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Milano-Cortina, dagli ori ai social virali: chi sono e quanto guadagnano gli atleti più pop di queste Olimpiadi

Da Eileen Gu a Jutta Leerdam, dalle star Nhl a Ilia Malinin: nelle discipline invernali, a valere oro per il portafoglio sono sponsor e follower. E anche alcune atlete azzurre si sono prese la scena, a partire ovviamente da Brignone
Milano-Cortina, dagli ori ai social virali: chi sono e quanto guadagnano gli atleti più pop di queste Olimpiadi
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I Giochi Olimpici di Milano-Cortina 2026 stanno volgendo al termine. In queste due settimane di sport alla sua massima espressione, le varie sedi olimpiche italiane hanno ospitato circa 2900 atleti provenienti da più di 90 Paesi in tutto il mondo. Oltre all’onore di rappresentare la propria Nazione nella massima competizione sportiva globale, i Giochi sono un’esperienza che può cambiare la vita, anche in termini di visibilità. La maggior parte delle discipline invernali non è economicamente proficua come magari potrebbero esserlo altri sport come tennis, calcio e basket. E, infatti, la stragrande maggioranza degli introiti, per molti atleti, deriva dagli accordi di sponsorizzazione con brand sportivi e non solo. Tra questi non mancano gli azzurri, che a Milano-Cortina hanno segnato uno storico record di medaglie ai Giochi invernali. Ma gli incassi stellari provengono anche da oltreoceano. È il caso della sciatrice freestyle cinese Eileen Gu o delle stelle dell’hockey nordamericano, regolarmente retribuite dai propri club NHL con contratti a sei zeri.

C’è poi il fattore medaglia. Raggiungere il podio olimpico non rappresenta soltanto la massima espressione della gloria sportiva, ma può anche garantire ricchi assegni. L’onere di versare i compensi ai medagliati olimpici spetta alle singole Federazioni, in quanto il Comitato Olimpico Internazionale non eroga premi in denaro. E la cifra complessiva cambia soprattutto in base al colore della medaglia e al Paese che si rappresenta. Se gli Stati Uniti non vanno oltre i 37mila dollari per un oro, lasciando il resto a sponsor privati, al contrario, altri Paesi possono spingersi fino a mezzo milione di dollari perché vittorie del genere sono considerate prestigiose per l’immagine della Nazione. E in Italia? A pagare gli atleti è il CONI, che ha delineato una struttura premi tra le più elevate in Europa: chi vince un oro, infatti, si intasca 180mila euro (lordi), per l’argento invece 90mila, che scendono a 60mila per il terzo posto del podio.

Eileen Gu (sci freestyle, Cina)

Non è soltanto l’atleta donna più decorata nella storia olimpica dello sci freestyle, con 5 medaglie in due edizioni, ma è anche la più ricca di questi Giochi invernali, almeno secondo quanto stima Forbes. La rivista statunitense di finanza la inserisce al quarto posto tra le atlete più pagate al mondo, alle spalle delle tenniste Coco Gauff, Aryna Sabalenka e Iga Świątek, con un compenso di 23 milioni di dollari. Già campionessa olimpica nel Big Air e nell’Halfpipe a Pechino 2022, a soli 18 anni, la sciatrice classe 2003 ha conquistato due argenti a Milano-Cortina. Ma la maggior parte dei suoi introiti non deriva dai compensi legati alla sua attività sportiva. Per le vittorie in slopestyle e halfpipe di Coppa del Mondo 2025, infatti, l’atleta cinese ha guadagnato “soltanto” 40mila dollari, stima ancora Forbes. A garantirle compensi milionari sono piuttosto gli accordi di sponsorizzazione che Gu ha sottoscritto nel corso della sua carriera, tra cui sponsor cinesi come Anta, Bosideng, Mengniu Dairy e Luckin Coffee. Ma anche numerosi brand di moda, con cui lei collabora già da diversi anni, riporta“The Athletic. A contribuire in gran parte al suo successo commerciale, ovviamente, sono i social media: Gu conta quasi 7 milioni sulla piattaforma cinese Weibo, più altri 5 milioni su Instagram.

