Il settore moda segna nel 2022 il suo fatturato più alto degli ultimi vent’anni, con una crescita acquisita nel primo semestre (+11,8%) tale che anche nella remota ipotesi che nel secondo si azzeri, il bilancio si chiuderebbe in positivo. È su queste solide basi che Milano si prepara a dare il via alla prossima Settimana della Moda in programma dal 20 al 26 settembre nel capoluogo lombardo. “Il 2022 vede il fatturato più alto della moda da vent’anni“, ha annunciato Carlo Capasa, presidente di Camera Nazionale della Moda Italiana nel corso della conferenza stampa di presentazione della Milano Fashion Week tenutasi questa mattina a Palazzo Parigi. “Un dato importante per una prima metà dell’anno straordinaria, ora pensiamo di scontare un po’ il problema dell’aumento dei costi dell’energia – ha spiegato Capasa -. L’impatto della crisi energetica è importante sulla moda perché tutta la filiera a monte è energivora, per fare un tessuto o una borsa ci vogliono materie prime che consumano moltissima energia. L’impatto del costo dell’energia sul prodotto era del 10% e adesso è schizzato almeno al 30% – ha aggiunto il presidente di Cnmi-. I listini non si possono ritoccare all’infinito e questo pone le aziende nella condizione difficile di chiedersi quanto vale la pena produrre”. Per questo “auspichiamo una presa di posizione forte” da parte del governo “e ci aspettiamo che quella parte energivora venga favorita rispetto al costo dell’energia. Chi meglio del nostro governo attuale può mettere in atto queste misure? Mi auguro che siano dati al governo che sarà eletto tutti i poteri straordinari per intervenire, perché abbiamo bisogno di misure drastiche sul fronte dell’energia”.

“Ci siamo trovati molto bene con il governo Draghi e lo dimostrano i numeri, quelli dell’occupazione e della crescita del Pil in primis, ci siamo ritrovati ad essere il Paese traino d’Europa e di questo dobbiamo esserne orgogliosi – ha spiegato ancora Capasa parlando a margine con noi di FqMagazine -. Noi avevamo fatto un appello affinché l’esperienza dell’esecutivo guidato da Mario Draghi continuasse ma così non è stato, la volontà degli italiani è ovviamente sovrana ma ci auguriamo che il prossimo governo sia innanzitutto un governo autorevole e ascoltato dai partner internazionali, questa è una cosa molto importante. E poi che porti avanti i progetti del Pnrr che ci consentiranno di modernizzare il Paese, affrontando le sfide del momento in chiave europea perché questioni come la crisi energetica e l’inflazione si risolvono solo se manteniamo una posizione forte nel contesto europeo e se riusciamo a rimanere quel driver capace di portare le scelte internazionali che vadano a vantaggio del nostro Paese. Pensare di fare delle scelte da ‘separati in casa’ rispetto all’Europa sarebbe assolutamente deleterio“. E le circostanze hanno voluto che il giorno in cui gli italiani sono chiamati a scegliere i nuovi propri rappresentanti cada in piena Fashion Week: il 25 settembre, infatti, si terranno le elezioni politiche ma sarà anche una data densa di appuntamenti per gli addetti ai lavori della moda, tra le sfilate in calendario e, soprattutto, i CNMI Sustainable Fashion Awards (gli “Oscar” della moda sostenibile) in programma al Teatro alla Scala in serata. “So che molti non residenti a Milano si stanno organizzando per riuscire a incastrare gli appuntamenti con il voto, abbiamo sperato che la scelta per le elezioni cadesse in un’altra data o che, quantomeno, venisse estesa la possibilità di votare anche il lunedì ma purtroppo non è stato così; d’altra parte la Settimana della Moda è un evento internazionale che viene programmato anni prima”, ha spiegato ancora a FqMagazine Capasa.

