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Referendum Giustizia

Settimana del No

Giustizia

3 Febbraio 2025

Ultimo aggiornamento: 12:32 del 4 Febbraio 2025

Salerno, il tesoriere del Pd campano Nicola Salvati arrestato per riciclaggio e associazione a delinquere: il partito lo sospende dalla carica

di F. Q.
Secondo l'accusa, si occupata di riciclare proventi illeciti versati da cittadini extracomunitari, che pagavano per ottenere permessi di soggiorno
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Salerno, il tesoriere del Pd campano Nicola Salvati arrestato per riciclaggio e associazione a delinquere: il partito lo sospende dalla carica
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Il tesoriere del Pd campano Nicola Salvati è stato arrestato e posto in custodia cautelare ai domiciliari nell’ambito di un’inchiesta della Procura antimafia di Salerno su una presunta associazione a delinquere finalizzata a favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, corruzione, falso in atto pubblico e autoriciclaggio. Il partito lo ha immediatamente sospeso dalla carica, come ha comunicato in una nota il commissario regionale, il senatore Antonio Misiani: “In relazione all’inchiesta condotta dalla Procura distrettuale di Salerno che ha portato all’esecuzione di un’ordinanza applicativa di misure cautelari personali nei confronti di 31 persone, il Pd Campania comunica che il dottor Nicola Salvati, coinvolto nell’inchiesta in relazione alla sua attività professionale, ai sensi dello Statuto e del Codice etico del Pd e facendo salvo il principio di presunzione di innocenza, è stato cautelativamente sospeso dall’anagrafe degli iscritti del Pd e sollevato dal suo incarico di tesoriere del Pd Campania”, si legge.

Secondo quanto emerso dalle indagini, la banda ha presentato oltre duemila false richieste di nulla osta al lavoro nell’ambito dei decreti “Flussi” ed “Emersione”, in favore di cittadini extracomunitari disposti a pagare somme anche molto elevate pur di ottenere un permesso di soggiorno in Italia a scopo lavorativo. Per farlo, sostengono gli inquirenti, gli indagati si avvalevano di aziende compiacenti o create ad hoc, nonché di professionisti e intermediari pubblici e privati. Coinvolti nell’inchiesta pubblici ufficiali degli Ispettorati territoriali del lavoro di Salerno e Napoli che, in cambio di denaro, garantivano l’esito favorevole delle istanze e l’emissione dei falsi titoli d’ingresso o di soggiorno. Altri soggetti tra cui Salvati, invece, si occupavano secondo l’accusa di riciclare i proventi illeciti raccolti dai cittadini stranieri, spesso a fronte dell’emissione di false fatture di copertura.

Anomalie sul fronte migratorio in Campania erano state segnalate da Giorgia Meloni, che lo scorso anno aveva presentato un esposto al procuratore nazionale Antimafia Giovanni Melillo sui flussi di lavoratori stranieri. La leader di Fratelli d’Italia aveva denunciato come la criminalità organizzata si fosse “infiltrata nella gestione delle domande” per i flussi di migranti per ragioni di lavoro, “utilizzati come meccanismo per consentire l’accesso in Italia, per una via formalmente legale e priva di rischi, a persone che non ne avrebbero avuto diritto, verosimilmente dietro pagamento di somme di denaro“. E citava i “dati allarmanti” ricavati da un monitoraggio sui due decreti flussi varati durante il suo governo: “Da alcune regioni, su tutte la Campania, abbiamo registrato un numero di domande totalmente sproporzionato rispetto al numero dei potenziali datori di lavoro”.

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Millennium
L'ULTIMO NUMERO - Agosto 2026 Romanzo generale
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Adn Kronos
  • 12:59 - Desme Digital entra nel Cluster Tecnologico Nazionale Made in Italy

    Roma, 24 ago. - (Adnkronos) - Desme Digital ha aderito al Cluster Tecnologico Nazionale Made in Italy (MinIT), la rete che riunisce imprese, atenei, centri di ricerca e istituzioni attivi nel trasferimento tecnologico e nello sviluppo delle filiere del Made in Italy. Il Cluster lavora su ricerca, trasferimento tecnologico, progettazione condivisa e networking, con l'obiettivo di favorire il confronto tra università e sistema produttivo. L'agenzia porta nel Cluster le proprie attività di ricerca applicata sull'intelligenza artificiale, che procedono lungo due direttrici. La prima riguarda l'applicazione dell'IA nei processi ad alta intensità di conoscenza in ambiti sensibili e ha due obiettivi: rendere esplicito e verificabile il ragionamento alla base delle risposte dei modelli generativi, attraverso approcci neurosimbolici, e proteggere la proprietà intellettuale tramite soluzioni di edge computing. La seconda riguarda l'impiego dell'Ia in ambito transmediale, per costruire ecosistemi capaci di integrare contenuti, formati e fonti diverse.