Auston Matthews (hockey, USA)

Nella lista degli atleti più pagati non possono mancare i giocatori della NHL, la lega di hockey più importante al mondo. Al vertice c’è Auston Matthews, centro 28enne dei Toronto Maple Leafs che, secondo le stime di Forbes, è l’unico giocatore ad aver superato 20 milioni di dollari di guadagni in una singola stagione negli ultimi 15 anni. Senza contare l’apprezzamento di sponsor come Nike e Prime (la bevanda sportiva del wrestler e content creator Logan Paul) che gli pagherebbero altri 5 milioni all’anno. Ma Matthews è solo la punta di diamante. La somma dei compensi dell’intero roster USA vale circa 226 milioni di dollari, più di ogni altro Team presente ai Giochi olimpici italiani. Nella Nazionale a stelle e strisce, infatti, figurano anche Charlie McAvoy, Matthew Tkachuk, Brady Tkachuk e Quinn Hughes, che superano i 10 milioni di dollari annui di stipendio.

Lindsey Vonn e Mikaela Shiffrin (sci alpino, USA)

La regina del downhill statunitense era una delle atlete più attese ai Giochi Olimpici, gli ultimi della sua carriera. La discesa libera della 41enne, che si era presentata a Milano-Cortina con una lesione al legamento crociato, è durata solo pochi secondi a causa di una caduta che le ha causato la frattura della gamba sinistra, costringendola così a restare in Italia per sottoporsi a diverse operazioni chirurgiche. Durante i suoi 24 anni al vertice dello sci alpino, con tre medaglie olimpiche (di cui un oro nel downhill a Vancouver 2010), Vonn ha stipulato accordi con oltre una dozzina di brand, tra cui Land Rover, Rolex e Delta Air Lines. I suoi guadagni annuali, stima Forbes, ammonterebbero a circa 8 milioni di dollari l’anno, compresi i risultati sportivi, che per Vonn si traducono in poco più di 200mila franchi svizzeri per quanto riguarda questa stagione.

Una cifra a cui si avvicina anche l’altra grande campionessa dello sci alpino a stelle e strisce, Mikaela Shiffrin, che annualmente genererebbe circa 7 milioni di dollari. È però nei prize money stagionali che la campionessa olimpica 30enne vince la “sfida” con la sua connazionale. Nel corso di questa stagione, infatti, Shiffrin si è avvicinata al mezzo milione di dollari, secondo i dati pubblicati dalla FIS. Una cifra che, molto probabilmente, salirà ulteriormente dopo l’oro olimpico conquistato nello slalom a Milano-Cortina 2026, con cui è diventata la prima a riuscirci nella stessa disciplina 12 anni dopo l’ultima vittoria.

Chloe Kim (snowboard, USA)

Statunitense classe 2000, la snowboarder è la più ricca atleta del suo sport. Ed è anche una delle più vincenti: a soli 17 anni, infatti, Kim ha conquistato l’oro olimpico nell’halfpipe a Pyeongchang 2018, un risultato poi confermato anche a Pechino 2022. E a Milano-Cortina per la campionessa statunitense è arrivato l’argento e, quindi, la terza medaglia in tre Giochi consecutivi. I risultati ottenuti in carriera, inoltre, fanno di lei una delle sportive più ricche di queste Olimpiadi invernali. Anche nel suo caso, non sono i prize money a costituire la maggioranza dei suoi introiti. La 25enne statunitense, infatti, collabora con numerosi marchi come Breitling, Monster Energy e Nike per un totale complessivo di 4 milioni l’anno, secondo le stime di Sports Illustrated.

