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Totigate, le pressioni di Bucci e Signorini per Concenter e diga: “Bisogna fare come abbiamo fatto noi in tutti questi anni”

Totigate, le pressioni di Bucci e Signorini per Concenter e diga: “Bisogna fare come abbiamo fatto noi in tutti questi anni”
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“Bisogna fare come abbiam fatto noi in tutti questi anni…”. “Certo”. “Cioè andare da questi qui…”. “Fare pressione…”. Lo scambio avviene il 13 gennaio 2023 fra Paolo Signorini, presidente dell’Autorità portuale di Genova, arrestato nell’ambito dell’inchiesta sul presunto “sistema Toti”, e Marco Bucci (non indagato), sindaco del capoluogo e commissario per il piano straordinario di opere che il Decreto Genova consentì all’Autorità portuale di effettuare con le deroghe concesse per la ricostruzione del Morandi.

Signorini e Bucci parlano proprio d’un appalto del piano: l’avvio della realizzazione di un bacino per il cantiere navale di Fincantieri, qualche mese prima stoppato dalla direzione del ministero dell’Ambiente per le valutazioni di impatto ambientale per la non ottemperanza fra l’altro ad alcune prescrizioni ante operam sul trattamento dell’amianto rinvenente dagli scavi preliminari.

Signorini ventila “un intervento mio, tuo e di tutti e due su Atelli”, che “è proattivo con noi”. Si tratta di Massimiliano Atelli, allora presidente della Commissione di Via del Ministero. Bucci concorda e rilancia: non c’è solo il cantiere navale, su Atelli “bisogna intervenire per un sacco di cose” e allude ad “altre 2, 3” pratiche non precisate.

Quella del cantiere navale si sbloccherà il 17 febbraio 2023, col via libera della sottocommissione di Via del Ministero, guidata da Paola Brambilla. Che il 6 febbraio intanto aveva sbloccato un altro dossier caro a Bucci e Signorini, il riempimento di calata Concenter, superando il niet risalente al 2001 e ‘ispirando’ l’ok concesso due settimane dopo dall’altro ente competente che nel 2020 aveva rinnovato il proprio veto, cioè il ministero della Cultura (tramite la Soprintendenza).

Concenter è una delle pratiche per cui Aldo Spinelli, agli arresti domiciliari, avrebbe interessato il governatore ligure e corrotto Signorini. “Mi raccomando anche lì la questione della soprintendente (Cristina Bartolini, ndr), che è vent’anni che…” dice Spinelli a Toti a inizio settembre 2022, dopo che Bucci aveva inserito il riempimento nel piano straordinario con 30 milioni di euro pubblici malgrado le perplessità, poi superate, di Lucia Tringali, dirigente dell’Autorità portuale, e della consulente della struttura commissariale Anna Bonomo (entrambe non indagate, come Bartolini).

Toti nell’immediato rassicura ma prende tempo e Spinelli l’11 gennaio, due giorni prima dell’accordo di Bucci e Signorini sull’“intervento”, torna alla carica: “L’importante è che riempite…tutto ruota intorno a Calata Concenter”. “Quella roba lì – lo tranquillizza Toti – l’avevamo discussa anche col sindaco l’ultima volta che ci siamo visti da te”. Per questo gli inquirenti hanno deciso di sentire Bartolini (martedì, senza che sia filtrato nulla), Tringali e Bonomo (ma non i funzionari ministeriali).

Per il 4 maggio del 2023, poi, era previsto l’avvio dei lavori della nuova diga foranea. Il 18 aprile il Cnr (Centro nazionale delle ricerche) formulò un parere di “non ottemperanza” contestando in primis la mancanza di uno studio sul rischio tsunami legato alla vicinanza alla diga di due canyon sottomarini, sottostimata dal progetto. Ma il ministero non lo pubblicò e solo a cerimonia avvenuta Brambilla diede l’ok, spiegando, paradossalmente, che la rassicurazione sull’intenzione di effettuare gli studi ante operam chiesti dal Cnr, avuta il 19 maggio a lavori iniziati, risolveva il problema. Mentre oggi la versione ufficiosa è che il parere Cnr non fosse vincolante.

Brambilla non ha risposto al Fatto, mentre Atelli ha confermato d’aver incontrato a inizio febbraio 2023 Bucci e Signorini: “Mi portarono un riepilogo delle procedure di Via in corso (alcune calendarizzate per il parere finale), non solo attinenti al porto, e chiesero di stare nei tempi. Li ho incontrati come accaduto con altri, perché non si dovrebbe mai negare il confronto con la Commissione a chi lo chiede, specie se ente pubblico. È buona amministrazione, non altro. Detto ciò, la Commissione scaduta il 24 maggio scorso s’è sforzata di stare nei tempi (velocizzati) di legge in tutta Italia. Siamo stati non lenti, ma senza rinunciare al rigore tecnico delle valutazioni”.

Del resto “tagliarli fuori non si può – spiegava Bucci a Signorini – bisogna fargli solo pressione, è tutto lì il discorso, eh”.

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