    Desme Digital lavora con imprese, enti pubblici e organizzazioni su comunicazione, branding, digital marketing, rapporti con i media e progetti di trasformazione digitale. L'organico conta circa venti professionisti, in maggioranza under 40, con competenze che vanno dalla progettazione e sviluppo di soluzioni tecnologiche alla produzione di contenuti. Con l'adesione al Cluster l'agenzia potrà partecipare ai tavoli di confronto della rete e concorrere a progetti condivisi con gli altri aderenti.

    L'ingresso in MinIT arriva dopo anni di investimento sul territorio: sin dall'avvio l'agenzia ha costruito il proprio organico assumendo professionalità locali e creando posizioni qualificate per giovani. "L'ingresso in MinIT apre una nuova fase per noi. Crediamo che la competitività del Made in Italy si costruisca mettendo in relazione identità, tecnologia, ricerca e capacità di comunicare il valore generato. Nel Cluster porteremo le nostre competenze e la prospettiva di un'impresa radicata nel territorio, che investe nei giovani e guarda a una dimensione nazionale", dichiara Vincenzo Morello, presidente di Desme Digital.

  • 12:10 - Ordine medici Roma: "12 ore di attesa in Ps non siano la normalità"

    Roma, 24 ago. (Adnkronos Salute) - L’Ordine provinciale di Roma dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri "esprime forte preoccupazione per i tempi di presa in carico, cura e assistenza che emergono dal nuovo 'Piano regionale per la gestione del flusso di ricovero' approvato dalla Regione Lazio". Così in una nota il presidente dell’Omceo Roma, Antonio Magi.

    "Il Piano - spiega Magi - contiene indicazioni organizzative importanti e correttamente riconosce che il sovraffollamento non è un problema esclusivo del Pronto soccorso, ma riguarda, come in passato, l’intero ospedale e il rapporto tra ospedale e territorio. Tuttavia, gli stessi obiettivi temporali indicati nel documento descrivono una situazione che non può lasciarci tranquilli". Il documento - riporta la nota Omceo - "prevede una permanenza media fino a 480 minuti dalla visita alla dimissione o alla decisione di ricovero, fino a 720 minuti per il ricovero in Terapia intensiva e Psichiatria e una permanenza media che, per il ricovero, può arrivare a 1.000 minuti. Inoltre, soltanto dopo il superamento delle 12 ore dall’accesso è prevista la presa in carico del paziente da parte del personale dell’unità operativa di destinazione".

    "Parliamo di persone malate, spesso anziane - osserva Magi - fragili e con più patologie, molte di queste croniche o multi toniche e che possono rimanere per molte ore in ambienti sovraffollati, in attesa di un posto letto. Il tempo trascorso in Pronto soccorso non è un semplice dato organizzativo: è tempo di cura e di assistenza e può incidere sulla sicurezza, sulla dignità e sugli esiti clinici del paziente. Bisogna potenziare urgentemente la medicina specialistica territoriale per ridurre gli accessi impropri ai Pronto soccorsi".

    I dati riportati nel Piano - dettaglia la nota - "confermano la dimensione del problema: nel 2025 i Pronto soccorso del Lazio hanno registrato oltre 1,8 milioni di accessi; quasi 260 mila hanno determinato un ricovero e oltre 61 mila un trasferimento presso un’altra struttura. Quasi la metà dei ricoveri ordinari per acuti riguarda persone con almeno 65 anni".

