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Diciannove mesi consecutivi di calo per l’industria. In agosto (- 3,2%) a picco auto, meccanica e abbigliamento

Diciannove mesi consecutivi di calo per l’industria. In agosto (- 3,2%) a picco auto, meccanica e abbigliamento
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Diciannovesimo mese consecutivo di calo per la produzione industriale italiana. In agosto la flessione rispetto all’anno prima è stata del 3,2%. Lieve incremento su luglio 2024 (+ 0,1%). Lo comunica l’Istat che segnala come “La riduzione su base annua registrata ad agosto interessa quasi tutti i principali raggruppamenti di industrie, ad esclusione dell’energia”. Di nuovo l’auto ad affossare il dato complessivo, sebbene cali consistenti si registrino pure in altri comparti.

La voce mezzi di trasporto segna un – 14,2% nel confronto con agosto 2023. Molto male anche la meccanica, il cuore della manifattura italiana, che registra una flessione dell’11,6%. Calo a doppia cifra pure per il tessile e abbigliamento (- 10,8%) e per la siderurgia (- 10,1%). Tra i pochi comparti in positivo ci sono l’industria alimentare (+ 1,7%), la chimica (+ 5,2%) e il legno-carta (+ 1,1%).

“Una Caporetto! Prosegue il capitombolo delle nostre industrie. Il disastroso tonfo della produzione industriale dura ininterrottamente da febbraio 2023, registrando il 19esimo calo tendenziale consecutivo. Sabbie mobili dalle quali si può uscire o sperando che il resto del mondo segni una crescita elevata o rilanciando i consumi degli italiani, ora ridotti alle spese obbligate”, commenta Massimiliano Dona, presidente dell’Unione nazionale consumatori. “Il crollo della produzione industriale e la riduzione dei consumi evidenziano un circolo vizioso: senza una ripresa dei consumi, la produzione industriale non può ripartire e, senza una ripresa produttiva, i consumi rimarranno frenati dall’incertezza economica” dice Anna Rea, presidente Adoc.

A Roma si svolge oggi la seconda riunione ministeriale della presidenza italiana del G7 su Industria e Innovazione tecnologica. Le delegazioni sono arrivate a Palazzo Brancaccio a Roma dove sono state accolte dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso. Il ministro non ha per ora commentato l’ennesimo dato negativo. La Banca centrale europea scrive di essere preoccupata per il quadro complessivo della manifattura europea per cui non si intravedono “indicazioni di ripresa in tempi brevi”.

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