di Pietro Francesco Maria de Sarlo

Altro che Brexit: tempesta sulla Manica, il Continente è isolato. Il mondo, almeno quello occidentale, si inchina alla vecchia Angleterre. Cinquecento capi di Stato scorrazzati in navetta a destra e a manca come studentelli dell’Erasmus dall’ostello della gioventù al centro di Londra per la visita guidata al museo egizio. Arrivano compiti in ordinata fila per l’estremo l’omaggio alla Regina, l’ultima ascesa al trono dei 56 Stati membri del Commonwealth a testimonianza dell’unico impero planetario che sia mai esistito. Giusto qualche distratto collettivo passaggio alla Bbc, ma anche sulle proprie tv (Rai, Zdf o France 2 o quel che l’è) il minimo della pena e anche con qualche fastidio per il rischio di perdere l’ultima ira funesta dell’ex erede al trono ora Re.

Unica eccezione Biden di nome Joe, che, pare per motivi di sicurezza, di salire sulle navette affollate non ci pensava proprio. Già gli altri capi di Stato e dell’Europa che rischi corrono? Ma chi se li fila? L’ordine mondiale è così ristabilito: il Re sono gli Usa, la Regina madre è la vecchia Angleterre e il resto? Vassalli, valvassini e valvassori in coda per l’omaggio per poi poter dire a parenti e amici e un giorno ai nipoti: io c’ero.

Macron, Sholtz, il senior president Mattarella, per età seduto vicino all’autista perché ‘o pulmann gli fa male, e poi Ursula, Michel, in arte Charles the gaffeur, in fila e lontano dai riflettori tutti puntati sulla real casa e con tutte le influencer mondiali con i rispettivi maritini a scrutare con ansia lo schermo per vedere le spalline sulla divisa di William e Harry, i cappellini delle ‘real consorts’ (o forse si dice real wifes? Mah, a saperlo) e l’ordine di comparsa dietro al feretro. Tutti noi trasformati in piccole fiammiferaie a guardare fuori dai vetri dei palazzi reali dove si consuma l’omaggio dell’Occidente alla sua Regina. E le elezioni italiane?

Ma chi se ne frega di una cosa così marginale sulla scena mondiale? Giusto per dovere di cronaca sappiamo dalle tv di Stato, tra il commento su un cappellino di Camilla e uno sul nuovo belloccio attendente di re Charles the third che: Conte ha sfanculato Renzi e viceversa, Letta ha rinnegato gli ultimi 20 anni di storia del Pd, Salvini ha ripetuto le solite minchiate a Pontida e la Meloni ripassato la lesson one: the book is on the table! Nel mentre sir Mario Draghi, che essendo ‘er meglio più di fare passarella a Londra proprio non ne ha bisogno, seguiva in pantofole da casa l’evento pregustando la prossima crociera sul Britannia per i servigi resi al mondo anglosassone, mentre Calenda attende fuori dalla porta udienza. E Berlusca? Pennicava ‘happy as a clam’ davanti alla tv mano nella mano con la sua ultima fiamma, di cui non ricorda il nome, sognando di promettere una gno**a a ogni pensionato italiano e vincere così le elezioni in un Paese sempre più vecchio, stanco e sca**ato.

E l’amico Putin? La sua vera sconfitta, se ci dobbiamo dire la verità, è nel non essere stato invitato. Già, troppo spesso ci dimentichiamo che a Mosca si sentono europei e essere schiacciati sull’Asia per quei quattro cafoni dei contadinotti ucraini proprio non gli va giù né se lo sarebbero mai aspettato dopo anni, come da tradizione, di lezioni di inglese e francese, specialmente, e buone maniere ai figli delle élite.

Non ci credete? Basta vedere la reazione stizzita dei russi per il mancato invito che ci ha fatto rischiare l’escalation atomica più dell’invio di nuove e segrete armi definitive per la vittoria ucraina. Oppure credete che sia felice a trattare con le ex colonie cinesi, indiane, siriane, pakistane eccetera dell’Impero inglese lui che è zar di tutte le Russie? Che cosa disonorevole! Insomma “Viva viva viva l’Inghilterra / Pace donne amore e libertà / Viva viva viva l’Inghilterra / Ma perché non sono nato là / mah chissà” . È proprio vero: signori si nasce e noi non lo “nacquimo” e forse il nostro destino è solo e sempre quello di sudditi.

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