    "Accogliamo positivamente l'obiettivo di superare il cosiddetto boarding", cioè la permanenza dei pazienti in Pronto soccorso in attesa di un posto letto, "e di coinvolgere maggiormente tutti i reparti ospedalieri. Ma nessun modello organizzativo - avverte Magi - può funzionare senza un numero adeguato di professionisti, sia in ospedale sia sul territorio, a partire da medici specialisti e infermieri. Servono inoltre posti letto realmente disponibili, diagnosi tempestive, trasporti efficienti e servizi territoriali in grado di garantire un’assistenza continua e accompagnare in sicurezza i pazienti al momento della dimissione. Non è possibile affrontare il problema affidandosi soltanto alla medicina generale o aumentando le ore di lavoro in ospedale".

     

    L’Omceo Roma chiede pertanto - riferisce la nota - che l’attuazione del Piano "sia accompagnata da risorse professionali e strutturali ospedaliere e territoriali adeguate, da indicatori pubblici e verificabili e da un monitoraggio costante dei tempi effettivi di visita, diagnosi, ricovero, trasferimento e dimissione in ogni struttura". "Non basta trasferire formalmente la responsabilità del paziente dopo 12 ore. Bisogna fare in modo che nessun cittadino debba attendere così a lungo prima di ricevere il livello di cura e assistenza di cui ha bisogno. Occorre intervenire sulle carenze strutturali e di personale, tutelando contemporaneamente i pazienti e i professionisti, che non possono continuare a sostenere da soli il peso delle inefficienze organizzative. Il Piano rappresenta un punto di partenza, ma ora servono prima di tutto confronto con gli operatori dell’ospedale e del territorio, tempi certi, risorse e risultati concreti" conclude Magi.

  • 22:41 - Inps, Santangelo: "A Meeting Rimini non solo presenza istituzionale, nascono idee e progetti"

    Roma, 23 ago. (Adnkronos) - "La presenza dell’Inps al Meeting di Rimini non è soltanto una testimonianza istituzionale, ma rappresenta ogni anno un’occasione per offrire servizi ai cittadini, confrontarsi e lanciare nuove idee e progettualità". Lo ha dichiarato Salvatore Santangelo, capo Ufficio Stampa dell’Inps, intervenendo durante la conferenza stampa del presidente dell’Istituto, Gabriele Fava, dedicata al bilancio del Progetto Giovani.

    "Anche quest’anno - ha spiegato Santangelo - lo stand dell’Inps, grazie alla Direzione centrale Comunicazione e ai colleghi delle sedi territoriali dell'Emilia Romagna, offre servizi di informazione e consulenza a cittadini e utenti. Ma il Meeting è soprattutto un luogo nel quale l’Istituto può sperimentare e mettere a disposizione nuove iniziative".

    "Due anni fa abbiamo presentato nuovi strumenti per consentire ai giovani, e non solo, di esplorare il proprio futuro previdenziale e acquisire maggiore consapevolezza rispetto al passaggio dalla vita lavorativa alla quiescenza. Lo scorso anno, su impulso del presidente Fava, abbiamo portato al Meeting il confronto con le realtà europee che si occupano di previdenza e welfare: da quella esperienza è nata una progettualità importante, che ha contribuito alla nascita della Direzione centrale Relazioni internazionali".

    "Quest’anno - ha proseguito - il presidente ha veicolato nuove idee e proposte per affrontare sfide decisive per il Paese, a partire dalla denatalità e dalla necessità di garantire alle nuove generazioni un futuro previdenziale dignitoso".

    "La conferenza stampa di oggi rappresenta inoltre un esercizio di trasparenza: abbiamo voluto confrontarci con la stampa e tracciare un bilancio delle attività realizzate, verificando concretamente i risultati raggiunti. È un metodo che risponde alla linea indicata dal presidente Fava fin dall’inizio del suo mandato: rendere l’Inps un’Istituzione sempre più aperta, capace di ascoltare, innovare e indicare nuove strade", ha concluso Santangelo.

  • 17:58 - Terremoto Centro Italia, Tajani: "Il 70% degli 8 miliardi erogati è arrivato dopo il 2023: questo governo ha cambiato passo"

    (Adnkronos) - A dieci anni dal terremoto che ha devastato il centro Italia, il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, in un'intervista esclusiva all'Adnkronos, fa il punto sulla ricostruzione e rivendica il cambio di passo che c'è stato grazie al governo Meloni.

    Ministro Tajani, sono passati dieci anni dal terremoto del Centro Italia. Qual è il primo pensiero?

