Audizioni alla Camera dei Deputati in Commissione Giustizia in merito al ‘Dl Rave’ per esaminare la concessione dei benefici penitenziari. Sul tema della cancellazione dei reati contro la Pubblica Amministrazione dall’elenco di quelli ostativi, cioè quelli per i quali non sono previsti i benefici penitenziari, Maurizio De Lucia, procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Palermo, afferma: “Si tratta di una valutazione politica nel senso che è il legislatore che deve individuare gli strumenti più adatti per consentirci innanzitutto per individuare prima e poi reprimere una serie di reati. Su questo, più che la Magistratura è la politica che deve confrontarsi e assumersi le proprie responsabilità che comporta la scelta di trattamenti penali differenziati per reati puniti con condotte punite molto gravemente”. Molto più netto Piergiorgio Morosini, sostituto procuratore generale della Repubblica presso la Corte di Cassazione. “Alcuni reati contro la Pubblica Amministrazione che sono stati depennati sono il volto della criminalità organizzata, ad esempio in molte realtà del Nord Italia. Questo lo dico sulla base dei verdetti giudiziari degli ultimi anni – spiega Morosini – La criminalità organizzata, anche di stampo mafioso, investe moltissimo sulle operazioni corruttive e sull’inserimento negli appalti in un certo modo. Lo dico anche per quello che ci hanno detto negli anni molti imprenditori onesti, di come certi grandi corruttori hanno sancito il fallimento di imprese pulite che non erano disposte a compromessi correttivi”. “Quindi per questo – conclude il sostituto procuratore – una modifica del doppio binario a livello di esecuzione penale che riguarda la particolare tipologia di reati contro la Pubblica amministrazione può tradursi anche in un indebolimento degli strumenti di contrasto alla criminalità organizzata”.
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