donato 1,35 milioni di dollari alla sua campagna elettorale. Le campagne politiche di Kasich, e quelle del Partito Repubblicano dell’Ohio, sono state finanziate da Wexner (nel 2016 fu chiesto a Epstein di collaborare alla campagna elettorale di Kasich).
Mentre JobsOhio incassa miliardi di ex fondi pubblici e Wexner influenza lo sviluppo economico come gli fa comodo, l’Ohio deve ridurre drasticamente i finanziamenti alle scuole pubbliche e ai programmi sanitari. Inoltre i data center fanno aumentare i costi dell’elettricità, e dunque le bollette; esauriscono le falde acquifere; provocano inquinamento atmosferico e acustico; e causano gravi problemi di salute. E nonostante JobsOhio sostenga che i data center creino posti di lavoro, questi sono per lo più temporanei: lavori edilizi che scompaiono una volta completati i data center, per far funzionare i quali serve poco personale. In cambio dell’assunzione di qualche decina di addetti, un’azienda riceve centinaia di migliaia di dollari in agevolazioni fiscali. Queste sono concesse dalla Ohio Tax Credit Authority, cioè dall’Ohio Development Services Agency, il cui direttore è nominato dal governatore dell’Ohio.
A causa dell’indignazione pubblica contro i data center, di recente l’Ohio ha votato una legge contro gli aiuti statali alla Nac di Wexner; ma Mike DeWine, il nuovo governatore, anche lui finanziato da Wexner, ha posto un veto su una voce di bilancio per consentire la continuazione di tali sovvenzioni. Grazie ai politici che ha foraggiato (non solo repubblicani), Wexner ha potuto replicare il suo schema in tutto l’Ohio.
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