“A noi è stato chiuso l’account mentre Kim Kardashian ha pubblicato il suo c**o completamente esposto ai suoi 330 milioni di follower senza restrizioni da parte di Instagram”. Pornhub, la piattaforma amatoriale con contenuti per adulti scrive a Meta, la società a cui fa capo Instagram. Chiede il ripristino immediato del suo account, che non avrebbe violato i termini di servizio in alcun modo. E fa un paragone con la star del social network. A lei sì e a noi no? Ecco cosa è successo alla pagina Instagram di PornHub: prima la sospensione e poi, a inizio settembre, l’eliminazione dell’account. Via! Fuori dal social network. Il motivo? La pagina Instagram, secondo Meta, promuove la pornografia, se pur in maniera non esplicita. Dietro la decisione della società americana ci sarebbero la violazione delle norme del social. Secondo motivo, la risposta alle accuse delle associazioni che lottano contro le forme di sfruttamento sessuale”. Come il National Center on Sexual Exploitation che ne raccoglie una sessantina e da anni si muove in prima linea contro la pagina incriminata. L’accusa: il profilo Instagram di Pornhub fa promozione di contenuti pornografici. Sul social network non ci sono video hard core. Ma una serie di post strizza l’occhio all’utilizzo della piattaforma a luci rosse. Insomma, negli oltre 6 mila post senza nudi espliciti ci sarebbe un intento subdolo. Portare i follower, che prima della chiusura superavano i 13 milioni, al consumo di contenuti pornografici altrove. Meta, dopo aver sospeso il profilo di Pornhub, è quindi passata all’azione. Lo ha proprio eliminato. Rimosso da Instagram con un clic. Lo ha fatto sparire. Mark Zuckerberg, il patron Meta, ha spiegato per bene le sue motivazioni: “Abbiamo permanentemente disabilitato questo account Instagram per violazioni ripetute delle nostre policy. Per circa dieci anni ha tenuto comportamenti non consentiti dalle regole. Con la pubblicazione di contenuti per adulti, di natura sessuale e nudità”. Su Pornhub nel 2021 erano anche piovute le denunce di 34 donne, sostenevano di essersi trovate sul sito senza alcun consenso. I loro partner avevano pubblicato filmati amatoriali privati a loro insaputa. La risposta da parte di Pornhub: “È falsa qualsiasi insinuazione secondo la quale non prendiamo sul serio l’eliminazione di materiale illegale”. Ma le accuse da parte delle associazioni riguardano anche i messaggi di alcuni video. In “Next Career Goal“, per esempio, è evidente l’invito a intraprendere la carriera di pornoattori. Instagram aderisce agli standard della comunità aziendale di Meta, che in materia di adescamento sessuale vietano tentativi di reclutamento di attori a luci rosse. I post su Instagram di Pornhub contenevano video come “Il prossimo obiettivo di carriera” che incoraggiavano le persone a diventare artisti della pornografia. PornHub invece insiste. Chiede il ripristino immediato dell’account. L’obiettivo? “Porre fine a tutte le discriminazioni nei confronti di coloro che sono coinvolti nel settore per adulti”. Ed ecco che arriva il paragone con l’attrice e modella Kim Kardashian. “Siamo felici di vedere che Kim e il team artistico dietro la sua immagine siano liberi di condividere il loro lavoro sulla piattaforma, ma ci chiediamo perché ci venga negato lo stesso trattamento”. Perché lei sì e noi no?

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