ArcelorMittal non ci sarà più, indietro non si torna”. Al termine dell’ennesimo vertice a Palazzo Chigi con il governo sulla vertenza ex Ilva, i sindacati Fiom-Fim-Uilm, rivendicano quanto richiesto da mesi, ovvero la discontinuità con il socio privato. “Abbiamo acquisito un risultato non scontato, vogliamo essere i testimoni di un divorzio, cercato da noi e dai lavoratori. Dobbiamo ancora attendere tre giorni, ma il governo sia vigile per verificare che non vengano prese decisioni che vanno contro lavoratori e stabilimenti”, rivendica Rocco Palombella, segretario Uilm alla fine del vertice.

“Siamo a un passo dal fatto che il governo si assuma le sue responsabilità. Pure Mittal deve farlo: non volendo investire, la sua uscita dalla gestione dell’azienda è il punto fondamentale”, ha aggiunto Michele De Palma, segretario della Fiom Cgil. “Divorzio in ritardo? Noi lo chiediamo da tempo, perché Mittal aveva dimostrato da tempo di non voler più mettere un euro. La mobilitazione unitaria dei lavoratori ha determinato il fatto che il governo ha proseguito sulla strada dell’investimento pubblico, ora vedremo come si concretizzerà. Aspettiamo che si determini questo divorzio, ma ora dobbiamo mettere in sicurezza lavoratori, ambiente e impianti”. E ancora: “Il governo sappia che per noi a pagare per gli errori fatti da proprietà e management non possono essere i lavoratori”.

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