    "Il primo pensiero è per le 299 vittime: 237 ad Amatrice, 11 ad Accumoli e 51 ad Arquata del Tronto. È da loro che bisogna partire. Quel terremoto non ha soltanto distrutto case, strade e monumenti: ha sconvolto la vita di migliaia di persone e ferito l’identità di intere comunità. Sono scomparsi campanili, chiese, piazze, luoghi che custodivano la memoria collettiva. Dieci anni dopo abbiamo il dovere di ricordare, ma anche di fare un bilancio serio di quello che è stato fatto e di quello che resta ancora da fare, senza cadere nella tentazione di fare propaganda o demagogia sulla pelle di chi ha sofferto, e ancora soffre, le conseguenze del sisma".

    Lei ha seguito quelle terre, anche per un legame personale con il centro Italia, fin dai giorni immediatamente successivi al sisma. Che ricordo conserva?

    "Un ricordo e un legame fortissimi. Allora ero parlamentare europeo eletto proprio nella circoscrizione del Centro Italia e, quando nel gennaio 2017 fui eletto presidente del Parlamento europeo, dedicai la mia elezione alle vittime del terremoto. Ai sindaci feci una promessa molto semplice: non vi lasceremo soli. Sul mio telefonino avevo uno sticker con scritto 'I love Norcia'. Può sembrare un particolare, ma per me rappresentava la volontà di riscatto di quelle comunità".

    E quella promessa come si tradusse concretamente?

    "Il 24 marzo 2017 convocai a Norcia una riunione straordinaria dei vertici del Parlamento europeo, cioè l’Ufficio di presidenza e la Conferenza dei Presidenti. Volevo che le istituzioni europee toccassero con mano, di persona, la gravità della situazione. Volevo che non calasse l’attenzione. Ricordo ancora la commozione del sindaco Nicola Alemanno quando glielo comunicai. Pochi mesi dopo, luglio 2017, annunciai lo stanziamento di 1,2 miliardi di euro dal Fondo di solidarietà europeo: il più grande mai concesso fino ad allora a uno Stato membro".

    Quindi l’Europa, in quel caso, ha risposto?

    "Rispose perché l’Italia seppe chiedere con forza e credibilità. L’Europa come la intendiamo noi di Forza Italia nel solco di Berlusconi dev’essere questo: non un palazzo lontano, ma una comunità che interviene quando cittadini e territori vengono colpiti. Quella vicenda dimostrò che, quando l’Europa vuole, può essere davvero presente. E molto concreta. Aggiungo che dopo il sisma, grazie a una nostra iniziativa e con il consenso di tutte le forze politiche, per diversi anni i risparmi del bilancio interno della Camera dei deputati sono stati destinati alla ricostruzione. Dal 2016 al 2021 sono stati complessivamente 387 milioni di euro: 47 milioni nel 2016, 80 nel 2017, 85 nel 2018, 100 nel 2019, 40 nel 2020 e 35 nel 2021. È la dimostrazione che, davanti a tragedie di queste dimensioni, la politica può e deve sapere mettere da parte le divisioni".

    Com’è proseguito il suo rapporto con le zone colpite?

    "Quando re Felipe VI di Spagna mi assegnò il premio Carlo V per il mio impegno europeo, decisi di dedicarlo alle popolazioni terremotate. Il premio prevedeva anche 30mila euro, che ho devoluto interamente ai Comuni di Arquata del Tronto, Norcia e Accumoli. Ho cercato, nei diversi incarichi che ho ricoperto, di mantenere l’impegno preso allora".

    Dieci anni, però, sono tanti. Perché la ricostruzione è stata così difficile? Si è fatto abbastanza o si poteva fare di più?

    "Si può sempre fare di più, ma questo non significa che non sia stato fatto tanto. Vanno considerate pure le dimensioni del sisma, si è intervenuti su un territorio vastissimo e complesso, inoltre per troppo tempo procedure e burocrazia hanno rallentato tutto. Ma proprio negli ultimi anni abbiamo cambiato passo. Il governo di centrodestra, attraverso il commissario alla ricostruzione, i parlamentari e gli amministratori del territorio, ha impresso una forte accelerazione. E i numeri lo dimostrano".

    Quali numeri?

