In tema di sicurezza del lavoro, “nel post Covid c’è stata una ripresa e una crescita notevole delle violazioni che riscontriamo nei nostri controlli, siamo sostanzialmente, nel 2022-23-24, in una media ben sopra l’80% delle aziende che presentano violazioni prevenzionistiche, e in alcuni casi, anche indotte da fenomeni come il superbonus 110% in edilizia arriviamo a percentuali del 93% di irregolarità e questi sono dati abbastanza preoccupanti”. Lo afferma il direttore dell’Ispettorato nazionale per il Lavoro, Paolo Pennesi, all’evento “Il lavoro sicuro tra regole e nuova cultura d’impresa “.

“Noi siamo in grado di fare circa 20mila interventi l’anno, spiega, ed è imminente l’altro concorso per ispettori del lavoro per altre 1500 unità quindi potremo raddoppiare la nostra capacità operativa e con questo poter essere uno strumento più che aiuta il non verificarsi di fenomeni infortunistici”. Pennesi ricorda che “le aziende con dipendenti nel nostro Paese sono un milione e 700mila, quindi la forza ispettiva se non viene implementata non è in grado di controllare adeguatamente i luoghi di lavoro dove sarebbe importante essere presenti in chiave prevenzionistica”. Lo strumento della patente a punti “va bene”, per Pennesi, “l’unico rimpianto – osserva – sotto questo profilo è che non si sia cominciato dalla qualificazione professionale delle imprese”. La patente a punti, spiega, “finisce a essere più uno strumento sanzionatorio che di qualificazione delle imprese, comunque è già qualcosa che dovrebbe rappresentare un fattore di deterrenza importante”.

Martedì Pennisi aveva parlato della strage di Casteldaccia, in cui hanno perso la vita cinque operai, spiegando che gli addetti dell‘Ispettorato del lavoro non hanno operano in Sicilia poiché “essendo a statuto autonomo, ha la competenza in materia”. “Ma, non saprei per quale decisione, da tanti anni praticamente non la Regione non ha più ispettori. Noi siamo presenti, in virtù di una convenzione richiesta dalla Regione, con una trentina di ispettori amministrativi, non tecnici”. Il dirigente poi ricorda “Quanto accaduto a Casteldaccia mi ha ricordato un altro drammatico episodio assolutamente analogo avvenuto sempre in Sicilia, a Mineo. L’ingresso di un lavoratore in luoghi confinati o in luoghi dove c’è possibilità di esalazione, gli altri che cercano di soccorrerlo e fanno la stessa brutta fine. È chiaro che manca la prevenzione. Quando si entra in posti dove ci sono delle esalazioni è necessario indossare le maschere protettive (che i morti di Casteldaccia non indossavano, ndr)”.

Per rendere l’Inail hub universale della sicurezza sul lavoro, “la strada da percorrere è un aggiornamento delle norme tanto per cominciare, qualcosa che abbiamo già avviato. Abbiamo un’interlocuzione diretta con il ministero e il ministro Calderone che mi ha sempre sostenuto in questo tipo di attività”, dice il presidente Inail, Fabrizio D’Ascenzo. “Ci sono diverse categorie professionali che vorremmo coprire e in questo momento non riusciamo a fare, i lavoratori autonomi, alcune categorie di medici, i corpi militari, gli agenti di commercio, il personale di volo” e altri, dichiara D’Ascenzo.

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