Jutta Leerdam (pattinaggio di velocità, Olanda)

Già argento a Pechino, nel 2022, la pattinatrice olandese ha dominato i 1000 m femminili di speed skating, conquistando il suo primo oro con un tempo da record olimpico (1:12.31). In due settimane a Milano, dove ha vinto anche un argento nei 500 m, la 27enne avrebbe guadagnato poco più di 40mila dollari. Una cifra che, però, non si avvicinerebbe neanche lontanamente ai suoi guadagni reali. Oltre al suo eccezionale e indiscutibile talento sul ghiaccio, infatti, Leerdam è anche una star dei social, una popolarità che attrae ricchissimi accordi di sponsorizzazione. Dopo la gara dei 1000 m, la pattinatrice di velocità ha celebrato il suo record olimpico aprendosi la tuta da gara e mostrando così un reggiseno sportivo Nike. E dietro l’esultanza diventata virale sui social ci sarebbe una mossa di marketing da 1 milione di dollari. Al brand sportivo si aggiungerebbe anche la catena olandese Hema che avrebbe promosso un eyeliner waterproof resistente persino alle lacrime di gioia versate da Leerdam dopo il suo storico trionfo sulla pista meneghina. Alle cifre menzionate contribuisce sicuramente il suo enorme seguito sui social, con 9,6 milioni di follower complessivi tra Instagram (più di 6 milioni) e Tik Tok (3 milioni), oltre ai numeri dei singoli post: 20 dei suoi ultimi video, infatti, avrebbero totalizzato circa 250 milioni di views. Stando alle stime di Forbes, la 27enne avrebbe raccolto quest’anno compensi pari a 1,5 milioni di dollari.

Ilia Malinin (pattinaggio artistico, USA)

È stato uno dei protagonisti dei Giochi Olimpici di Milano-Cortina 2026. Dal backflipmortale” che ha lasciato a bocca aperta anche il tennista Novak Djokovic alle lacrime per gli errori che lo hanno allontanato dal podio nella gara di pattinaggio artistico maschile, il 21enne statunitense ha lasciato il segno alla sua prima spedizione olimpica, con un oro conquistato nel Team Event. Ma in singolo, la prestazione è stata seriamente condizionata dalla pressione di una gara che lo vedeva ampiamente favorito, anche perché in patria lo soprannominano “Quad God”, il Dio dei salti quadrupli. Oltre a un talento cristallino, il giovanissimo atleta a stelle e strisce vanta anche guadagni stellari, che lo portano ad essere uno degli sportivi più ricchi di questi Giochi. Nonostante il pattinaggio artistico non catturi l’attenzione ‘mainstream’, spiega ad esempio Forbes, Malinin ha incassato 700mila dollari negli ultimi 12 mesi, la maggior parte dei quali derivanti da entrate pubblicitarie. E la rivista americana lo definisce addirittura “oro per il marketing”, ma pone come condizione essenziale la vittoria del metallo olimpico più prezioso.

Federica Brignone (sci alpino, Italia)

Dieci mesi fa non sapeva nemmeno se sarebbe riuscita a indossare gli sci in tempo per i Giochi. E invece ha superato le aspettative di tutti, forse persino le sue, vincendo due medaglie d’oro (una in slalom gigante e l’altra in Super G). Oltre ad essere una delle sciatrici più forti in circolazione, come dimostra l’inchino a lei dedicato dopo l’oro in slalom, Brignone è anche una delle più popolari a livello globale. E infatti, ai circa 700mila franchi svizzeri di prize money conquistati la scorsa stagione dalle competizioni FIS, si aggiungono i ricavi ottenuti dalle sponsorizzazioni, le cui cifre potrebbero salire esponenzialmente dopo le cavalcate trionfali di Brignone sulle Alpi italiane. Secondo la Gazzetta dello Sport, infatti, il brand della sciatrice 35enne potrebbe avvicinarsi a un valore di 10 milioni di euro. Nei suoi 15 anni di carriera ad altissimi livelli, la campionessa olimpica azzurra ha sottoscritto accordi con aziende come Banca Generali, Acqua Dolomia, Enel, EA7 Armani, Estee Lauder, Caffè Borbone, Grana Padano, Samsung e Courmayeur Monte Bianco, oltre agli sponsor tecnici guidati dal marchio francese Rossignol. Grazie al doppio successo ai Giochi, la campionessa azzurra spopola anche sui social, passando da 350mila a circa 480mila followers negli ultimi 7 giorni. Ad allargare gli orizzonti delle sue attività commerciali ci sarebbe anche il marchio della Tigre, l’immagine stampata sul suo casco che si chiama Hero Giant FIS ed è prodotto da Rossignol, che genererà delle royalties. E in programma ci sarebbe anche un docufilm sulla sua storia di dolore e trionfo che dovrebbe essere proiettato alla prossima Mostra del Cinema di Venezia.