    "Parliamo di oltre 500mila persone che vivono nell’area del cratere. Per la ricostruzione privata sono stati concessi più di 12 miliardi di euro e ne sono già stati erogati 8. Un dato è particolarmente significativo: circa il 70 per cento di queste risorse è stato erogato dopo il 2023 cioè con questo governo. Dal 2022 a oggi sono tornati nelle proprie abitazioni quasi 5.500 nuclei familiari su circa 14 mila, con un aumento del 38,4 per cento rispetto al 2022. Vuol dire che l’accelerazione c’è stata ed è stata forte".

    Non vorrà dirmi che i problemi sono tutti risolti?

    "Assolutamente no. Sarebbe sbagliato e persino offensivo nei confronti di chi ancora aspetta di tornare nella propria casa. Abbiamo accelerato, ma non possiamo accontentarci. Adesso viene la parte decisiva: completare la ricostruzione e soprattutto impedire lo spopolamento. Ricostruire le case non basta: dobbiamo impedire che si svuotino i paesi".

    È questo il rischio più grande?

    "Sì. Il rischio è ricostruire perfettamente un borgo e poi scoprire che non ci vive più nessuno. Per questo bisogna accompagnare la ricostruzione materiale con lavoro, infrastrutture, servizi, attività economiche, turismo. L’Appennino centrale non può diventare un museo a cielo aperto. Deve continuare a essere un luogo nel quale le persone scelgono di vivere, lavorare e crescere i propri figli. Per questo è fondamentale incentivare soprattutto i giovani a non lasciare i paesi o in ogni caso a tornarci".

    Lei insiste molto anche sul valore culturale e spirituale di questi territori. Perché?

    "Perché non stiamo parlando soltanto di una questione locale. Norcia è la città di San Benedetto, patrono d’Europa. La storia benedettina appartiene all’intera civiltà europea. E poi ci sono Cascia con Santa Rita, Tolentino con San Nicola, Leonessa con San Giuseppe. Umbria, Marche, Lazio e Abruzzo custodiscono un patrimonio storico, culturale e spirituale che appartiene all’Italia e all’Europa. Salvare questi luoghi significa salvare una parte della nostra identità, italiana ed europea".

    Che cosa deve accadere adesso?

    "Bisogna continuare ad accelerare. Meno burocrazia, tempi certi, cantieri più veloci e una strategia per riportare famiglie e imprese nei territori. Noi di Forza Italia continueremo a stare in prima linea. Dieci anni dopo il terremoto, il modo migliore per onorare le vittime non è soltanto ricordare ciò che è accaduto: è mantenere fino in fondo la promessa fatta alle loro comunità. Non considerarsi mai liberi da questo impegno, come se fosse stato già fatto tutto il possibile. Lo dico con umiltà: c’è ancora tanto lavoro da fare".

    Quindi, dieci anni dopo, qual è la promessa?

    "La stessa di allora: nessuno dev’essere abbandonato. Solo chi vuol fare demagogia nega che molto sia stato fatto. Certamente noi abbiamo cambiato passo, ma non molleremo finché la ricostruzione non sarà completata e queste comunità non avranno ritrovato pienamente, insieme ai fasti del passato, anche nuova vita nel loro futuro".

  • 15:18 - Inps, De Felice: "Con progetto giovani la Pa innova"

    Roma, 23 ago. (Adnkronos) - “Con il Progetto Giovani abbiamo voluto costruire un ponte narrativo con le nuove generazioni, in termini di linguaggio, grafiche e servizi, e i risultati ci hanno dato ragione. I 3 milioni e 300 mila contatti che abbiamo avuto quest’anno hanno dimostrato che questa è la strada giusta”. Lo ha dichiarato il direttore centrale Comunicazione dell’INPS, Diego De Felice, a margine della conferenza stampa del presidente Gabriele Fava (e dedicata proprio al Progetto Giovani) in occasione del Meeting di Rimini.

    “Vorremmo replicare questa esperienza anche con altre platee - ha aggiunto De Felice -. Questo è un modo nuovo di comunicare: in una società che cambia, anche la comunicazione deve evolvere. L’INPS sta facendo questo, innovando il modo di dialogare con i cittadini”.

  • 15:15 - Inps, 3 milioni di giovani utilizzano i servizi digitali

    Rimini, 23 ago. (Adnkronos) - Tre milioni di giovani under 34 utilizzano abitualmente i servizi digitali di INPS. A un anno dal lancio di “INPS per i giovani”, il presidente dell’Istituto Gabriele Fava al Meeting di Rimini ha presentato i risultati raggiunti illustrando le prossime tappe del progetto dedicato alle nuove generazioni.

