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Baby Gang sotto “regime di sorveglianza particolare” in carcere: “Pericoloso per l’influenza che esercita sugli altri detenuti che lo riconoscono come figura carismatica e di guida”

Il trapper 24enne sottoposto a misure restrittive in cella: "Modi arroganti e influenza sugli altri detenuti"

di Redazione FqMagazine
Baby Gang sotto “regime di sorveglianza particolare” in carcere: “Pericoloso per l’influenza che esercita sugli altri detenuti che lo riconoscono come figura carismatica e di guida”

Il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria ha deciso di applicare il “regime di sorveglianza particolare” in carcere per il trapper Baby Gang, vero nome Zaccaria Mouhib. Il trapper 24enne trapper è stato arrestato di nuovo lo scorso 17 marzo in un’inchiesta della Procura di Lecco per una serie di accuse di detenzione di armi e altri reati, tra cui maltrattamenti sulla fidanzata.

La decisione del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria sia è resa necessaria perché Baby Gang è un “soggetto tendente alla violenza, turbolento, refrattario alla disciplina” e pericoloso “anche per l’influenza che esercita sugli altri detenuti che lo riconoscono come figura carismatica e di guida, oltre che per i modi arroganti e minacciosi tenuti nei confronti del personale e degli altri detenuti”. Per questi motivi, facendo riferimento ad “episodi di particolare gravità” che hanno “gravemente pregiudicato l’ordine e la sicurezza” nel carcere di Busto Arsizio (Varese) è stato attuato il provvedimento.

La sorveglianza particolare prevede, al momento per sei mesi, un elenco di “limitazioni” nella detenzione per il cantante, che non potrà partecipare ad alcuni corsi all’interno dell’istituto penitenziario, potrà stare negli spazi all’aperto solo per due ore al giorno e sarà detenuto in “camera singola”, senza “fornellino” né armadi, soprammobili e televisore, ma soltanto con una radio, il letto e “un tavolo con lo sgabello“.

La difesa del trapper, con l’avvocato Niccolò Vecchioni, ha già presentato reclamo al Tribunale di Sorveglianza di Milano per chiedere di annullare il provvedimento del Dap. Il difensore fa notare che il decreto si basa, tra l’altro, sul “rinvenimento su piattaforme social di fotografie e video che lo ritrarrebbero durante precedenti periodi di detenzione”. Provvedimento che “si limita ad affermare che il detenuto sarebbe “inequivocabilmente ritratto” nelle immagini, senza tuttavia indicare alcun elemento oggettivo idoneo a provare tale circostanza”.

Il legale chiarisce, infine, che “non viene citato alcun episodio specifico, né una relazione di servizio, né un’informativa, né qualsiasi altro elemento oggettivo che possa” far dedurre “l’esistenza di tale presunto ascendente” di Baby Gang sugli altri detenuti.

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