A due giorni di distanza dal consiglio dei ministri che l’ha approvata, mercoledì sera è circolata una prima bozza della manovra per il 2023. Confermati lo stop al reddito di cittadinanza dal 2024, il mini taglio del cuneo fiscale, la “tregua fiscale” con ben dieci modalità di regolarizzazione compreso lo stralcio , l’introduzione di Quota 103 per le pensioni. Spuntano poi alcune piccole novità: c’è la tassazione agevolata al 5% delle mance per i camerieri (di dubbia efficacia visto che sono praticamente sempre versate in contanti e dunque in nero), lo stop per due anni dell’adeguamento delle multe all’inflazione calcolata dall’Istat, aumenti delle accise sulle sigarette di 20 centesimi a pacchetto. Oltre a esenzioni all’obbligo di accettare pagamenti anche piccoli con bancomat e carte, cosa che rischia di mettere l’Italia in difficoltà con Bruxelles visto che le multe per chi non accetta moneta elettronica erano uno degli obiettivi del Recovery Plan. Non trovano invece spazio la tassa sulle consegne a domicilio, la cosiddetta Amazon tax, e l’aumento di quella sulle vincite da gioco.

Per i lavoratori dipendenti arriva il taglio di due punti del cuneo fiscale se il reddito è sotto i 35mila euro lordi. La sforbiciata sale al 3% per chi percepisce uno stipendio (su tredici mensilità) non superiore a 1.538 euro. L’ampliamento della flat tax per gli autonomi ha un paletto, come preannunciato dal viceministro Maurizio Leo: il tetto per accedere forfait al 15% per autonomi sale da 65 a 85mila euro ma salta, in modo retroattivo, se il contribuente supera i 100mila euro di ricavi. Sono prorogate le agevolazioni per l’acquisto per la prima casa per gli under 36 e l’aliquota Iva scende al 5% anche per i seggiolini auto per i bambini, oltre che per pannolini, cibo per l’infanzia e assorbenti.

Ammonta a circa 20 centesimi il primo anno ed è compreso tra 10 e 15 in media nei tre anni l’aumento del costo delle sigarette. Dopo due anni di non aumenti della tassazione, il testo alza l’accisa cosiddetta ‘specifica’ (oggi in Italia ai livelli più bassi d’Europa) da 23 a 36 euro per 1.000 sigarette nel 2023, a 36,50 euro per 1.000 sigarette nel 2024 e a 37 euro per 1.000 sigarette a partire dal 2025. Un aumento della parte fissa che comporta un automatico ribasso della parte variabile dell’accisa e che, a conti fatti, si traduce appunto in un rincaro in media, considerando sia i prodotti di alta che di bassa gamma, di circa 20 centesimi a pacchetto il primo anno e di 10-15 centesimi sui tre anni in media. Viene stabilizzata la tassa sulle sigarette elettroniche: circa 8 centesimi per ml per le e-cig senza nicotina e circa 13 centesimi di euro per ml dei prodotti con nicotina. La tassazione sul tabacco riscaldato sui quattro anni ammonta a 10-15 centesimi.

Per le pensioni viene rivisto il meccanismo di indicizzazione per il biennio 2023-2024. Si va dalla rivalutazione al 100% dei trattamenti pensionistici pari o inferiori a quattro volte il minimo fino alla rivalutazione al 35% di quelli che superano la minima di dieci volte. Gli assegni più bassi sono ulteriormente aumentati su base mensile (1,5 punti percentuali per l’anno 2023 e di 2,7 punti per il 2024). Per le nuove uscite viene introdotto il meccanismo di ‘pensione anticipata flessibile (Quota 103), che prevede l’uscita con quota 41 anni di contributi ed un minimo di 62 anni d’età. Il meccanismo però prevede un ‘tetto’ che, fino al raggiungimento dell’età pensionabile, non può superare cinque volte il valore delle pensioni minime.

Per contrastare l’inflazione e il caro-materiali la bozza di manovra prevede anche un incremento del 10% dei fondi assegnati agli enti locali, finanziati con il Pnrr, per le opere pubbliche avviate dal primo gennaio 2023 al 31 dicembre 2023. Inoltre arriva una spinta agli investimenti per Milano-Cortina: vengono stanziati 400 milioni di euro per realizzazione del Piano complessivo delle opere per le Olimpiadi invernali del 2026. Tra le novità introdotte dalla bozza, c’è un fondo per la sovranità alimentare da 25 milioni di euro per il 2023, e altrettanti per ciascuno dei tre anni successivi, con l’obiettivo di “rafforzare il sistema agricolo e agroalimentare nazionale” anche garantendo la sicurezza delle scorte e degli approvvigionamenti alimentari”.

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