    L’iniziativa, rivolta ai ragazzi tra i 18 e i 34 anni, nasce con l’obiettivo di rafforzare il rapporto tra INPS e le nuove generazioni attraverso un programma che punta sull’educazione previdenziale e alla conoscenza del welfare e del mondo del lavoro.

    La strategia si è sviluppata lungo tre direttrici: essere presenti sui canali maggiormente frequentati dai giovani; rendere le informazioni sul welfare più semplici, comprensibili e utili; adottare linguaggi e formati capaci di favorire partecipazione e coinvolgimento. Oggi, rispetto a due anni fa, è più facile per un ragazzo accedere all’estratto conto contributivo, al riscatto laurea, a bonus e borse di studio, ma anche a prestazioni come ISEE, Assegno di inclusione (ADI) o Supporto Formazione Lavoro (SFL).

    A dodici mesi dal lancio del progetto i risultati mostrano una significativa capacità dell’INPS di raggiungere il pubblico più giovane. Il portale giovani - la sezione del sito INPS.it dedicata ai servizi per gli under34 - ha registrato 3,3 milioni di visite e 2,8 milioni di visitatori unici, di cui 1,7 milioni dall’APP Inps mobile, mentre le attività sui social media hanno generato oltre 1,6 milioni di interazioni. Nello stesso periodo è cresciuta del 12% la quota dei giovani iscritti all’area personale MyINPS e circa il 20% degli utenti provenienti dalla sezione giovani ha proseguito il proprio percorso accedendo ad almeno uno dei servizi messi a disposizione dall’Istituto.

    Il presidente dell’INPS, Gabriele Fava, ha affermato che "quando parliamo di previdenza, la tentazione più naturale è guardare indietro. Guardiamo alle tutele maturate, ai conti da preservare, alle garanzie dovute a chi ha concluso il proprio percorso lavorativo. È giusto. È necessario. Ma non è più sufficiente. Un sistema previdenziale non è davvero solido soltanto quando paga le pensioni di oggi. È solido quando costruisce le condizioni per garantire anche quelle di domani. E quel domani appartiene ai giovani. La previdenza, infatti, non comincia alla fine della vita lavorativa. Comincia con il primo contratto, con il primo contributo, con la prima scelta. Un giovane che non conosce la propria posizione contributiva non sa quali strumenti può utilizzare e vive il lavoro come una successione di interruzioni fatica a progettare una casa, una famiglia, il proprio futuro".

    A partire da questa consapevolezza, il presidente Fava ha spiegato come il progetto stia evolvendo. L’INPS sta superando progressivamente un modello centrato sulla comunicazione dei singoli servizi per costruirne uno fondato sulle platee strategiche. La prospettiva cambia. Non è più la prestazione da illustrare, ma la persona da accompagnare. Giovani, famiglie e persone fragili hanno bisogni, percorsi e linguaggi differenti. Per ciascuna platea l’INPS sta realizzando hub tematici dedicati, nei quali informazioni e servizi siano organizzati in modo semplice e coerente, attraverso canali e modalità di comunicazione capaci di raggiungere davvero i cittadini.

    Su questa evoluzione si innesta l’idea proposta dal presidente Fava per costruire un nuovo patto con le giovani generazioni. "Il nuovo patto con i giovani si costruisce attorno a un’idea semplice e concreta, che ho sintetizzato nelle tre P: Partnership, piattaforme e previdenza consapevole. La prima riguarda le imprese, primo partner della sicurezza sociale e primo luogo nel quale un giovane incontra stabilità, competenze e prospettiva. La seconda riguarda gli strumenti. Il Portale Giovani non è soltanto un contenitore di informazioni, ma una piattaforma che rende più semplice e diretto il rapporto con l’Istituto. La terza P è la sfida sulla quale dobbiamo lavorare di più. Negli anni è mancata una cultura previdenziale consapevole e noi vogliamo costruirla incontrando i giovani nei luoghi in cui si formano le loro decisioni, nelle scuole, nelle università, nelle fiere del lavoro, negli spazi di orientamento e sui canali digitali. Incontri, laboratori, road show, sportelli mobili, podcast, video brevi e contenuti social non sono un esercizio di comunicazione. Sono strumenti concreti per ridurre la distanza tra un diritto riconosciuto e la possibilità effettiva di esercitarlo. Non si tratta di chiedere ai giovani di pensare già alla vecchiaia. Si tratta di dare loro oggi gli strumenti per governare il proprio domani. Perché la previdenza non è soltanto ciò che riceveremo alla fine del lavoro. È la libertà di costruire, fin dall’inizio, la vita che verrà".

