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Gli Usa di Trump verso una riduzione drastica del contributo alla Nato: “Taglio significativo” di bombardieri, caccia e droni

Secondo lo Spiegel è stato Alexander Velez-Green, consigliere senior e inviato del segretario alla Difesa statunitense Pete Hegseth, a illustrare i piani agli alleati venerdì scorso. Non c'è ancora una lista completa di forniture che verrebbero meno
Gli Usa di Trump verso una riduzione drastica del contributo alla Nato: “Taglio significativo” di bombardieri, caccia e droni
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Gli Stati Uniti hanno comunicato agli alleati della Nato che intendono “ridurre drasticamente” il loro contributo al modulo forze previsto in caso di crisi in Europa. Confermando quel che Donald Trump sostiene da tempo, ovvero che il Vecchio Mondo deve fare di più per la sua sicurezza. La novità è l’entità dei tagli, comunicata nel corso della riunione riservata di venerdì scorso dell’inviato del capo del Pentagono Pete Hegseth con alti funzionari degli alleati nel quartier generale dell’Alleanza. Secondo quanto riportato dal tedesco Spiegel si va verso un taglio “significativo” ai bombardieri strategici e una “riduzione di un terzo dei caccia“. Non sarebbero più forniti sottomarini e droni da ricognizione mentre si assisterebbe ad un taglio “notevole di quelli armati”. Una lista precisa ancora non c’è e nemmeno una timeline, secondo l’Ansa. Le correzioni, conferma un diplomatico, appaiono però “sostanziali” e ora gli alleati sono “sotto pressione” per compensare.

Gli Stati Uniti “hanno chiarito che intendono mantenere la deterrenza nucleare in Europa nell’ambito della Nato”. Per contro, “gli europei dovrebbero farsi carico in gran parte da soli della difesa convenzionale del continente”, è il messaggio. Alexander Velez-Green, consigliere senior e inviato del segretario alla Difesa statunitense Pete Hegseth, a illustrare i piani agli alleati. CDa tempo Washington chiede una ridistribuzione degli oneri militari nell’Alleanza e quindi a Bruxelles la comunicazione del funzionario del Pentagono Alexander Velez-Green era attesa, ma – sottolinea lo Spiegel – “non con tagli di questa ampiezza”. Nel sistema Nato di condivisione degli oneri (“burden sharing”) in vigore finora, gli Usa fornivano circa la metà delle capacità militari, ora invece chiedono una loro ridistribuzione (“burden shifting”). Gli Stati Uniti vogliono ridurre il loro impegno per il “Nato Force Model“, modello concordato nel 2022 dopo l’invasione dell’Ucraina.

Secondo Velez-Green, gli alleati sono chiamati a colmare le lacune del disimpegno americano il più rapidamente possibile. Gli Stati Uniti, è stata la sua linea, sono pronti a cooperare con tutti i partner Nato che agiranno rapidamente. Parole che alcuni presenti alla riunione – riferisce il media tedesco citando alcune fonti – hanno interpretato come una minaccia indiretta. Gli europei, secondo la ricostruzione, sarebbero chiamati a dare una risposta entro il prossimo incontro a inizio giugno, in occasione della cosiddetta Force Sourcing Conference. Per allora, gli Stati Uniti si aspettano offerte su quali Paesi possano intervenire, in quali settori e quando. Infine, per fonti militari citate da Spiegel, con questa riduzione Washington vorrebbe soprattutto ottenere una maggiore flessibilità nel caso si complicasse la situazione nell’Indo-Pacifico.

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