“Ha perso la testa”, “È pazzo”: l’onda social per fermare Trump. Dai politici (anche della galassia Maga) agli attori, fino al capo dei vescovi Usa
“Questa è una persona estremamente malata“. “Donald Trump ha perso la testa e le sue minacce di annientare il popolo iraniano dovrebbero essere prese sul serio”. Sui social è esplosa, nelle scorse ore, un’onda di dichiarazioni contro il presidente Usa: protagonisti tanti politici democratici ma anche una parte della galassia Maga, attori e l’arcivescovo Paul S. Coakley, presidente della Conferenza episcopale statunitense. A provocare la reazione sui social sono state le parole del presidente che su Truth ha minacciato senza giri di parole l’Iran: “Un’intera civiltà morirà stanotte, per non essere mai più riportata in vita”. In tanti invocato il 25esimo emendamento, chiedendo la rimozione di Donald Trump dalla presidenza degli Stati Uniti prima che sia troppo tardi. Il 25esimo emendamento può essere invocato dal vice presidente e dalla maggioranza dei membri del governo, con una lettera al Congresso in cui dichiarano che il Presidente non è adatto a sostenere i poteri e doveri previsti dal mandato che ricopre.
“Il presidente ha perso la testa”, scrive Tim Walz, governatore democratico del Minnesota. “Questa non è politica estera, è un pazzo squilibrato che minaccia di annientare un intero paese. È giunto il momento. Bisogna invocare il 25° emendamento”, aggiunge JB Pritzker, governatore dell’Illinois. “Questa è una persona estremamente malata. Ogni repubblicano che si rifiuta di unirsi a noi nel votare contro questa guerra insensata basata sulla libera scelta si assume la piena responsabilità di tutte le conseguenze, qualunque cosa sia”, attacca il senatore democratico Chuck Schumer. Sulla stessa linea il governatore della Califronia Gavin Newsom: “Donald Trump ha ripetutamente promesso al popolo americano: niente nuove guerre. Ora minaccia di annientare un’intera civiltà”. “Il Presidente degli Stati Uniti è un pazzo”, taglia corto Jim McGovern, membro della Camera dei Rappresentanti per lo stato del Massachusetts. “Donald Trump ha perso la testa e le sue minacce di annientare il popolo iraniano dovrebbero essere prese sul serio. È fuori controllo e il suo gabinetto e coloro che lo circondano devono essere fedeli alla Costituzione e invocare il 25° emendamento. Deve essere rimosso”, sottolinea Robert Garcia membro della Camera dei Rappresentanti per lo stato della California. Anche per il collega Ro Khanna è necessario “invocare il 25° emendamento e rimuovere Trump. La minaccia di commettere crimini di guerra costituisce una palese violazione della nostra costituzione e delle Convenzioni di Ginevra”.
Sulla stessa linea anche il podcaster della destra americana Tucker Carlson, fautore dello stop delle operazioni militari Usa all’estero, che chiede all’establishment americano di opporsi a un eventuale ordine di Trump per un attacco massiccio contro i civili iraniani. “E’ ora il momento di dire no, assolutamente no, e dire direttamente al Presidente no”, ha affermato il giornalista. I funzionari devono dire al Presidente, ha aggiunto, ‘arrangiati da solo con i codici del football (il nuke football è la valigetta con i bottoni per impartire l’ordine di un colpo nucleare che segue sempre il Presidente americano, ndr)”. Trump ha risposto, parlando con il New York Post, che Carlson “è una persona con un QI basso che non ha assolutamente idea di cosa stia accadendo”.
Pure l’ex deputata repubblicana Taylor Greene chiede la rimozione del Presidente: “25esimo emendamento!!! Non possiamo annientare una intera civilizzazione”, ha scritto.
Contro il presidente Usa torna a schierarsi anche l’attore Ben Stiller: “Fermate l’escalation. Mettete fine alla guerra ora. Nessuno la vuole”, scrive su X. Ma le frasi di Donald Trump provocano anche l’intervento l’arcivescovo di Oklahoma City Paul S. Coakley che parla in qualità di presidente della Conferenza episcopale statunitense. “Invito il presidente Trump a fare un passo indietro dall’orlo della guerra e a negoziare una soluzione giusta per il bene della pace e prima che si perdano altre vite”, ha dichiarato. Di fronte alla minaccia di un’intensificazione delle azioni militari, compresi gli attacchi alle infrastrutture civili in Iran, l’arcivescovo Coakley ha ribadito gli appelli alla pace lanciati da Papa Leone XIV durante la Settimana Santa. “La minaccia di distruggere un’intera civiltà e il deliberato attacco alle infrastrutture civili non possono essere moralmente giustificati. Esistono altri modi per risolvere i conflitti tra i popoli”, scrive l’arcivescovo.