Il caro energia? Sicuramente è un’incognita, bisogna fronteggiare gli aumenti ma senza farne una tragedia. Le aziende italiane sono solide sotto il profilo produttivo, la domanda globale è alta e, se c’è la produzione, si possono affrontare anche i rincari, certamente con un profitto minore. Gli ordini che abbiamo avuto per il primo semestre del 2023 sono davvero ottimi e questo ci consente di essere fiduciosi”. Con il carisma e l’entusiasmo che lo contraddistinguono, Brunello Cucinelli fa il punto della situazione incontrando la stampa in occasione della presentazione della sua nuova collezione donna Primavera/Estate 2023. Il visionario imprenditore umbro è ottimista nella sua analisi: “Adesso l’Italia sta vivendo un momento di grande espansione, con il Pil stimato in crescita del 3.4-3.5%, e questo è possibile unicamente perché la richiesta di manufatti è altissima e le nostre aziende hanno le forze per soddisfarla. Guardiamo agli Stati Uniti: è vero, non hanno il problema del caro energia, ma negli anni della pandemia hanno licenziato e fatto tagli drastici, hanno cambiato approccio al lavoro, tanto che ora non riescono più a rimpiazzare i lavoratori persi. Noi invece – spiega Cucinelli – siamo stati bravi a preservare i posti di lavoro grazie allo Stato sociale di cui godiamo e che, lasciatemelo dire, è tra i migliori al mondo. Cassa integrazione, incentivi, bonus e sostegni vari elargiti durante la pandemia ci hanno consentito di farci trovare pronti al momento della ripartenza. Abbiamo un vantaggio importante per i prossimi due anni, dobbiamo sfruttarlo”.

“Gli aiuti pubblici hanno consentito alle aziende di non licenziare e così ora le frange produttive e commerciali delle nostre imprese sono solidamente al lavoro, come e più di prima – afferma l’imprenditore di Solomeo -. La nostra produzione di qualità è stata tutelata ed è ciò che ci serve ora per trainare la crescita dell’economia: una richiesta globale altissima e un’offerta bassa, con grosse difficoltà di produzione all’estero, sono le condizioni ottimali per ridare centralità alle nostre imprese”. Per questo, secondo Brunello Cucinelli, l’esito delle elezioni politiche del prossimo 25 settembre è secondario: “In 69 anni ho visto 63 governi e, se il buon Dio vuole, lunedì prossimo vedrò il 64esimo. Poi tra 12/13 mesi un altro ancora. L’Italia è fatta così, la nostra politica è sempre stata così. Fortunatamente abbiamo un grande Presidente della Repubblica e una Costituzione che ci tutelano e fanno da garanti”. “Poi, personalmente, penso che il primo passo da fare adesso sia quello di proteggere le filiere, per garantire l’efficienza di un sistema e la qualità che contraddistingue il Made in Italy. E in tal senso c’è bisogno di investire nelle scuole, nella formazione dei giovani, insegnando loro un mestiere ma anche le basi dell’imprenditoria, così che possano cavarsela. Soprattutto pagandoli il giusto”:

Ecco quindi che questa sua visione del momento storico attuale e della fase di transizione post-pandemia che stiamo vivendo si traduce in una collezione radiosa, che racchiude il perfetto bilanciamento tra funzionale e suggestivo, in un calibrato mix di rassicurante ed innovativo. Il brand di Solomeo rimane sempre fedele al suo credo di alta artigianalità che sposa il pret-à-porter e il risultato è superbo. La parola d’ordine è eleganza, ma disinvolta. L’immagine guida della collezione è quella di una “donna esploratrice” che vive appieno la vita gustandosi appieno la bellezza racchiusa nella preziosità delle cose solo apparentemente semplici, come le maglie crochet che vanno a comporre pantaloni, gonne e top. Ancora una volta, Cucinelli riesce a sublimare la lavorazione all’uncinetto, la stessa che tanti fanno come passatempo, a tecnica couture, unica, proprio perché artigianale. “Tutti i nostri capi sono fatti per più del 50% a mano. Per una gonna in crochet ci vogliono 33 ore di lavoro di una sarta. Questo le rende una diversa dall’altra ma, ovviamente, ha un costo, anche perché noi riconosciamo il valore dei nostri artigiani”, sottolinea Brunello Cucinelli rispondendo così alle obiezioni sui prezzi non proprio accessibili dei suoi capi.

D’altra parte, i principi di autenticità, unicità e longevità sono quelli che guidano la creazione della collezione, le coordinate di riferimento che instillano in ogni singolo elemento un lusso discreto e una preziosa sobrietà. Il patrimonio culturale dell’artigianalità costituisce il punto di partenza per esplorare proposte tanto innovative quanto quotidiane, per attraversare un ricco gioco di rimandi ai classici con la voglia di raccontare un gusto nuovo che mette al centro la maglieria, l’epicentro del brand. È qui che si riconoscono quei piccoli dettagli che rendono iconico lo stile della casa di moda umbra, come le righe nautical e le trame a intreccio, ora impreziositi da soavi paillettes che irradiano luce e gioia di vivere. L’attenzione per le materie prime, i filati assolutamente naturali, fa si che la sostenibilità sia sempre al centro dell’attenzione a Solomeo. E i nuovi completi “twin wear”, evoluzione del canonico tailleur, offrono la possibilità di moltiplicare le combinazioni e infondere ancor più versatilità, contemporaneità e longevità al guardaroba.

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