“Mica faccio crescere mia figlia di sei anni in una reggia tipo Versailles!”. Andrea Giambruno, il compagno di Giorgia Meloni, futuro primo first gentleman della Repubblica italiana, racconta al Corriere della Sera divergenze e convergenze di vita presente e futura con la propria fidanzata. A partire proprio dal netto rifiuto di trasferirsi a Palazzo Chigi. “Una casa ce l’abbiamo”, spiega il mezzobusto Mediaset. Quindi niente trasferimenti faraonici, anzi la parola d’ordine sembra proprio essere, in generale, normalità. A partire dal tema dei temi, l’aborto. “Tra me e Giorgia non c’è alcuna discussione in merito. Non troverà una riga in cui Giorgia contesta la 194”.

Idem sentire su temi etici come i diritti Lgbtq+ e la legalizzazione delle droghe per i quali non c’è parapiglia in famiglia ma solo motivazione ragionata delle proprie posizioni. E anche su Peppa Pig non siamo lontani: “a mia figlia posso anche fargliela vedere e, se dovesse chiedere perché ci sono due madri, glielo spiego. Però, una cosa è una scelta spiegata da un genitore, un’altra è far passare forzatamente un concetto”. Giambruno di sinistra? “Era una battuta”, spiega. Anche perché su qualcosa a casa Meloni si litiga: il suicidio assistito. “Io penso che lo Stato debba riflettere se sia giusto che una persona possa morire a casa sua coi familiari o sia costretta ad andare a morire in Svizzera. Noi due discutiamo su temi sensibili che la politica deve affrontare con una responsabilità diversa rispetto a me che ho solo un’opinione personale”.

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