IL CALENDARIO DELLA MFW – “Quella che si aprirà il 20 settembre è una delle settimane più attese ma anche più vivaci e attrattive nel calendario degli appuntamenti di Milano. La Milano Fashion Week con le sfilate, gli eventi, la creatività e l’innovazione che la contraddistinguono sarà di aiuto alla ripresa della nostra città e del Paese”, ha sottolineato il Sindaco di Milano Giuseppe Sala in conferenza stampa. “Se è vero che la moda è uno dei punti di forza dell’Italia nel mondo, Milano offre a questo settore una vetrina unica. Per questo motivo, soprattutto in questo periodo di forti preoccupazioni e criticità economiche e internazionali, la Milano Fashion Week può avere un ruolo strategico nel dare slancio e fiducia all’intero comparto”, ha detto il primo cittadino. Diamo quindi un occhio al fitto calendario degli eventi in programma all’ombra della Madonnina dal 20 al 26 settembre: le sfilate in presenza saranno ben 61, più 5 in formato digitale l’ultimo giorno. I grandi nomi sono tutti presenti, si parte mercoledì 21 con Alberta Ferretti e Roberto Cavalli per chiudere, come da tradizione, domenica 25 con Giorgio Armani. Da notare poi gli anniversari (in primis i 70 anni di Moncler), i grandi ritorni (quello di Antonio Marras fresco di acquisizione da parte del gruppo Calzedonia e poi Salvatore Ferragamo con il debutto del nuovo direttore creativo Maximilian Davis) e le collaborazioni, con Maison Valentino e Dolce e Gabbana che supportano due giovani designer emergenti. “In linea con il nostro operato di questi anni, il programma riflette il nostro grande impegno verso tematiche di primaria importanza, tra cui la promozione della sostenibilità, il supporto ai giovani talenti e la costruzione di una cultura della moda inclusiva. Tutto questo sarà celebrato nel grande evento di domenica 25 settembre, in cui inaugureremo la nuova partnership con L’Ethical Fashion Initiative delle Nazioni Unite e l’accordo sull’economia circolare con la Ellen MacArthur Foundation attraverso il ritorno del nostro evento CNMI Sustainable Fashion Awards”, ha concluso Capasa.

I DATI – La crescita del fatturato nel 1° semestre del 2022 è stata “straordinaria” (+25%), simile a quella del 1° semestre 2021, quando si verificò il rimbalzo dai livelli depressi del momento peggiore della crisi Covid. In parte, l’exploit è stato sostenuto dalla ripresa dei prezzi, spinta dai costi di energia e materie prime. Il fatturato è però cresciuto di oltre il 18% anche al netto dell’aumento dei prezzi, risalendo ai livelli precedenti alla crisi finanziaria del 2008. Le attese per la seconda parte dell’anno sono per un rallentamento, che nel quarto trimestre potrebbe tradursi, in assenza di interventi di contenimento dell’inflazione energetica, in un segno negativo. Le attese per il 3° trimestre non sono negative e un moderato segno positivo non è improbabile. L’andamento del 4° è invece estremamente incerto. Sul fronte dell’export nei primi 5 mesi è cresciuto sensibilmente (+21.9% per la moda. +30,2% nei settori collegati). Nel dettaglio, i mercati degli Usa e della Corea del Sud sono stati i più dinamici. E’ stato invece forte il rallentamento verso la Cina e verso la Russia si è avuto nei 5 mesi un vero crollo (-26% nella moda, -68% nei gioielli, -23% per la bigiotteria e -56% negli occhiali). Le attese per il terzo trimestre dell’anno per l’industria della moda italiana “non sono negative e un moderato segno positivo non è improbabile” mentre l’andamento del quarto trimestre è “estremamente incerto”: in assenza di fatti nuovi o di interventi di contenimento dell’inflazione energetica da parte dell’Europa o dei governi nazionali crisi industriali e calo dei consumi, rileva Cnmi, “potrebbero indurre in risultato trimestrale negativo”. Si mantiene quindi, malgrado l’andamento del primo semestre migliore delle attese, la previsione formulata nei Fashion Economic Trends dello scorso maggio di un fatturato 2022 in crescita tra il +10% e il +11% rispetto al 2021. “Un quadro positivo, a cui però si affiancano le nuove sfide dei mercati post Covid e quelle legate al conflitto tuttora in corso ma anche i mega/trend, accelerati dalla pandemia, come digitale e sostenibilità. Creare e offrire prodotti di eccellenza è l’unica soluzione che funziona in tutti gli scenari, anche quelli più difficili, e le imprenditrici e gli imprenditori italiani lo sanno fare molto bene”, ha commentato in conferenza stampa Carlo Ferro, presidente di ICE Agenzia.

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