Sofia Goggia (sci alpino, Italia)

Tre le medaglie olimpiche conquistate dalla campionessa bergamasca nelle ultime tre edizioni dei Giochi. A Milano-Cortina 2026 è arrivato il suo primo bronzo nella discesa libera, che le ha permesso così di aggiornare il suo palmares e completare una storica tripletta alle Olimpiadi invernali. Una bacheca così decorata rende Goggia una delle atlete più conosciute e ammirate in tutto il mondo, anche in virtù dei suoi risultati internazionali. Ed è per questo motivo che l’azzurra rappresenta una delle principali testimonial per marchi sportivi e non solo. Brand come Dainese, Komperdell, Atomic Ski, Redbull, EA7, Kiko e Merida contribuirebbero al compenso annuale della 33enne di Bergamo. Non esistono numeri ufficiali sugli incassi generati da Goggia, ma alcune stime parlano di circa 2 milioni di euro. Tra cui anche gli introiti derivanti dai risultati sportivi, con un prize money complessivo di circa 150mila euro solo in questa stagione.

Arianna Fontana (short track, Italia):

È l’atleta italiana più medagliata nella storia dei Giochi Olimpici con 14 metalli. Solo a Milano-Cortina 2026 ne ha conquistati 3: un oro nella staffetta mista 2000 m e due argenti, uno nei 500 m e l’altro nella staffetta femminile 3000 m. In totale, dunque, dalle 3 medaglie ottenute nella rassegna olimpica italiana, Fontana ha conquistato premi in denaro per un totale di 360mila euro. A cui vanno aggiunti, naturalmente, i numerosi contratti di sponsorizzazione sottoscritti durante la sua decennale carriera ai vertici dello short track mondiale, con brand come Samsung, Abarth ed Herbalife.

Amos Mosaner e Stefania Constantini (curling, Italia)

Menzione speciale per la coppia sportiva che, probabilmente, è stata la più amata dagli utenti del web. Un successo mediatico dovuto quasi sicuramente alle peculiarità di uno sport come il curling, che in tantissimi sui social hanno tentato di replicare con attrezzature “di fortuna” come scope e pentole, per emulare gli idoli azzurri. Già campioni olimpici a Pechino 2022, i due atleti si sono resi protagonisti di un’altra fantastica cavalcata sul ghiaccio di Cortina, conclusa con una medaglia di bronzo. Quanto accaduto al duo italiano Mosaner-Constantini è forse l’esempio più lampante di quanto possano influire i Giochi olimpici – che siano essi invernali o estivi – sulla popolarità di uno sport e dei suoi atleti. Non è un caso, dunque, che i profili social di entrambi siano metaforicamente esplosi durante questi Giochi. Su Instagram, riporta la piattaforma di monitoraggio social Not Just Analytics, Mosaner è passato dai 14mila follower del 4 febbraio agli oltre 47mila di attuali. Ben più importante il boom di follower per Constantini. Prima dell’inizio dei Giochi, infatti, l’atleta 26enne contava poco meno di 60mila seguaci. Oggi, invece, ne ha più di 270mila.

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