  • 16:36 - Da Instagram al marchio registrato, 'Berlusconismo nostalgico' diventa un brand

    Roma, 22 ago. (Adnkronos) - Del marketing e della comunicazione Silvio Berlusconi è stato un genio, uno dei pionieri assoluti in Italia. Difficile pensare che non avrebbe apprezzato, con la sua proverbiale ironia, di ritrovarsi protagonista postumo di un'operazione tutta social: un po' nostalgia, un po' satira, un po' memoria storica collettiva. È quanto accade ogni giorno sulla pagina Instagram "Berlusconismo nostalgico", arrivata a superare i 100mila follower e diventata, negli ultimi mesi, un piccolo fenomeno di culto per chi ha vissuto (o rimpiange) la stagione del Cavaliere. "Immagini, fatti, storie, aneddoti e racconti tra berlusconismo e Seconda Repubblica", recita la bio del profilo.

    Ora quel fenomeno fa un passo in più e si trasforma in un vero e proprio asset: il 12 agosto scorso, a quanto apprende l'Adnkronos, il fondatore della pagina, Giustino Mucci - consulente esterno del Mur per la comunicazione digitale e il social media management - ha depositato il marchio "Berlusconismo nostalgico" presso l'Uibm, l'Ufficio italiano brevetti e marchi.

    Non un semplice atto formale, a giudicare dall'ampiezza della domanda: il marchio, verbale e individuale, copre dieci classi merceologiche. Si va dalla classe 9 (pubblicazioni elettroniche e file video scaricabili) alla 14 (portachiavi e gadget), dalla 16 (libri, riviste, calendari) alla 18 (zaini, borse, portafogli), fino all'abbigliamento (classe 25) e agli articoli promozionali (classe 26). Non manca la parte più strategica: pubblicità e marketing (classe 35), radiodiffusione e streaming (classe 38), editoria e produzione di podcast (classe 41). Un ventaglio che lascia intuire ambizioni ben più ampie di una semplice pagina social. "Il deposito nasce prima di tutto dall'intento di tutelare la pagina Instagram, che ha raggiunto un seguito importante", spiega Mucci all'Adnkronos. "Il progetto avrà sicuramente sviluppi di natura editoriale nei prossimi mesi, ma per ora resta legato alla narrazione che già si vede sul profilo".

    I margini di crescita, però, sono già delineati. "Il progetto si approfondirà sia sul versante social sia su quello web, con l'apertura di un sito dedicato a contenuti editoriali di maggiore respiro", racconta ancora Mucci. "Lo sviluppo sarà quantitativo e qualitativo insieme: ci apriremo ad altri canali social oltre che al web, e in tutti gli asset approfondiremo la linea editoriale, lasciando come filo conduttore il recupero aneddotico del berlusconismo, con tutte le sue sfumature, scavando sempre più a fondo nel racconto".

    Non solo archeologia politica, però. "Andremo ad approfondire maggiormente anche temi ed episodi di attualità, che oggi sulla pagina Instagram sono solo brevi incursioni satiriche e che invece saranno declinati in modo più ampio e puntuale". Tra le novità in cantiere, anche un allargamento del racconto a nuove voci: "Punteremo a introdurre volti che rafforzino le diverse linee narrative del progetto".

    Sul fronte organizzativo, la regia resta salda nelle mani dell'ideatore. "Il progetto è fondato e diretto da me, ma curato in alcune parti tecniche da Amleto.io, una factory di digital strategy che fa sempre capo a me", precisa Mucci. "Al momento il progetto conta due collaboratori, ma l'obiettivo, in prospettiva, è includere altre figure". Un marchio che nasce social e guarda già oltre lo schermo dello smartphone. Berlusconi non c'è più da oltre tre anni, ma il berlusconismo, evidentemente, ha ancora molto da raccontare. E da vendere. (di Antonio Atte)

Adn Kronos www.adnkronos.com
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