Arrestato Paolo Errante Parrino, i carabinieri lo cercavano da due giorni: bloccato mentre stava entrando in ospedale a Magenta

E’ stato rintracciato e arrestato Paolo Errante Parrino, 79 anni da compiere, detto “Zio Paolo“, ricercato da sabato per una misura di custodia cautelare in carcere: è accusato di associazione mafiosa in un’inchiesta della Dda di Milano. Parrino, che vive e opera ad Abbiategrasso, è stato individuato e bloccato mentre stava entrando in ospedale a Magenta dai carabinieri del nucleo investigativo del comando di via Moscova agli ordini del colonnello Antonio Coppola. I militari dell’Arma l’hanno cercato per due giorni in diverse province della Lombardia ma con uno spettro di ricerca che si è esteso ora dopo ora anche alle più vicine zone del Piemonte.
Secondo la Dda di Milano Parrino è rappresentante apicale del nuovo sistema mafioso lombardo composto da esponenti di Cosa nostra, ‘ndrangheta e Camorra romana. E lui, Parrino, viene incasellato nel braccio di quella Cosa nostra di Castelvetrano legata a doppio filo agli interessi in Lombardia dell’ex latitante Matteo Messina Denaro. In tasca, prima dell’indagine Hydra sul consorzio mafioso, Parrino si tiene una condanna definitiva per mafia (1997) condivisa con Ciccio Messina Denaro, padre defunto della defunta primula rossa Matteo.
L’arresto è diventato esecutivo dopo che la Corte di Cassazione ha rigettato l’ultimo ricorso dei legali dopo una lunga battaglia giudiziaria sulla prima misura cautelare richiesta della Procura. In un primo momento il gip aveva rigettato la richiesta di arresto. Il Riesame aveva riformato la decisione del giudice accogliendo la tesi dei pm. La Suprema Corte ha infine dato il via libera finale alle misure cautelari.
La Procura durante l’indagine ha monitorato diversi summit con esponenti del consorzio officiati nel capannone di Parrino ad Abbiategrasso.. Per quel che emerge dagli atti dell’indagine, Parrino che risulta anche parente di Matteo Messina Denaro, negli anni ha avuto vie preferenziali all’interno dell’amministrazione pubblica locale, con consiglieri, assessori e anche con lo stesso sindaco. Annota la Procura: “I contatti di Errante Parrino con l’amministrazione comunale non sono sporadici e occasionali, bensì descrivono un collegamento che si può definire privilegiato e di confidenza”.
È di ieri la notizia che è scattata l’allerta massima per le minacce di morte, esplicite, al procuratore capo di Milano Marcello Viola e alla pm della Dda Alessandra Cerreti. I due erano già sotto scorta da tempo ma ora, in seguito a un’informativa riservata, la vigilanza è stata rafforzata prevedendo anche il divieto di parcheggio vicino alle loro abitazioni e altre misure di sicurezza. L’allarme è legato all’inchiesta Hydra, che ha ricostruito – secondo la procura milanese – una vera e propria alleanza in Lombardia tra Cosa Nostra, Camorra e ‘Ndrangheta. La pubblico ministero Cerreti è la titolare del fascicolo e Viola se ne è direttamente interessato, andando in aula, negli scorsi mesi, a convincere il Tribunale del Riesame della bontà della ricostruzione che era stata in larga parte cassata dal giudice per le indagini preliminari nell’ottobre 2023.
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