Temperature fino a 35 gradi e carenza di personale, l’estate “insostenibile” al Teatro dell’Opera di Roma: la denuncia
Scenografi, sarti e falegnami del Teatro dell’Opera della Capitale lavorano in “condizioni strutturali e climatiche ormai insostenibili”. È quanto denunciato in un comunicato dal sindacato di categoria Slc Cgil di Roma che per settimane ha ricevuto “allarmanti segnalazioni dal personale dei laboratori dei Cerchi, dove prendono vita le costruzioni scenografiche” ed è presente il magazzino con 60mila costumi che hanno indossato i più grandi artisti della lirica e del balletto. Un ex pastificio con vista su Circo Massimo e Palatino che da circa un secolo è il cuore pulsante degli allestimenti del Teatro, un edificio storico suggestivo ma con evidenti criticità per i circa 30 dipendenti che ci lavorano.
Temperature interne insostenibili
“Il laboratorio di scenografia situato al quarto ed ultimo piano e circondato da vetrate – prosegue la nota Cgil – è costantemente esposto a temperature torride. Criticità analoghe si registrano in sartoria terzo piano ed in falegnameria piano terra, ovunque si lavora in assenza di impianti di condizionamento, nonostante l’ondata di caldo eccezionale che persiste dallo scorso giugno ad oggi”.
“Le condizioni strutturali dello stabile sono sempre state queste – spiega Barbara Cosimi, segretaria regionale Slc Cgil Lazio – ma con le estati sempre più torride ora è assolutamente necessario porre rimedio alla situazione. Quest’anno il caldo straordinario ha impattato molto, in termini negativi, sulle condizioni lavorative nei laboratori”. Una situazione ancora più critica se si aggiunge il drastico calo del personale in tutti i reparti “che costringe lavoratrici e lavoratori a farsi carico di ritmi produttivi sempre più stressanti”, evidenzia il sindacato. “Operare sotto organico – sottolinea la Cgil – e ricorrere sistematicamente allo straordinario aumenta esponenzialmente il rischio di infortuni, sia nella movimentazione dei carichi, sia nell’uso di macchinari pericolosi. Il combinato disposto tra carenza di personale e temperature estreme espone i lavoratori a continui rischi di malore”. È indispensabile quindi per il sindacato “garantire una corretta climatizzazione dei locali o, in alternativa, rimodulare gli orari di attività in conformità con le ordinanze regionali vigenti. In assenza di risposte rapide e concrete, saremo costretti a segnalare la situazione agli organi di vigilanza e alle autorità competenti”.
Per questo motivo la Slc Cgil ha chiesto “al Teatro dell’Opera di Roma un incontro urgente per illustrare soluzioni immediate”, ormai per il prossimo anno visto che la stagione estiva si è conclusa a fine luglio. “Ad oggi – prosegue Cosimi – non abbiamo avuto riscontri ma attendiamo fiduciosi affinché il prossimo anno i lavoratori dei laboratori dei Cerchi possano operare in condizioni dignitose. Da qui al prossimo anno bisogna assolutamente intervenire, approfittando anche della chiusura dalla seconda settimana di agosto fino alla fine del mese. Ad oggi le temperature interne arrivano intorno ai 35 gradi”.
“Negli ultimi mesi – spiega la direzione del Teatro in una nota inviata a ilFattoQuotidiano.it – sono stati completati importanti interventi strutturali per la climatizzazione dei Cerchi. Purtroppo, per via della storicità dell’immobile, il posizionamento della macchina esterna ha richiesto tempi e approfondimenti, anche sulla sicurezza statica, più lunghi e complessi del previsto. La macchina esterna che è già stata acquistata sarà montata alla ripresa in settembre e entro fine mese l’impianto sarà funzionante”.
Diminuzione maestranze, problema da risolvere
“Sull’implementazione della pianta organica – spiega la segretaria Slc Cgil Lazio – la direzione del Teatro si è impegnata a un confronto costruttivo e nell’ultimo incontro c’è stata un’apertura significativa”.
L’aumento della pianta organica è importante anche per scongiurare “la destrutturazione di un centro di produzione che ha reso il Teatro dell’Opera un’eccellenza riconosciuta a livello nazionale e internazionale”, evidenzia il comunicato sindacale. “La contrazione dell’organico è evidente nei numeri: il reparto falegnameria – prosegue la nota Cgil – si è ridotto da 12 a sole 7 risorse, inclusi capo e vice reparto, provocando anche un forte innalzamento dell’età media a 58 anni. Questo blocco delle assunzioni, unito alla mancata pubblicazione di bandi per la creazione di graduatorie a tempo determinato, sta interrompendo il passaggio generazionale delle competenze artigianali”. Per la direzione del Teatro “numeri alla mano, non si può parlare di drastica riduzione. Le necessità produttive sono anzi sempre risolte con numeri congrui, anche ricorrendo a contratti a termine che vanno ad aggiungersi al personale stabile”.