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“Dolori atroci, reni operativi al 50% e urine marrone scuro”: fa 2000 squat di fila per una scommessa e finisce in ospedale in gravi condizioni

Il 20enne russo è stato ricoverato con un'insufficienza renale acuta da rabdomiolisi. Si tratta di una rara lesione muscolare che provoca la rapida rottura dei tessuti

di F. Q.
“Dolori atroci, reni operativi al 50% e urine marrone scuro”: fa 2000 squat di fila per una scommessa e finisce in ospedale in gravi condizioni

Duemila squat, tutti di fila, per vincere una scommessa. Una sfida goliardica che si è trasformata in un incubo per un ragazzo russo di 20 anni, finito in ospedale con una grave insufficienza renale causata da rabdomiolisi, una condizione potenzialmente fatale innescata da un danno muscolare estremo. Il giovane, la cui identità non è stata resa nota, era convinto di poter completare l’impresa in un’unica sessione. Ma prima ancora di terminare gli squat, ha iniziato a sentire un dolore lancinante e ha notato che le sue gambe aumentavano rapidamente di volume. Preoccupato per il peggioramento dei sintomi, si è precipitato al pronto soccorso.

Qui, come si legge sul Daily Mail, i medici dell’Ospedale Clinico di Vladivostok gli hanno diagnosticato la rabdomiolisi, una rara ma grave lesione muscolare che provoca la rapida distruzione del tessuto muscolare. Questo processo rilascia nel sangue una proteina dannosa, la mioglobina, che viaggia fino ai reni. Qui, la mioglobina si scompone in composti che possono bloccare i tubuli renali, causando insufficienza renale acuta, una condizione che, se non trattata tempestivamente, può essere mortale. I segnali nel paziente russo erano chiari: urine “marrone scuro” e alti livelli di creatinina nel sangue (una sostanza che i reni sani filtrano), come riportato nel case report dei medici. Gli esami hanno confermato che i suoi reni funzionavano solo al 50%. Fortunatamente, i medici sono riusciti a trattare l’insufficienza renale acuta senza ricorrere alla dialisi, ma il danno renale (“defect” nel report originale) rimane. Il giovane, secondo i sanitari, dovrà affrontare fino a un anno di riabilitazione.

Non è un caso isolato. I medici mettono in guardia: l’epidemia silenziosa della rabdomiolisi avanza insieme alla moda delle “challengeestreme. Il nome fa paura, ma è la sostanza che inquieta: la patologia è causata dalla rottura delle fibre muscolari, che riversano nel sangue tossine pericolose, tra cui la mioglobina, capace di mandare in tilt i reni. Negli USA colpisce circa 26.000 persone all’anno, e almeno una su 20 perde la vita. Basta un corso di spinning troppo spinto, come ha raccontato la TikToker Savanna Stebbins: “Ho fatto solo 15 minuti di una lezione di Cyclebar e mi sono procurata la malattia, ora sono in ospedale”. I sintomi restano reali: dolore muscolare, urine scure, debolezza.

L’elenco delle vittime del fitness estremo si allunga. Michael Congdon, 32 anni, ex finalista del World’s Strongest Man, ha raccontato in lacrime la sua esperienza dopo la famigerata “Murph Challenge”: centinaia di piegamenti, trazioni, squat e due miglia di corsa. “I miei bicipiti hanno iniziato a gonfiarsi e a cedere”, ha detto. La Cleveland Clinic, centro medico universitario, è stata chiara: “Il modo più efficace per prevenire la rabdomiolisi è rispettare i tempi di recupero”.

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